Ooh! Out-of-home: l’onda di ritorno dei viaggi offline è qui

* illustrazione di Edward Maleffo

Siamo a fine gennaio, ma un pensiero all’estate iniziamo già a farlo. Accade, perché abbiamo spolverato ambizioni e passaporto, e siamo tornati a pianificare i viaggi. Più in generale, il futuro. Lockdown, ansie da Covid e trauma post-pandemico ci porta a volere viaggi più comodi e flessibili, senza stress. Vogliamo tutto organizzato a menadito, ma che sia facilmente cancellabile; siamo una perfetta combinazione tra cronopios e famas, per citare Cortázar.

Non è solo il viaggio a dover trovare nuove definizioni. Gli ultimi anni hanno ribaltato anche il concetto di tempo libero: ci siamo riscoperti più felici vicino a casa, con altri ritmi di vita, e diversi spazi sociali. Oggi siamo motivati a uscire di casa e fare esperienza. Il “revenge travel”, il viaggio per vendetta, diventa il modo per recuperare il tempo perduto; il viaggio lento, in particolare, diventa il modo migliore e sostenibile – anche emotivamente – per farlo.

Qualche idea:

// Una cabina ultra lussuosa sull’Orient Express
// Una degustazione di vino a Bordeaux su un taxi inglese
// Un tour gastronomico in bicicletta tra le leggende UK
// Una sistemazione da Generazione Z in giro per l’Europa
// E una giornata al parco made in Ghibli in Giappone

Si può poi sempre uscire alla scoperta di un pezzo di mondo stando a casa. Quello che vi proponiamo in questa newsletter ha come indirizzo www.blackelevationmap.com. Si tratta di una piattaforma che raccoglie dati culturali sulla popolazione nera e li visualizza come punti di interesse su una mappa altimetrica dinamica degli Stati Uniti. Maggiore è la densità dei dati, maggiore è l’elevazione. Qui tutto il racconto.



Due segnalazioni ancora.

Un evento: giovedì 9 febbraio Cristina Pozzi, autrice, divulgatrice ed esperta future maker, sarà con i nostri amici di Pensiero Visibile a Verona per riflettere sui futuri possibili, plausibili e preferibili, per accendere la riflessione sul domani che ci aspetta e, soprattutto, per raccontarci quali azioni sono in nostro potere per non farci cogliere impreparati.

E un libro: Enrico Ratto per emuse ha scritto Visual Journalism, una serie di interviste dentro il mondo della fotografia per capire le evoluzioni e le rivoluzioni di questa industria davanti a ciò che viviamo attraverso le immagini: i conflitti, la ricerca scientifica, le migrazioni, l’affermazione dell’identità.