Sanremo 2022 e il fantasport della canzone italiana in Rete

di Marta Pavia

“Papalina!” ecco la parola magica di Sanremo 2022. Il festival della canzone italiana è stato completamente invaso dal torneo alternativo del Fantasanremo, una modalità di interazione del tutto nuova, nata dal basso, grazie alla quale si è quasi ribaltato il rapporto tra gli artisti e i loro sostenitori. Il gioco ha dato vita anche a una classifica alternativa, del tutto diversa da quella ufficiale, nella quale le prestazioni canore non sono state fondamentali per determinare il punteggio finale.

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Ma cos’è il Fantasanremo?

Il gioco, ispirato al più celebre Fantacalcio, consiste nello schierare una squadra ideale composta da cinque cantanti in gara, che si “comprano” con una valuta immaginaria, gratuita e equamente distribuita, cioè i Baudi. I favoriti, naturalmente, hanno quotazioni più alte rispetto ai neofiti del festival, quindi è necessaria una certa dose di strategia per creare una squadra equilibrata con il limitato denaro virtuale a disposizione. Dunque vince chi ha scelto i cantanti migliori? Assolutamente no, o perlomeno non è detto. Il punteggio infatti è determinato, oltre che dalla posizione degli artisti in classifica, da una lista del tutto arbitraria di bonus e malus, cioè azioni e caratteristiche non musicali della performance (ad esempio presenza di ornamenti floreali, salti durante l’esibizione oppure problemi tecnici sul palco, occhiali da sole) che fanno rispettivamente guadagnare o perdere punti. La fantaclassifica viene aggiornata quotidianamente dai creatori del gioco, che si sono riuniti sotto il nome di FIF, ovvero Federazione Italiana Fantasanremo.

Il fantasport della canzone italiana

Il Fantasanremo può essere considerato, sostanzialmente, un fantasport musicale, simile al Fantacalcio, al Fantaciclismo, al Fanta formula 1. Esistono però anche fantagiocatori riuniti intorno a eventi slegati dal mondo sportivo, come il Fanta Game of thrones, che ha preso piede tra gli appassionati dell’omonima serie tv durante la sua la messa in onda.

Il Fantasanremo ha in comune con il suo progenitore sportivo le origini in un contesto informale e totalmente offline. Il Fantacalcio, infatti, è nato alla fine degli anni ‘80 dietro la vetrina di un caffè milanese, mentre il fantagioco del festival è stato ideato tre anni fa sui tavoli dell’ormai celebre Bar Corva da Papalina a Porto Sant’Elpidio

E chi è Papalina?

Il locale marchigiano dove è cominciato tutto, infatti, è gestito da Nicolò Peroni, il cui soprannome di famiglia, diventato tormentone di questo festival, è Papalina. Sbirciando la pagina Facebook si intuisce che il bar di Piazza Sacro Cuore è da sempre un luogo di aggregazione vivace e apprezzatissimo dalla comunità. 

Tutto inizia proprio lì, durante Sanremo 2019, quando un entusiastico drappello di clienti fonda un gruppo d’ascolto denominato “Giuria Microscopica”. L’anno successivo la medesima compagnia di amici, che conta tra le sue fila parecchi musicisti e lavoratori dello spettacolo, scrive il regolamento del Fantasanremo e raccoglie le prime adesioni: partecipano al gioco circa 50 fantallenatori che hanno come quartier generale, naturalmente, il bar di Papalina.

L’edizione dello scorso anno

Nel 2021, complice la pandemia, le cose iniziano a cambiare: la FIF, per evitare assembramenti, trasferisce una parte del gioco su sito web

A questo punto iniziano ad avere un ruolo fondamentale i social network. L’artista Fedez, infatti, chiamato in causa da alcuni follower, parla del gioco sulle sue Instagram stories. È boom di partecipazioni, le squadre lievitano fino a 50.000. Diversi utenti non riescono a completare l’iscrizione perchè la pagina è sovraccarica di visite.

Il Fantasanremo, seppure in modo meno evidente rispetto a quest’anno, raggiunge anche il palco, tant’è che il gruppo Lo stato sociale lo cita durante la sua esibizione.

Il fantagioco del dialogo social

Ma è l’edizione 2022 a inondare letteralmente il web. Fantasanremo è presente sia su Instagram che su Tiktok, i social più frequentati dalle generazioni Y e Z, con una comunicazione ironica, ricca di meme e allo stesso tempo molto efficiente nel chiarire le regole del gioco. Gli utenti iniziano a condividere le proprie fantasquadre sulle Instagram stories e a taggare i cantanti per chiamarli direttamente in causa. 

Durante la settimana del festival assistiamo a un interessante botta e risposta tra tre poli: il profilo Instagram di Fantasanremo, i profili dei fan e quelli dei cantanti in gara. 

Dopo che, durante la prima serata, Gianni Morandi nomina esplicitamente il gioco sul palco e Michele Bravi pronuncia addirittura il nome Papalina (gesti che, ricordiamo, attribuiscono punti ai loro fantallenatori), altri artisti iniziano a dichiarare su Instagram la propria adesione. Bravi e Sangiovanni, addirittura, si sfidano a chi procurerà più punti ai propri fan. Entro la serata finale circa la metà degli artisti rende pubblica, in maniera più o meno plateale, la propria partecipazione al gioco.

Si inverte la relazione tra artisti e fan

È interessante notare come questo ribalti, almeno in parte, il rapporto tra gli artisti e il pubblico. Tradizionalmente, infatti, il fan sostiene il proprio idolo musicale senza ricevere nulla in cambio, mentre in questo caso è il cantante a assicurare punti al proprio fantasostenitore, facendolo addirittura progredire in una classifica. Questo scambio avvicina più che mai gli artisti ai propri seguaci, che si scoprono simili nel godere di un momento ludico, un po’ folle e totalmente gratuito (l’unico premio garantito alla fantasquadra migliore nonchè al primo cantante in classifica è infatti, per usare le parole degli organizzatori stessi, “la gloria eterna”).

Un nuovo Sanremo nato dal basso?

Per un paio di giorni pare che il Fantasanremo non riesca a uscire dalla sfera dell’online. I giornalisti di Radio 2 Gino Castaldo e Ema Stokholma, durante la tradizionale diretta radio, commentano l’inizio della seconda serata domandandosi “come mai così tanti artisti dicono Papalina”? Lo stesso Amadeus, conduttore e direttore artistico, sul palco si chiede la stessa cosa (anche se probabilmente fingendo). 

Il fatto è che per la prima volta le modalità di interazione con il festival della canzone italiana vanno al di là dello storico televoto. Gli spettatori si sentono parte attiva del gioco, incoraggiano apertamente sui social i cantanti della propria squadra, e spesso ricevono risposta. Si affezionano alla gara come se avessero contribuito alla sua creazione, in una sorta di effetto Ikea musicale. La differenza rispetto al passato appare ancora più eclatante se si pensa che questa novità è nata completamente al di fuori del “sistema Sanremo”, sui tavoli di uno storico bar di provincia. 

Il terzo giorno arriva, finalmente, l’endorsement ufficiale di Amadeus, che afferma di apprezzare la rottura degli schemi rispetto al passato e la modalità di interazione contemporanea, giovane e social che ha investito il festival.

La nuova frontiera dei gruppi d’ascolto

Intanto, i fantallenatori si organizzano per gustarsi le serate in compagnia. Se la pandemia ha messo un freno agli ascolti condivisi in casa o al bar, il web non conosce confini, tanto più che un’altra caratteristica del Fantasanremo è proprio la possibilità di creare una propria lega, cioè una sorta di campionato “locale” per gareggiare contro i propri conoscenti. Da qui deriva un’esigenza ancora maggiore di commentare con i propri amici-avversari.

Nascono gruppi Telegram, tra cui uno nazionale che conta più di 500 utenti, e numerose chat private per conversare all’interno della propria lega. Qualcuno usa Instagram, altri Whatsapp, altri hanno gruppi Facebook nati per altri scopi che momentaneamente si convertono in gruppi di fanta-ascolto. Aumenta l’attenzione verso i particolari della performance che costituiscono punteggio: colore degli abiti, coreografie, salti durante l’esibizione, fino alla goliardica “scapezzolata”.

Anche alcuni influencer, come Dariohead, creano la propria lega, e il profilo Instagram di Fantasanremo pubblica ogni giorno, per tutta la durata del festival, una Superlega, cioè una classifica con i punteggi delle leghe “vip”, tra cui figurano anche quelle create dai partner commerciali e dalle radio che quest’anno hanno sostenuto l’iniziativa.

La morale della storia?

Per concludere, è interessante osservare che i primi tre classificati al Fantasanremo 2022 siano Emma Marrone, Dargen D’Amico e Tananai, che nella gara canora si sono piazzati rispettivamente al sesto, al nono e addirittura al venticinquesimo e ultimo posto. 

È possibile, dunque, fare una performance imperfetta e uscire vincitori “morali”, perdere punti in intonazione ma guadagnarli in audacia, garbo e affinità col proprio pubblico.

È forse scorretto assecondare il gioco per ingraziarsi fan e seguaci? Non più di quanto non lo sia curare la propria immagine pubblica e il proprio personal branding mentre ci si misura con la vita di tutti i giorni.

Il Fantasanremo, insomma, ha rimescolato le carte del festival musicale più tradizionale, antico e identitario d’Italia. Sarà una meteora o una nuova tradizione? Verrà assorbito nel festival ufficiale o conserverà la goliardia un po’ anarchica del fondatore Papalina e della sua FIF? Aspettiamo fiduciosi con occhi e orecchie aperti, perchè è certo che ci sarà ancora molto da raccontare.

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Marta Pavia (Moncalieri, 1986) è consulente e formatrice per la comunicazione visiva, in due parole Instagram-prof. È consulente presso enti di formazione, privati e aziende, che aiuta a praticare una comunicazione non ostile, curata e generosa. Ha pubblicato con Zandegù il saggio Il mio Instagram. Racconta la tua storia per immagini con stile e creatività. Il suo profilo Instagram, @zuccaviolina, conta cinquantamila follower. È convinta che ciascuno debba affrontare i social con i propri tempi, senza ansia da prestazione e che una comunicazione online ben fatta abbia il potere di migliorare la vita, e un po’ anche il mondo.