Opening Doors 2020 alla Scuola Holden: 10 progetti sulla Rete

Il 13, 14 e 15 ottobre alla Scuola Holden di Torino si sono aperte le porte di Opening Doors, un evento pensato per i professionisti che lavorano nell’editoria o in azienda, che si occupano di produzioni TV, di cinema, di informazione, e che lavorano in tutte le realtà che hanno bisogno di idee e di storie. L’obiettivo è far incontrare i giovani creativi che si diplomano con chi potrebbe essere interessato a investire nel loro talento, o è in cerca di collaboratori. Con Be Unsocial, abbiamo selezionato 10 progetti che hanno a che fare con i temi a noi cari: il racconto sul (e del) digitale, i comportamenti online e le generazioni. Buona esplorazione.

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Hornybus

di Mariavittoria Salucci

Su Pornhub la categoria “fisting” è nata dodici anni prima di “fingering”. Nella versione originale del cartone animato Oceania la protagonista si chiama Moana, ma in Italia il nome è stato cambiato in Vaiana per paura che i bambini trovassero in Rete foto di Moana Pozzi. I fondatori di Brazzers si sono incontrati durante un campionato professionale di biliardino.

Su Hornybus si può esplorare tutto ciò che è legato al porno.

È come andare in gita scolastica. Lì esiste una regola non scritta: i caciaroni si siedono in fondo, i secchioni davanti. E allora perché non diventare un secchione del porno? Hornybus vuole raccontare la pornografia a 360 gradi: le controversie femministe, le curiosità, la sua storia, la censura; e soprattutto si impegna a decostruire i tabù che la circondano. È molto più facile capire che cosa non è pornografia rispetto a che cosa lo è. Come è, piuttosto che perché è. È più semplice riconoscerla che conoscerla. Si parte.

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TikBook

di Viola Ugazio

TikBook è un manuale di letteratura che prende vita su TikTok, il social media più utilizzato dalla Generazione Z. Durante il lockdown si è vista la sua potenza come piattaforma di scambio di opinioni, espressione di movimenti di protesta e condivisione di conoscenze di ogni tipo. Mentre diventavano popolari su TikTok, gli stessi ragazzi cercavano di proseguire l’anno scolastico online. I più fortunati hanno avuto docenti che si sono prodigati per offrire più materiale, più alternative e sostegno possibile. Altri, invece, hanno dovuto cavarsela da soli.

L’idea di TikBook nasce in questo contesto: un momento di passaggio dall’istruzione tradizionale alla didattica a distanza, che ha come protagonisti i più giovani e le loro nuove esigenze. L’immedesimazione, l’apprendimento attivo e l’uso della creatività digitale sono tra queste. L’obiettivo di TikBook è soddisfarle, insieme agli insegnanti delle materie umanistiche, e creare un punto di incontro tra video da 15 secondi e più di 15 secoli di letteratura.

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Hide_and_Sick

di Ginevra Boneschi

Nell’immaginario comune la malattia porta con sé la condanna alla solitudine e al silenzio, il che rende ancora più complesso comunicare ciò che per gli altri può risultare invisibile. Per questo nasce Hide_and_Sick, un progetto transmediale che ha deciso di trasformare questo problema in un’opportunità. L’opportunità di liberarsi del senso di isolamento e di costruire una nuova narrativa della malattia, più inclusiva e reale.

L’obiettivo di questo progetto è quello di utilizzare il racconto come atto terapeutico e confrontarsi con chi ci sta intorno. Hide_and_Sick è un modo per uscire allo scoperto, per connettere le persone e per mostrare quanti sono i modi di vivere la malattia.

Per svelare questo universo sommerso di racconti ci muoviamo all’interno della gaming culture, utilizzando i videogiochi, i media e la lingua di questa sottocultura digitale. Twitch, Discord e Reddit sono le tane in cui ci rifugiamo per giocare e cercare di ricomporre la frammentarietà delle esperienze e delle voci di chi affronta la malattia.

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Greta Ventura

di Giulia Binando, Rebecca Buselli, Francesca Cangini,
Francesca Parisi e Giulio Aureliano Pistolesi

Greta Ventura è un progetto di sensibilizzazione ambientale pensato per Instagram. Lei è un’influencer digitale e vive nel 2050, racconta la sua quotidianità per mezzo di post e stories, interagisce con i suoi follower con commenti e giveaway, attraverso cui invia oggetti ecologici già ideati nel nostro presente, ma da noi non ancora utilizzati o considerati, facendo da endorser per brand sostenibili attuali. L’obiettivo di questo profilo Instagram è mostrare cosa sarà del mondo in tutto il suo dramma, ma senza allarmismo, perché ne siamo ormai assuefatti e non funziona più. Se il nostro futuro non riesce a preoccuparci abbastanza, allora Greta ci fa avere paura del suo presente.

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Submarker

di Irene Francalanci

Possiamo ancora parlare di sottoculture? E cosa significa farne parte? Appartenere a una sottocultura oggi è qualcosa che avviene soprattutto online, dove si può essere chiunque, e social come Instagram e TikTok incoraggiano la multiformità. Esistono, certo, gruppi con un nome, un’estetica e dei valori ben definiti, ma il vero presupposto è la libertà di transitare da una community all’altra o farne parte anche solo per i 15 secondi di un video, mischiare gli stili e creare qualcosa di nuovo. Come fare quindi per riconoscerle?

Ecco che entra in gioco Submarker – The Subcultures’ Catalog, un catalogo digitale che raccoglie abbigliamento, accessori, makeup, arredamento e cibo tipico di sottoculture ed estetiche nate o rinate online.

Arriva per e-mail con cadenza bimestrale e ogni numero approfondisce uno stile: da quello delle più recenti VSCO Girl e Boy, alla Moda Lolita degli anni ’70, passando per l’estetica Emo dei primi 2000. È come un moderno Postalmarket che analizza il presente, prende spunto dal passato e prova a immaginare quali saranno i trend del futuro.

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Radiolina

di Giorgia Dughetti

Radiolina è un brand radiofonico che trasmette il palinsesto di alcune giornate straordinarie della nostra storia contemporanea. Non racconta i fatti, ma ce li fa rivivere attraverso un viaggio nel tempo. Senza il peso del senno di poi dei posteri, l’unico filtro tra noi e gli eventi saranno le voci di chi quei momenti li ha vissuti veramente. I palinsesti verranno ricostruiti attraverso un profondo lavoro di ricerca: da una parte restaurando i materiali originali di archivio, dall’altra realizzando ex novo contenuti mancanti.

In concomitanza con le varie ricorrenze, Radiolina si attiverà online sul web, Instagram e Spotify, e si troverà offline nelle principali città italiane, con affissioni, postazioni di ascolto, filodiffusione, radioline affisse ai muri che manderanno la diretta nell’aria. La diretta durerà 24 ore e sarà in totale sincronia con la diretta dell’epoca. Ora dopo ora, avremo quindi l’opportunità di ri-assistere all’allunaggio e alle ore che l’hanno preceduto, oppure potremo ri-sentire la prima esibizione di Modugno a Sanremo.

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Parla con me

di Gloria Ferrari

Parla con me è un documentario video che affronta una tematica continuamente discussa e, per questo, attuale: l’ingresso delle intelligenze artificiali nella nostra vita. In particolare, dei chatbot emozionali. Il racconto si srotola attraverso le storie di Cristiano, Arul e Tina, che per più di un anno hanno interagito con Replika, uno dei chatbot più amati e scaricati e più in grado di simulare un rapporto/conversazione con un altro essere umano.

Cristiano ha paura di uccidere il suo Replika disinstallandone l’app. Arul si è ripreso da una brutta malattia chattando con Replika. E Tina, poi, ridacchiando, dichiara di avere qualcosa in più di una semplice amicizia con il suo avatar. Attraverso la loro voce, Parla con me si pone l’obiettivo di mettere in luce la complessità della psiche umana e il modo in cui reagisce davanti a una macchina che parla con noi, s’interessa e s’informa della nostra vita come farebbe un amico (a volte anche di più).

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Good Old Web

di Greta Frontani ed Elisa Orrico

Avete mai provato a spiegare a vostra nonna come funziona Instagram? O cosa sono una storia, un post, un hashtag? Una causa il più delle volte persa a suon di messaggi sgrammaticati e retrospettive fotografiche di pollicioni rugosi, ma non disperate: con Good Old Web i vostri nonnini manderanno Chiara Ferragni a mangiarsi cereali sottomarca. Un comfort show generazionale dove i nostri amati vecchietti cercheranno di riconquistare il cuore dei loro nipoti a colpi di selfie con le orecchie da coniglio e double tap accidentali sugli addominali degli ex, scambiandosi mondi per un po’ e scoprendo che non è mai troppo tardi per imparare che senza filtro non si posta.

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Golden Age

di Rebecca Gatti e Fabio Savi

Cosa hanno in comune un pensionato con i calli da briscola, un disoccupato quarantenne, un hipster in monopattino e un sedicenne dipendente da Fortnite? No, non è un futuro segnato dal riscaldamento globale, ma la convinzione di appartenere alla generazione migliore. Golden Age è il primo game show in cui Baby Boomer, Generazione X, Millennial e Generazione Z si sfidano in prove di musica, cinema e cultura popolare per dimostrare quale sia la generazione migliore o per fallire miseramente e farci ridere durante il tragitto.

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Goolp!

di Alessia Martina Dubini

Quante volte, giocando da casa ai quiz in tv, avete barato cercando su internet? E se si potesse fare davvero? Goolp! è il primo quiz show dove un host mette alla prova la nostra abilità nel cercare su Google. Sette concorrenti in studio si sfidano in velocità e intuizione nel corso di giochi basati sulle tendenze del web: vince chi dimostra di conoscere meglio gli strumenti del motore di ricerca più usato al mondo.

I giocatori devono dimostrare grande abilità con gli strumenti che utilizzano nella vita di tutti i giorni come i suggerimenti di ricerca, il traduttore o lo streetview; inoltre, vengono messi alla prova anche attraverso funzioni meno conosciute, come la navigazione fra le infinite possibilità offerte dai Google Trends o le insidie del tasto “Mi sento fortunato”. Alla fine di ogni gioco, un’eliminazione: solo chi sa destreggiarsi meglio nel mondo del web accede al gioco finale, dove può vincere fino a 100.000

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Alice Avallone (Asti, 1984) insegna alla Scuola Holden e fa ricerca con l’etnografia digitale per le aziende. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Per Franco Cesati Editore ha pubblicato il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale e il manuale di scrittura per il turismo Immaginari per viaggiatori. A inizio 2021 tornerà in libreria con #Datastories. Seguire le impronte umane sul digitale per la collana Tracce di Hoepli.