Prevedere i colori e le tendenze: parola a Silvia Stella Osella

Si possono fare previsioni sui colori delle prossime stagioni? Che cosa significa intercettare le tendenze di cosa sarà presto di moda? E più in generale, che cosa è il colore? Abbiamo deciso di fare tutte queste domande a chi di lavoro fa proprio (anche) questo: Silvia Stella Osella, Textile & Surface Designer e Trend & Color Consultant. Dopo aver studiato Illustrazione all’Istituto Europeo di Design si specializza in ambito tessile con un Master in Textile Design e postgraduate al Central Saint Martins College di Londra.

Silvia lavora in alcune tra le più importanti aziende tessili europee, per poi aprire il suo studio di textile & surface design e di consulenza tendenze e colori a Milano nel 2015. Collabora con brand internazionali tra i quali il gruppo Inditex – Zara, Adidas, Armani, Mango, Wall&Deco, Max Mara group, ed è docente del corso di Pattern Design allo IED di Torino. Nel 2015 ha co-fondato ILUUT, uno dei primi marchi europei di abbigliamento sostenibile.

Ispirati dalle sue microlezioni sul colore pubblicate nelle Stories di Instagram, siamo partiti da alcune query di ricerca più frequenti su Google Search. Buona lettura.

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“Che cosa è il colore”

Secondo Wikipedia, “Il colore è la percezione visiva delle varie radiazioni elettromagnetiche comprese nel cosiddetto spettro visibile.” In realtà io credo sia molto più semplice di così: il colore è una scienza esatta ed invisibile che accompagna le nostre vite e le influenza in modo significativo. La storia del colore è vastissima e ricca di aneddoti appassionanti – avevate mai riflettuto sul fatto che la varietà cromatica che conosciamo oggigiorno era sconosciuta prima della scoperta dei colori sintetici? Il colore ha una ruolo essenziale nella nostra vita quotidiana, ma spesso lo diamo per scontato. Che ci crediate o no, i professionisti di tutto il mondo si riuniscono per discutere e studiare come il colore influisce su di noi e su ciò che ci circonda.

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“Cosa comunicano i colori che indosso”

I colori che scegliamo di indossare sono a tutti gli effetti uno specchio dell’andamento del mondo. Quella che a noi può semplicemente sembrare una interessante tonalità che in quel momento ci attira particolarmente, racchiude in realtà anni di ricerca; lo studio dei trend legati al colore potrebbe sembrare una cosa frivola ma è invece parte di un meccanismo di studio complesso, che coinvolge esperti mondiali di diversi i settori, non solo commerciali, ma anche politici e sociologici.

Ormai celebre è la scena de Il diavolo veste Prada in cui si accenna proprio a questo:

“Ho capito: tu pensi che questo non abbia nulla a che vedere con te. Tu apri il tuo armadio e scegli quel maglioncino azzurro infeltrito per esempio, perché vuoi gridare al mondo che ti prendi troppo sul serio per curarti di cosa ti metti addosso, ma quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo […] quell’azzurro rappresenta milioni di dollari e innumerevoli posti di lavoro, e siamo al limite del comico quando penso che tu sia convinta di aver fatto una scelta fuori delle proposte della moda […].”

Qui la scena completa:

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“Come prevedere una nuova tendenza”

La chiave sta nell’intercettare un sentimento comune a migliaia di persone per trasformarlo in un colore. Lo studio e analisi del colore è esistito in forme diverse già a partire dai primi dell’800. È nato in maniera abbastanza spontanea, con libri sulla scienza delle cromie, tesi sulla natura di certi toni e sul loro impatto psicologico.

Il “color forecasting” – la previsione del colore che conosciamo oggi – è invece fatta di ricerca, scienza e sperimentazione; è allo stesso tempo un ramo estremamente tecnico e una particolare forma d’arte.

Designer ed esperti di colore si incontrano periodicamente per collaborare nello stilare ricerche relative ai futuri trend. Come base di partenza si avvalgono di ricerche estratte da report, analisi di mercato e test di prodotto. Prendono in considerazione tendenze globali e bisogni percepiti nella società, e lavorano per tradurli in macro aree tematiche fondamentali: sono proprio questi gli spunti da cui partire per la creazione di palette colori del nostro futuro prossimo, che possono poi subire variazioni in base alle aree geografiche o ai settori di applicazione (moda, design del prodotto, trasporti, etc).

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“Chi lancia le mode”

È opinione diffusa che le tendenze nascano dalle passerelle, e che siano quindi gli stilisti delle grandi case di moda a “dettare” ciò che verrà. In realtà la nascita di un trend è una questione più complessa, specie negli ultimi anni. Esistono degli istituti di ricerca in cui sociologi, antropologi e figure professionali provenienti da vari ambiti prendono in esame andamenti politici, sviluppi tecnologici e mode nate dalla strada; questo genere di realtà giocano un ruolo cruciale.

L’analisi dei dati è un ulteriore fattore significativo per l’individuazione di una tendenza: le previsioni di vendite, la percezione dei brand da parte dei consumatori, le strategie di marketing e così via. Anche chi progetta capi per l’alta moda, quindi, si avvale dei risultati di queste ricerche che, con diversi anni di anticipo, permettono alle aziende di offrire i loro prodotti alle persone giuste al momento giusto, con il miglior messaggio possibile. Si può quindi dire che permettono di soddisfare le aspettative dei consumatori, spesso anticipando i loro bisogni e creando prodotti altamente desiderabili.

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“Tendenze colori primavera estate 2020”

L’evoluzione del colore al momento sta seguendo due strade chiare e distinte: una ispirata alla natura, alle tonalità organiche e alle tinture naturali, collegate al tema – sempre più centrale – della sostenibilità; l’altra va in direzione opposta, strizzando l’occhio a sfumature artificiali e “screen-generated”. In entrambe queste direzioni si ritrovano i colori pastello che vengono resi impalpabili o con un look fortemente digitale.

In questo scenario hanno un ruolo da protagonisti anche i colori più vibranti come il “neo mint” e l’arancio melone, a sostituzione del “millennial pink” – di cui sono stati zeppi il nostro Instagram e Pinterest – e del giallo Generazione Z che l’ha seguito. Si nota poi uno spostamento dei neutri passati da tonalità più “classiche” e tendenti al grigio a varianti più calde, estive e dai toni della terra.

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Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Per Franco Cesati Editore ha pubblicato il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale e il manuale di scrittura per il turismo Immaginari per viaggiatori.