Un libro su come abitiamo le relazioni nel reale e nel digitale

Quale significato ha assunto il verbo abitare oggi, davanti ai territori sconfinati che abitiamo sul digitale? Per gli studiosi e docenti universitari Fabio D’Andrea e Vania Baldi, abitare oggi è “un processo di organizzazione e generazione di senso”. Nel libro che hanno curato Codice e Luoghi. Abitare le relazioni nel reale/digitale, pubblicato questa’anno da Meltemi nella collona Motus dedicata agli studi sulla società, hanno raccolto 11 saggi dedicati all’indagine riguardo i nostri spazi e i nostri comportamenti.

Il libro è suddiviso tra Prospettive, Pratiche e (In)Sicurezza: dalla questione della privacy fisica sollevata dalla raccolta di dati biometrici alla trasformazione delle scommesse calcistiche per via del digitale, dagli strumenti di storytelling per bambini alla co-progettazione delle scuole, dal gesto dello swipe sugli schermi alla frammentazione dell’identitità su diversi social media. Tra i testi, ne vediamo con voi cinque in particolare, che sono affini alle tematiche che trattiamo qui su Be Unsocial.

* * *

1. Il primo che vi segnaliamo è anche il primo della lista, ed è di Fabio d’Andrea, co-curatore del libro e docente di Sociologia all’Università di Perugia; si intitola Uscire dai piccoli regni. Un altro pensiero della relazione. Fa riflettere come oggi conoscere, nella nostra cultura occidentale, vuol dire principalmente dividere, selezionare, eliminare. Come ci ricorda l’autore, la nostra cultura divide per comprendere. Anche sul digitale. Inoltre, c’è anche un’ampia parentesi che riguarda l’apparente neutralità del web e sulle mappe che consultiamo. Quest’ultime, sullo schermo del nostro smartphone, non fanno altro che aiutarci a ricalibrare la nostra relazione con lo spazio.

2. Raffaele Federici firma invece Identità e profili: algoritmi e geometrie nei sentieri digitali. Tra i passaggi più affascinanti c’è un’analisi della nostra firma, la prima forma di riconoscimento di una persona, dai graffiti a oggi. La digitalizzazione della firma, al tempo del digitale, diventa una metafora della trasformazione dell’individualità di una persona in una sua duplicabilità. Un saggio da leggere se volete approfondire qual è il rapporto tra noi, la nostra traccia e i nostri percorsi negli spazi online.

3. O Social, social… Perché sei tu social? Delle relazioni liquide 2.0 è il saggio di Daiush Rahiminia, che omaggia già dal titolo Bauman – da leggere se siete Tinder dipendenti. Interessante la nota sul “leggere la mente” del partner via chat, ovvero il “leggere tra le righe”. Già, perché “le parole scelte, la velocità della risposta, la lunghezza e la frequenza dei messaggi; tutti segnali utili a comprendere il tipo e la qualità del rapporto“. Infine, si parla anche di ghosting e dell’ancor più doloroso orbiting.

4. Molto puntuale La comunicazione preriflessiva nell’epoca dell’apprendimento automatizzato: le nuove sfide per la cultura della mediazione, di Vania Baldi, co-curatore del volume e docente del Dipartimento di Comunicazione e Arte dell’università di Aveiro, in Portogallo, dove fa parte del Digital Media and Interaction Centre. Qui si parla tanto e approfonditamente di libido anticipatrice, un tratto caratterizzante del nostro sistema culturale e nervoso (dove la tecnologia dell’autoplay, ad esempio, è la metafora che meglio la simboleggia probabilmente). Da leggere se non riuscite a scollarvi dal vostro smartphone e se temete di essere troppo dipendenti da notifiche e messaggi.

5. Infine, quinta e ultima segnalazione va al saggio Applicazioni e contraddittorietà: le due facce della medaglia di Emanuele Florindi. Da lui abbiamo imparato qualcosa in più sull'”obesità dei dati“, che descrive il modo in cui le persone creano disordine nei dispositivi digitali con un eccesso di informazioni e contenuti (consumati e prodotti). Un comportamento paragonabile a una sorta di bulimia che li porta a nutrirsi di tutto e troppo, senza filtro.

Codice e Luoghi
Abitare le relazioni nel reale/digitale
A cura di Fabio D’Andrea e Vania Baldi
Meltemi / 2019 / ISBN 9788883539466

L’entusiasmo per le nuove tecnologie e il loro indubbio fascino hanno portato in pochi anni a profonde modifiche dello stile di vita di gran parte del pianeta, modifiche sulle quali – come accade di frequente – non ci si è a atto interrogati, nel bene e nel male. Eppure, dopo McLuhan, la consapevolezza dell’influenza di un medium sul messaggio che veicola e su chi ne fa uso dovrebbe essere più viva che mai e portare con sé un’attenta curiosità. Questo libro vuole iniziare a investigare i riflessi che la fulminea espansione del virtuale sta avendo sui modi di costruire relazioni nella società ed elaborare strategie che consentano di arricchire il mondo della vita, la sua materialità e corporeità, con la nuova dimensione del cyberspazio, così che ne sia parte piuttosto che alternativa.

* * *

Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Dallo scorso novembre è in libreria con il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale (Franco Cesati Editore).