Viaggio ai confini della realtà: Tinder e il fotoritocco maschile

un approfondimento di Beatrice Avallone

È ora di dirselo, senza tergiversare troppo: anche gli uomini lo fanno (e non c’è nulla di male!). Da sempre attribuito indiscutibilmente al gentil sesso, il fotoritocco è divenuta ormai materia assolutamente maschile.

Dimenticatevi dei glutei perfetti, sorrisi smaglianti, forme e fisici statuari degni delle modelle di Victoria’s Secret o di cieli sempre uguali con le stesse nuvole che scorrete tutti i giorni sui profili Instagram delle vostre amiche – specie di quelle che conoscete perfettamente e che non avete mai visto così – e cominciate a farci attenzione: il fotoritocco maschile è assolutamente più interessante, più strano e spesso incomprensibile.

La mascolinità di un uomo è, soprattutto al giorno d’oggi, molto cambiata rispetto ai canoni di un tempo ne avevamo già parlato a proposito di Maskulinity – ed è forse proprio per questa ragione che l’uomo oggi si ritrova a competere con canoni sempre più esasperati, in continua lotta tra essere e apparire. Tutto questo grande insieme di contraddizione e di conformismo di massa si riflette anche su come si pone il maschio 2.0 sui social, specialmente quelli dove deve – dicendolo con un francesismo – “rimorchiare”.

Avete presente Tinder? Se dite di no, siete dei bugiardi.

Tinder è l’app gratuita per gli incontri online più famosa al mondo, con un parterre di 50 milioni di donne e di uomini (di questi 4,1 milioni sono paganti). Avrete sicuramente qualche amico o parente che lo utilizza – e se non lo avete, è perché forse siete voi stessi a usarlo!

Basato principalmente su un “m’ama – non m’ama” virtuale di fotografie, dove scegli e scarti letteralmente chi ti capita, è grazie a Tinder che siamo riusciti a stilare una breve Top Five dei fotoritocchi più in voga – e inspiegabili – tra gli uomini del 2019, dai più banali e affini a quelli femminili, ai più stravaganti e complessi. 

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5. Filtro Spiallamento: correzione di brufoli, rughe e occhiaie

Ebbene, quando vedete quei volti esenti da difetti, i casi sono due: o siete di fronte a un duenne, oppure è stato utilizzato il filtro che chiamaremo “Spiallamento”. Alcuni lo usano in modo impercettibile, giusto da rimuovere quel brufoletto scomodo. Altri, invece, assomigliano vagamenta a Moira Orfei negli anni d’oro.

4. Filtro Dalì: le curve maschili

Siete di fronte a strani rigonfiamenti o a sfondi deturpati come in un quadro di Dalì? Probabilmente è stato usato il fluidifica: nasce come funzione di Photoshop, ma ormai anche le app gratuite di veloce fotoritocco lo propongono, più o meno di qualità. Serve principalmente a dimagrire e ad “arrotondare” le forme – qualcuno di voi probabilmente ricorderà, a proposito, dello scandalo su voci che giravano su David Beckham o Cristiano Ronaldo che, per foto di intimo, eran stati accusati di aver subìto ingrandimenti su uno specifico “rigonfiamento”.

3. Filtro Big Jim: muscoli finti

Sì, non ci crederete ma esistono app – per esempio Peachy – che forniscono dei pre-set di addominali, bicipiti e pettorali fake da applicare, attraverso giochi di luci e ombre, direttamente sul corpo maschile. La qualità del risultato è paragonabile a Paint: il trucco c’è – e si vede, aggiungerei!

2. Filtro Modigliani: altezza mezza bellezza

L’altezza è un tallone d’Achille maschile spesso discusso, ed è la prima cosa che balza agli occhi nelle bio dei profili: scrivono quanto sono alti. Specificare di essere alti è una qualità – a quanto pare – impossibile da non sfoggiare. I meno fortunati che non possono sfoggiare numeri da capogiro e che si sentono in difetto, invece, sfoggiano foto con prospettive dal basso verso l’alto, o sospetti “slungamenti”: improvvisamente, anche gli oggetti accanto prendono vita, assumendo forme inverosimilmente allungate come in un quadro di Modigliani.

1. Filtro Big eyes: quando l’occhio vuole la sua parte

Al primo posto, inspiegabilmente, troviamo loro, specchi dell’anima: gli occhi. E a quanto pare più sono grossi come quelli di un cerbiatto abbandonato, più fanno presa sulla sensibilità femminile. Grandi occhioni languidi degni dei peggiori filtri Instagram, li potrete ottenere anche tramite un’app di makeup, ossia YouCam Makeup.

Ricordiamoci, comunque – sia per gli uomini che per le donne – che non c’è nulla di male nel fotoritocco: quello digitale è un mondo bizzarro. E diventare belli è un’arte.

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Beatrice Avallone (ariete del 1991) è una graphic designer, fotografa e content editor. Ferma sostenitrice dei carboidrati – specialmente di pasta e pizza – nel tempo libero guarda le finestre per strada, colleziona bussole e scappa verso il mare appena può. Interpreta anche i pianeti – ma non si sa bene né come né perché – e negli occhi strabici del suo gatto vede un mondo di cose. Fresca fresca dello scrivere di sé di un corso di scrittura, descrive spesso ciò che le capita: dai piatti di pasta, a ciò che ha intorno, alle stranezze del web. Sua madre la descrive sempre come un bellissimo bombom al cianuro.