Tra infedeltà femminile ed escort online durante il Covid-19

Avevamo già parlato di tradimento e di come questa parola abbia assunto significati diversi con il digitale. Secondo l’Osservatorio Europeo dell’Infedeltà Femminile, su un campione di oltre 5.000 donne europee, di cui 1.000 italiane, in tempi pre-Coronavirus il 48% delle donne italiane impegnate in una relazione immaginava regolarmente di fare l’amore con una persona diversa dal partner. Durante la quarantena, la percentuale è salita al 78%. Lo rileva Gleeden, sito per gli incontri extraconiugali, che ha condotto un sondaggio sulla community italiana per vedere se e come l’isolamento forzato abbia avuto un impatto sul modo di fantasticare.

Ancora qualche dato quantitativo interessante per capire il contesto. Intervistando più di 2.000 utenti di sesso femminile (su Gleeden.com dal 13 al 17 aprile 2020), tra sposate o in coppia, il 78% ha dichiarato di fantasticare regolarmente su una persona diversa dal partner. Di queste, solo il 12% lo fa in maniera “platonica” limitandosi a sognare a occhi aperti il proprio amante ideale; il 32% ci pensa mentre si masturba, mentre il 49% sogna un altro proprio quando è a letto con il partner ufficiale. Tra le traditrici mentali, il 59% ha dichiarato che pensare a una persona diversa dal partner rende l’esperienza sessuale più stimolante, e che non è necessariamente il sintomo di una crisi con il partner ufficiale. Solo l’8%, infatti, ha confessato di scappare con la fantasia tra le braccia di un altro perché l’atto sessuale con il marito / fidanzato è ormai vissuto come una routine insopportabile.

Se il distanziamento sociale sta imponendo un po’ a tutti uno stato di fedeltà forzata, è anche vero che i portali per gli incontri extraconiugali stanno vivendo un periodo d’oro. Dall’inizio del lockdown nella penisola, Gleeden ha incrementato le proprie registrazioni del 150%. Di queste, il 43% sono di utenti di sesso femminile, sposate o in coppia, in cerca di una valvola di sfogo alla convivenza 24/7 con il partner. La maggioranza delle iscrizioni femminili proviene da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, le prime zone rosse. Il motivo più plausibile? L’isolamento forzato con mariti e mogli, che porta gli italiani a sfogarsi online sull’app di dating.

Conversazioni due volte più lunghe, tempo medio sul sito di oltre tre ore al giorno (rispetto alle due ore registrate mediamente in Italia), aumento del numero di upload di foto personali negli album privati e di utenti che hanno aggiornato il loro profilo, sono solo alcuni dei cambiamenti più significativi che il team di Gleeden sta registrando nelle ultime due settimane. Ma anche il passaggio delle connessioni dal sito in versione desktop all’app per smartphone, che garantisce agli utenti un livello in più di discrezione adesso che “sono costretti” a dividere 24 ore su 24 lo spazio con il/la partner.

Senza la possibilità di uscire e forzati a mantenere una distanza di sicurezza che non facilita lo scambio e la comunicazione, alcune persone stanno trovando nel mondo delle conoscenze virtuali l’unica valvola di sfogo consentita alla socialità. Ma anche la privacy sta diventando un bene di lusso, soprattutto se si è in quarantena con la famiglia. Così spiega il fenomeno Sybil Shiddell, Country Manager Italia di Gleeden:

«Se prima si usavano le app di dating principalmente per trovare l’avventura di una sera, adesso le persone si rivolgono a queste piattaforme per sfogare quel bisogno di conoscenza che è venuto a mancare nella vita di tutti i giorni. Gleeden sta diventando una delle piattaforme preferite perché offre un livello di discrezione e privacy che le altre app non offrono. Soprattutto se chi lo utilizza vive in casa con il/la partner».

La convivenza forzata, infatti, a volte non aiuta la coppia, come dimostra il boom di separazioni registrato in Cina dopo due mesi di quarantena obbligatoria. L’Italia invece, dove l’infedeltà è sempre stata la strada più praticata, non sembra fare eccezione nemmeno in questa situazione: sono sempre di più le persone sposate che trovano oggi sfogo in un flirt online, visto che quelli di persona non sono più possibili. Ancora Shiddell sul tema:

«L’emergenza Covid19 sta chiedendo un enorme tributo psicologico alle persone.  Ma se chi vive da solo, da una parte, sembra il più penalizzato, dall’altra, le vere vittime dello stress sono tutti coloro che si sono ritrovati improvvisamente a passare 24 ore su 24 con il/la partner e il/la coniuge, senza poter più contare su quella distanza fisica ed emotiva che la vita di tutti i giorni era solita garantire. Gleeden risponde a quell’esigenza di socializzare, di flirtare, di fare nuove conoscenze non condivise con il partner ufficiale, che prima facevamo quotidianamente senza nemmeno rendercene conto e che il lockdown ci ha improvvisamente tolto. L’online dating sta diventando un servizio di pubblica utilità!»

* * *

Ma c’è un altro caso interessante che riguarda le relazioni amorose (e sessuali, diciamocelo) di questo periodo, ed è Escort Advisor. Nonostante il momento, sul sito sono tuttora visibili più di 68.700 profili di escort con recensioni, e le ricerche interne da parte degli utenti continuano. In più, quelli che gli utenti sfogliano non sono i classici annunci, ma veri e propri profili che le sex worker curano per promuoversi.

Questo solleva un tema interessante: il settore è fermo, le escort sono costrette a non lavorare come prima perché non è possibile fare incontri e in parte anche per coscienza civica, ma la voglia dei clienti di informarsi su di loro non cala. Tra il 16 e il 22 di marzo, il motore di ricerca di Escort Advisor ha rintracciato in media il -94% (che segna il down dell’intero settore) di annunci in meno pubblicati dalle escort a livello nazionale. Prima della crisi sulle principali bacheche di annunci italiane si trovavano 24.000 numeri al giorno legate a professioniste del sesso. In quella settimana si è arrivati solo a 1.600 al giorno in tutto.

Sono in crescita le escort che si cimentano nello smart working, iniziando a offrire videochiamate erotiche ai propri clienti che non le possono raggiungere. Nella classifica di questa nuova attività, Roma e Milano sono già al primo posto con più del 20% delle escort disponibili al servizio. Tra le città con più attive, seguono Verona 12%, Bologna 11%, Napoli 10%. Le escort utilizzano le videochat non solo per trovare una fonte di guadagno alternativa, ma anche per passare il tempo se si trovano da sole e per trovarsi clienti nuovi con cui si promuovono in vista poi della possibilità di incontrarsi, in città o durante i loro “tour” in Italia.

Le cronache da quarantena su Escort Advisor: www.escort-advisor.com/ea/cronache

Da una testimonianza di una escort:

“Sicuramente ora sto passando il tempo imparando molte cose e lavorando su di me per migliorarmi. Il tempo lo impiego studiando e frequentando corsi online per migliorare il discorso legato al marketing e l’interazione digitale.

Approfondisco le mie conoscenze, ma non solo: alleno la mente e il corpo in modo tale da non perdere il contatto con la realtà. Attualmente non ricevo, ma ho iniziato a usufruire delle videochat, come mezzo per mantenere i contatti con i miei clienti. La cosa divertente è che spesso è la loro prima volta, sono tutti in imbarazzo. Però, conosco modi per sciogliere la situazione.

Organizziamo brindisi a luci soffuse attraverso lo schermo e proseguiamo con conversazioni piacevoli fino a riuscire i toni che si possono toccare solo quando si sta con qualcuno che ci piace, fino ad arrivare alle sfumature erotiche… Sono particolari anche le cene a distanza perché i miei clienti mi mostrano le loro abitazioni e i panorami di cui godono dai loro balconi. Ho condiviso un brunch virtuale con vista sul colosseo, sorseggiato caffè in un appartamento con vista sul Lago di Como e organizzato un aperitivo sexy con una coppia anticonformista nel cuore di Dubai. Immagini inedite per me poiché li ho sempre incontrati in altri luoghi o a casa mia.

Nonostante sia confinata tra le quattro mura della mia casa, mi si apre la vista su più realtà, suggestioni e paesaggi diversi. Molte persone si sentono sole e faticano a trovare quell’intimità che si può avere con chi si conosce di persona: non bastano degli sterili video porno o delle sbrigative telefonate erotiche da dieci minuti. Hanno bisogno della “chiamata emozionale” che poi diventa erotica. Devono sentire l’energia di una donna, come noi ragazze dobbiamo sentire quella di un uomo. Sentirsi desiderati è importante visto lo stato di isolamento che siamo costretti a vivere. Tutto è sospeso in questa atmosfera surreale in cui si aprono finestre su spazi interiori di persone che si trovano in luoghi e paesi differenti.”

* * *

Alice Avallone (Asti, 1984) insegna alla Scuola Holden e fa ricerca con l’etnografia digitale per le aziende. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Per Franco Cesati Editore ha pubblicato il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale e il manuale di scrittura per il turismo Immaginari per viaggiatori. A inizio 2021 tornerà in libreria con #Datastories. Seguire le impronte umane sul digitale per la collana Tracce di Hoepli.