Be Unsocial è nato a metà luglio 2019 come rivista di antropologia digitale, per mappare i territori della Rete, i comportamenti degli esseri umani con la tecnologia e le relazioni sociali. Dai giocattoli della Generazione Alpha ai servizi funebri ecosostenibili, osserva le persone online e ne racconta il presente, a volte così straordinariamente bizzarro.

In una parola sola, fa netnografia.

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Dopo sei mesi, a metà gennaio 2020, Be Unsocial è diventato anche e soprattutto uno studio di consulenza per aziende, agenzie di comunicazione, enti pubblici e privati in cerca di qualcosa che aggiunga umanità a dati e numeri. Grazie all’analisi di insight profondi, small data significativi e segnali ricorrenti, il lavoro di Be Unsocial dà la possibilità di:

  • Scoprire come le persone si comportano con i prodotti e i servizi
  • Trasformare i risultati della ricerca online in una strategia creativa
  • Esplorare i cambiamenti in corso e prevedere le tendenze

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Insomma, Be Unsocial aiuta a capire le persone. Ma anche i perché dietro le loro scelte, che emozioni provano, quali credenze hanno, che linguaggi utilizzano. È un approccio umano e digitale, capace di sintetizzare tracce online, tendenze del contesto e strategia di comunicazione. Be Unsocial è uno studio che fa tanta ricerca qualitativa, ma anche formazione e workshop molto pratici, a seconda delle esigenze di chi bussa alla sua porta.

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Ecco l’indirizzo:
studio@beunsocial.it

Apriamo subito, giusto il tempo di posare la lente di ingrandimento.

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Ah! Be Unsocial ha anche dei partner che stima parecchio e con cui lavora molto bene.