Snapchat e Covid-19: come cambiano i rapporti di amicizia

A fine mese Snap Inc. ha presentato il suo secondo Friendship Report, uno studio globale sul tema dell’amicizia. Per l’occasione sono state intervistate 30.000 persone in sedici paesi (Il campione italiano si riferisce a 2.000 persone di età compresa tra i 13 e i 40 anni) per approfondire, con l’aiuto di diciassette esperti di ogni parte del mondo, l’impatto della pandemia da Covid-19 sui rapporti di amicizia. 

Snap commenta: “Mentre gli amici in ogni parte del mondo si destreggiano nella nuova normalità dettata dal distanziamento sociale, il Friendship Report di quest’anno evidenzia che durante la pandemia la comunicazione visiva è diventata più importante che mai.

Comunicare tramite foto e video arricchiti da strumenti creativi – come le Lenti con realtà aumentata, i Filtri e gli avatar personalizzabili delle Bitmoji – aiuta gli utenti di Snapchat a esprimersi e a interagire visivamente. Queste funzionalità, infatti, svolgono il ruolo di connettori essenziali quando incontrarsi di persona non è possibile e, in questo periodo particolarmente difficile, consentono agli utenti Snapchat di sentirsi persino più vicini agli amici più cari, anche quando si è distanti dai propri affetti. ”.

Ecco che cosa ha evidenziato:

-> Il Covid ha avvicinato alcuni amici, mentre ha fatto sentire sole alcune persone. 

-> Gli amici rappresentano la prima linea difensiva contro la solitudine e generalmente i rapporti con i migliori amici nascono durante l’infanzia; mediamente si conoscono i propri amici più stretti per almeno metà della propria vita. 

-> Alla maggior parte delle persone è capitato di perdere di vista un caro amico di infanzia e vorrebbe riscoprire quel forte legame.  

-> Se da un lato la maggior parte delle persone si mantiene più facilmente in contatto tramite i canali di comunicazione digitale, dall’altro rimane comunque la necessità di sviluppare le proprie skill legate all’amicizia per imparare a mantenere i rapporti nonostante le distanze e per riavvicinarsi quando ci si perde di vista. 

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L’impatto del Covid-19 in Italia

Sei mesi dopo l’entrata in vigore in buona parte del mondo delle restrizioni in termini di distanziamento sociale, gli amici devono trovare nuovi modi per rimanere in contatto e gli effetti a lungo termine di questa situazione stanno iniziando a diventare chiari. “Si tratta del più grande esperimento psicologico mai condotto e non sappiamo ancora come finirà,” ha sottolineato la giornalista e scrittrice Lydia Denworth. 

In Italia più della metà degli amici conferma di utilizzare maggiormente i canali online per comunicare rispetto a quanto avrebbe fatto prima dell’avvento della pandemia. Inoltre, per un italiano su due le conversazioni sono diventate più profonde e si concentrano meno su argomenti superficiali. Sembra che la comunicazione digitale sia davvero fondamentale per restare in contatto quando si è distanti e la grande maggioranza delle persone ritiene che l’abbia aiutata a mantenere i rapporti con i propri amici, indipendentemente dall’età. 

Nonostante in molti casi ci sia stato un miglioramento in termini di connessione con i propri amici, il Covid-19 ha anche acuito la solitudine di qualcuno. Oltre un quarto degli intervistati italiani ha dichiarato di sentirsi solo da quando è cominciata la pandemia, dato più alto di 8 punti percentuali rispetto al periodo pre-pandemia. In totale, oltre un quarto degli italiani interrogati da Snap ha confessato che il Covid-19 ha avuto un impatto sulle proprie amicizie, portando poco meno della metà di loro a non sentirsi vicini ai propri amici come in passato. In Italia oltre un terzo crede che l’impossibilità di trascorrere tempo “di persona” con i propri amici abbia contribuito ad acuire la sensazione di distanza. 

L’epidemia da Coronavirus ha esercitato un impatto negativo sulle nostre vite, aumentando l’isolamento e la solitudine e generando paure e diffuse preoccupazioni. La pandemia ha drasticamente rimodellato le nostre relazioni personali: alcune interazioni ne sono uscite rafforzate, mentre altre sono state danneggiate o interrotte. La tecnologia può offrire supporto in tempi di crisi ma tutte le persone dovrebbero avere la possibilità di accedervi e anche sapere come usarla” spiega Elisabetta Ruspini, professoressa associata di Sociologia presso l’Università di Milano-Bicocca.

E continua: “Stringere e mantenere amicizie è cruciale per promuovere la salute e il benessere individuale. Le amicizie possono aiutare ad affrontare eventi traumatici erogando supporto emotivo, vicinanza, consigli e fiducia. L’amicizia è tuttavia un’esperienza multidimensionale: la maggior parte delle amicizie può richiedere la gestione di disaccordi che non necessariamente condurranno alla fine del rapporto amicale. Il perdono gioca un ruolo fondamentale nell’amicizia: anche se il perdono può risultare difficile, per essere un buon amico/a è necessario essere anche in grado di comprendere, perdonare e superare i conflitti

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La situazione a livello gloable

Laavanya Kathiravelu, che studia amicizia e migrazione, ha spiegato che “nonostante le amicizie vengano mantenute tramite le app, le telefonate o altre forme di comunicazione, la mancanza di fisicità allontana molte persone dalla piena esperienza del rapporto di amicizia”.  Questo forse spiega la marcata differenza a livello globale tra gli utenti di Snapchat – che spesso comunicano visivamente e che durante la pandemia hanno stretto ulteriormente i rapporti con i propri amici – e chi invece non utilizza la piattaforma.  

La ricercatrice esperta di amicizia Donya Alinejad individua l’importanza della comunicazione visiva nella creazione di una “co-presenza che risulti nella sensazione “di essere insieme anche quando si è fisicamente lontani”. Sentirsi come se si fosse realmente insieme è importante “per diverse ragioni”, in particolare “per chi ha bisogno di supporto emotivo”. 

Il lato positivo è che, a causa dell’isolamento dovuto alla pandemia, le persone vogliono mettersi in contatto con chi è a loro caro in modo completamente genuino“Il lockdown ha avuto una sorta di effetto imbuto. Ha consolidato certi legami e ne ha sciolti altri: alcune relazioni si sono quindi rafforzate in questo periodo” ha detto il sociologo Guillaume Favre.

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Perdersi di vista e riconciliarsi

Lo scorso anno il Friendship Report di Snap aveva evidenziato che le amicizie, specialmente quelle nate durante l’infanzia, hanno un forte impatto sulla felicità e il benessere. È stato dunque sorprendente vedere quest’anno che il 79% delle persone a livello globale ha perso i contatti con un caro amico, ma rincuorante che il 66% sia intenzionato a ricostruire quel rapporto. Generalmente, la risposta a un contatto da parte di un amico che desidera ristabilire il rapporto sarebbe positivo: le emozioni più citate dagli italiani sono infatti contentezza, entusiasmo e curiosità, mentre solo una minoranza sarebbe sospettosa.

Come si può tornare in contatto? Buona parte degli italiani preferirebbe farlo in via digitale, ma solo uno su cinque saprebbe come farlo, cifra nettamente inferiore alla media globale (54%). In primo luogo, gli italiani invierebbero al proprio amico una foto che li ritrae insieme (36%), seguita da una foto che si riferisca a un ricordo condiviso (35%). Anche lo humor riveste un ruolo importante: un quarto crede che l’invio di un meme o di una GIF divertente sarebbe il modo migliore per dare il via a una conversazione. 

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In risposta a queste evidenze, Snap ha lanciato la Friendship Time Capsule, un foto-collage collaborativo che consente agli utenti Snapchat di creare un nuovo ricordo condiviso con un proprio amico. Lo snappable permette di farsi un selfie e mandarlo a un amico, che ne scatterà uno a sua volta. Grazie al machine learning di Snap, la feature assembla in un’unica immagine gli scatti e “invecchia” i soggetti, collocandoli in una serie di ambientazioni future. Lo strumento mira ad aiutare gli utenti Snapchat a mostrare il proprio affetto agli amici quando non possono stare insieme o a supportare chi cerca di tornare in contatto.

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Essere un amico migliore

Sono numerose le risorse a disposizione di chi ha difficoltà relazionali in contesti quali la famiglia e il matrimonio, ma l’amicizia non ha ricevuto lo stesso trattamento. Ciò ha lasciato molti senza gli strumenti per sviluppare amicizie e destreggiarsi tra gli alti e bassi che normalmente le caratterizzano. 

La docente britannica Gillian Sandstrom, che studia la psicologia sociale, parla di un “liking gap” che porta i soggetti a pensare di essere meno apprezzati dagli altri di quanto sia effettivamente. Questo preconcetto genera insicurezza quando si tratta di sostenere una conversazione. Si temono pause imbarazzanti e connessioni fallimentari al punto che rinunciare all’opportunità di iniziare un’amicizia o di approfondire un rapporto sembra la scelta più sicura. Le persone, in realtà, sono portate ad apprezzare gli altri più di quanto si pensi, quindi perché non farsi coraggio e farsi avanti? 

Ascoltare, essere presenti e accettare le responsabilità sono aspetti chiave dell’amicizia. Affinare queste competenze può richiedere del tempo, ma gli esperti concordano che, con un qualche tentativo e un po’ di pratica, sia possibile migliorare e rafforzare le proprie amicizie. 

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