Perché le persone cercano di farsi un selfie con Matteo Salvini

Delle armi retoriche di Salvini, ne abbiamo già parlato qui. Oggi proviamo ad analizzare tutti i “post in cui ti hanno taggato” del profilo Instagram ufficiale del Ministro degli Interni, indagando i perché che portano le persone a voler scattare una foto con il politico. Prendiamo in considerazione dunque solo le foto (e i relativi testi di accompagnamento) che vedono protagonisti fan e Salvini, nel periodo tra il cinque luglio e il cinque agosto 2019.

Il fil rouge: la richiesta di selfie ha sostituito quello che una volta era la richiesta di autografo. Un tema caldo, tanto che online esistono anche tutorial su come avvicinarsi a un personaggio.

Due supporter a Nerviano

1. Il senso di appartenenza

Quasi come fosse una fede calcistica, c’è il riconoscimento di aver avuto la possibilità, anche solo per un attimo, di essere accanto al capitano della propria squadra. Accanto a chi sta conducendo una partita sul campo, e al quale stiamo dando tutto il nostro sostegno.

Non sempre la rete sociale di chi posta la foto con Salvini reagisce con applausi e cuoricini. Ma anche in caso di battute critiche, i protagonisti del selfie rispondono a tono.

2. Una questione di tendenza

In modo ricorrente, appaiono profili che non fanno in alcun modo riferimento a condotte politiche. L’impressione da osservatori è quella di ritrovarsi davanti a persone che sentono di dover chiedere un selfie perché è un personaggio famoso come tanti altri, che sta condividendo una delle loro passioni, come può essere godersi la musica in spiaggia.

3. Perché è uno di noi

Quasi come Papa Francesco o uno zio, gli vengono messi in braccio anche i propri bimbi, sottolineando come sia una persona normale che conduce una vita normale, come tutti noi. Questa percezione porta una fiducia che, ancora una volta, travalica le idee politiche. Insomma, magari non la penso del tutto come te, ma intanto ti stimo perché vieni al mare qui.

4. Sia testimonial che influncer

Per chi ha un’attività commerciale, il passaggio di Salvini, con relativo selfie, diventa motivo di orgoglio e quasi un bollino di garanzia del locale stesso.

5. La prevalenza femminile

Di tutte le foto prese in esame, c’è una netta predominanza di donne, e anche piuttosto giovani (indicativamente dai 20 ai 50 anni). Solo una minoranza ha atteggiamenti ammiccanti e simili a quelli che potrebbe tenere una fidanzata.

6. Le reazioni delle amiche

Legato a quanto segnalato poco sopra, i commenti alle foto più ammiccanti sottolineano spesso quanto sarebbero una bella coppia insieme il soggetto e Salvini. Ancora una volta, la politica non ha alcun ruolo sul giudizio. È il personaggio che conta.

7. La testimonianza di presenza

A volte, semplicemente, lo scatto sembra certificare la presenza a un dato evento pubblico.

8. I giovanissimi

Dopo le donne, altro target interessante sono i giovanissimi, spesso soprattutto minorenni.

Un fenomeno questo già rilevato anche per i selfie con Matteo Renzi. Nel caso della foto sotto, il commento regala una chiave di lettura ironica, taggando Salvini.

9. Basta dire sì a una foto

Per trasformare un personaggio in persona.

10. E infine, cheeese!

Quando non è un terzo a fare la foto, quasi sempre lo scatto viene fatto da Salvini stesso con il cellulare del richiedente. È lui il regista, lui sceglie quando scattare.

Lo dimostrano i tagli tutti simili degli scatti.

Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto tre guide di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Dallo scorso novembre è in libreria con il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale (Franco Cesati Editore).