La percezione rispetto alla sostenibilità e ai veicoli elettrici

Oggi affrontiamo un argomento che non abbiamo ancora toccato sulle nostre pagine, ma che ha molto a che fare con l’evoluzione tecnologica e l’essere umano. L’industria mondiale dei veicoli elettrici sta procedendo a passi da gigante, e nemmeno ce ne accorgiamo. Le persone sono sempre più attente all’ambiente, e la scelta ecologica di un veicolo elettrico non è più così insolita. Dunque, quali elementi ci hanno portato a questo cambio di passo? Ricaricare l’auto da sé e fare un viaggio senza la sosta benzina necessaria (e costoso Camogli all’Autogrill) sta rapidamente diventando la norma per molte persone. In tutto il mondo, i veicoli elettrici si diffondono man mano che i consumatori diventano più consapevoli del processo decisionale sostenibile. Con un calo delle vendite di alcune auto diesel del 95%, gli ibridi a prezzi accessibili e le auto elettriche affascinano varie fasce demografiche.

Spinta dagli obiettivi della UE sul CO2, la produzione di veicoli elettrici in Europa aumenterà di più di un milione entro il 2025. Negli Stati Uniti, il 39% dei lavoratori a medio e alto reddito sta prendendo in considerazione un veicolo elettrico per il prossimo acquisto, un significativo passo in avanti rispetto alle vecchie scelte a gas. E più in generale, il numero di proprietari di veicoli elettrici sembra che raggiungerà i 125 milioni entro il 2030. In questo contesto, le case automobilistiche stanno lavorando su un insight specifico: la maggior parte dei consumatori desidera un veicolo elettrico che assomigli, dentro e fuori, a un’auto standard – e che non sembri una macchina a sé.

Quando si parla di auto elettriche, inoltre, le persone vogliono essere sicure che possano fare affidamento su una rete di ricarica sempre disponibile durante l’arco di un viaggio. In tutto il mondo, si sta lavorando in questa direzione. La compagnia energetica statunitense Xcel offre, ad esempio, una tariffa di abbonamento mensile che rende facile comprendere il costo della ricarica di un veicolo elettrico, aiutando il consumatore lungo tutto il processo di ricarica: dalla scelta dell’attrezzatura corretta, ai piani tariffari e alla configurazione.

Tuttavia, non è tutto roseo in questo settore, e ci sono ancora delle lacune. La Tesla venne messa in croce dopo che l’ultimo Tesla Model 3 aveva deluso riguardo le cifre del chilometraggio reale in autonomia – 196 miglia, piuttosto che le 254 miglia annunciate ufficialmente. Inoltre, ci sono ancora lacune ingestibili nelle reti di ricarica, in particolare negli Stati Uniti, dove ci sono solo 22.408 punti di ricarica a livello nazionale, rispetto alle 168.000 stazioni di servizio. Questo significa che i viaggi più lunghi con un veicolo elettrico sono piuttosto complessi per molti americani.

C’è un altro fattore da considerare su questo argomento: i prezzi dei veicoli elettrici stanno scendendo, riposizionando il prodotto come una normale auto di tutti i giorni. Di conseguenza, anche lo stile sta cambiando. I produttori erano soliti costruire modelli elettrici autonomi e audacemente progettati come la Jaguar I-PACE, la Nissan Leaf o la BMW i3 per marcare più chiaramente le loro credenziali ecologiche. Oggi le aziende stanno immettendo sul mercato soprattutto versioni elettriche di modelli esistenti, come la Mitsubishi Outlander PHEV. Allo stesso modo, Jaguar Range Rover sta terminando la produzione del suo modello XJ e lo sta sostituendo con una versione elettrica. L’XJ è stato progettato proprio per competere con firme del calibro di Tesla, Porsche e Mercedes. Al contempo, Kia ha lanciato una versione completamente elettrica del suo modello Niro, che ha vinto What Car? Car of the Year 2019.

Un rapporto dell’International Renewable Energy Association (IRENA) indica che entro il 2025, il 20% di tutti i veicoli su strada nel sud-est asiatico saranno EV, tra cui 59 milioni da due a tre ruote e 8,9 milioni a quattro ruote veicoli. Non per niente, il sud-est asiatico, e in particolare la Cina, sta dominando la produzione mondiale di batterie elettriche e componenti chiave. Solo due anni fa, sono state vendute più auto elettriche in Cina che nel resto del mondo messe insieme. Inoltre, nel tentativo di affrontare l’inquinamento atmosferico e affermarsi come leader tecnologico globale, il governo cinese ha investito 58 miliardi di dollari nel settore dei veicoli elettrici e ha limitato il numero di licenze disponibili sulle auto standard per aumentare la domanda di veicoli elettrici.

Vale anche per altri Paesi del mondo. Secondo il World Economic Forum, l’adozione di veicoli elettrici in India è fondamentale per ridurre i livelli enormi di inquinamento atmosferico nelle città. Per guadagnare slancio, il governo indiano ha introdotto incentivi per raggiungere l’obiettivo del 30% di adozione di veicoli elettrici entro il 2030. La domanda non manca: il 90% dei proprietari di auto in India è disposto a passare ai veicoli elettrici. Al momento, tuttavia, i veicoli elettrici rappresentano solo l’1% delle vendite totali di veicoli in India. In Australia, nel 2017 il mercato dei veicoli elettrici stava diminuendo, a causa della mancanza di sostegno del governo e di una consapevolezza dei consumatori inesistente. Oggi è l’opposto. La domanda arriva da diverse generazioni, con i Baby Boomer in testa.

Anche se cresce il desiderio di sostenibilità, c’è ancora una certa riluttanza a cambiare le abitudini, il che significa che sono i veicoli elettrici a doversi adattare perfettamente alla vita delle persone, Affinché i veicoli elettrici siano veramente adottati in massa, le ansie dei consumatori devono essere dissipate.

E infine, c’è da pensare ai cambi di stile di vita generazionale. A lungo termine, le auto – elettriche o di qualsiasi altro genere – faranno fatica a rimanere rilevanti; gli Z sono molto più propensi a condividere le auto piuttosto che acquistarle. Per molti di loro, la macchina non è più un simbolo di glamour e di libertà. L’industria automobilistica sta affrontando un cambiamento fondamentale e le nuove tecnologie, la connettività e le auto autonome daranno forma al futuro; ma allo stesso tempo non si può ignorare questa nuova tendenza.

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Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Per Franco Cesati Editore ha pubblicato il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale e il manuale di scrittura per il turismo Immaginari per viaggiatori.