La futura Generazione Alpha in Italia: parola alle mamme

Torniamo a parlare di Generazione Alpha, con un primo appuntamento che mette in primo piano le parole di sette mamme, con bimbi nati tra il 2010 e il 2018. Da queste interviste, sono emersi tratti in comune molto interessanti, che in parte confermano le caratteristiche che avevamo evidenziato tempo fa, e dall’altra arricchiscono la ricerca.

In particolare, c’è un dato felice che ci ha colpiti:
i bimbi di questa generazione amano i libri fisici, tanto tanto.

Grazie alle mamme speciali che hanno voluto chiacchierare con noi.
Qui trovate le loro testimonianze, dai bimbi più grandi ai più piccini.

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Luisa Fassino, Asti
mamma di un bimbo nato nel 2010

Amante della lettura, della musica, della buona cucina, delle feste di paese che rispecchiano le tradizioni popolari e dei viaggi. Svolge la sua professione di webmaster principalmente da casa e talvolta in trasferta in Italia da clienti o per corsi di aggiornamento.

Qual è il rapporto con la tecnologia di casa?

Il rapporto con la tecnologia di casa è altalenante, va a periodi ed è proporzionato alla “noia” che prova il bambino nelle sue attività quotidiane. È figlio unico, aspetto importante e determinante in questo caso; pertanto se viene stimolato da giochi e/o attività ama di più la vita all’aria aperta. Invece, se è solo o si annoia, gioca con smartphone e tablet o guarda la televisione anche per parecchio tempo. Possiede un tablet, un telefono che utilizza solo per giocare o ascoltare la musica e un computer portatile.

In famiglia possediamo Alexa, l’assistente personale multimediale di Amazon con il quale ci intratteniamo tutti quanti. Da poco il bambino ha scoperto l’applicazione musicale Spotify, sul quale ha configurato una sua compilation personale composta principalmente da rapper italiani e che ascolta spesso anche quando è impegnato in altre attività. Sicuramente influenza il fatto che entrambi noi genitori lavoriamo nel settore informatico.

Ci sono comportamenti che ti stupiscono e che pensi siano propri di questa epoca?

Rispetto alla mia generazione, anni ’80, sicuramente la tecnologia ha fatto passi enormi per cui anche i bambini sono nati con dei dispositivi che noi abbiamo scoperto solo crescendo (io ad esempio ho imparato ad accendere il computer a 16 anni, invece lui ne ha buona padronanza già dai 5/6 anni.

Inoltre, una differenza sostanziale, probabilmente anche influenzata dagli stimoli tecnologici, è un avanzamento dell’età adolescenziale. Questo aspetto è emerso anche dal confronto con altri genitori. I bambini oggi presentano atteggiamenti che “noi” avevamo verso i 14 anni dai gusti musicali, al modo di rispondere e rapportarsi al mondo degli adulti, alla capacità di gestire le proprie emozioni.

Quali sono le preferenze in fatto di intrattenimento?

Probabilmente per questo avanzamento dell’età adolescenziale il bambino talvolta guarda cartoni animati adatti a bambini molto più piccoli di lui e talvolta film per più grandi. La musica spazia dai rapper italiani allo Zecchino d’Oro; come se ci fosse una gran voglia di crescere e allo stesso tempo paura e desiderio di non perdere i privilegi dell’infanzia. Quel “mi sento grande ma ho ancora bisogno di godere di affetto e contenimento come quando ero piccolo.”. I libri gli piacciono e li apprezza ma non ha la fermezza di leggere un romanzo, preferisce saggi o enciclopedie per colmare la sua curiosità o coinvolgere tutta la famiglia in quiz a tema su svariati argomenti. Ama inoltre i giochi di società e qualsiasi attività che gli permetta un’interazione e attenzione totale da parte di noi genitori.

Sonia Migliore, Torino
mamma di un bimbo nato nel 2015

Sonia Migliore aka Giardini Digitali, Torino, 34 anni, Designer freelance. Mi occupo di ambiente, impatto sociale e formazione.

Qual è il rapporto con la tecnologia di casa?

La televisione e lo stereo vengono visti/ascoltati per lo più durante la preparazione della cena e/o a cena o durante il lunghi weekend invernali. Un vecchio tablet utlizzato per vedere un cartone durante i viaggi lunghi in macchina, il cellulare dei genitori per vedere/ascoltare qualche video musicale o cartone breve su YouTube o per visualizzarli direttamente sul televisore. WhatsApp e il telefono di casa per parlare con i nonni e gli amici lontani, ma per lo più scappa mentre cerchiamo di farlo vedere/parlare durante una video-chiamata. : )

Ci sono comportamenti che ti stupiscono e che pensi siano propri di questa epoca?

Mi stupisco quando non ci ricordiamo i nomi dei personaggi secondari dei cartoni e ci chiede di cercarli sul cellulare o quando non si ricorda com’è fatto un personaggio da disegnare e ci chiede di tenere l’immagine aperta sullo schermo del telefono per copiarlo – io, ad esempio, copiavo direttamente dai Topolino. Credo che l’ausilio della tecnologia porti a conoscere più cose ma a sforzare meno la memoria, trovare molte informazioni subito ed ovunque ( casa, parco, vacanza) e ad avere un po’ meno pazienza, per questo credo che vada bilanciata con altre attività.

Quali sono le preferenze in fatto di intrattenimento?

Puzzle, disegnare e colorare, travestirsi, giocare al parco, pupazzi/peluche dei cartoni, costruzioni, macchina telecomandata, cartoni. E poi ci sono loro, i libri – da quando è nato e non sapeva neppure parlare, non dorme senza prima aver ascoltato una storia. E anche audio-libri di fiabe. Ha già la sua libreria in camera, con libri per bambini classici ma sopratutto graphic novel per l’infanzia (finalmente ho la scusa per comprarne una valangata). Insomma, viva i libri!

Francesca Martellini, Roma
mamma di una bimba nata nel 2015

Vivo nella Capitale da anni, città della quale ammiro la vita culturale soprattutto da quando sono una mamma. Lavoro tra i libri e mi occupo di comunicazione.

Qual è il rapporto con la tecnologia di casa?

Mia figlia ha una visione un po’ maschilista della tecnologia domestica: quando siamo sole mi chiede se so usare il telecomando (ammetto che raramente accendo la televisione di mia iniziativa), e se salta la corrente o si fulmina una lampadina si rivolge subito al padre. Frequenta la scuola materna fino alle 16/16:30 e raramente, al suo ritorno, guarda la televisione il pomeriggio e comunque mai da sola, non le piace sentirsi “parcheggiata sul divano”.

È incuriosita dai pulsanti e chiede di “premere” e “accendere” (forno a microonde, frullatore, lavatrice), ha un suo lettore cd per ascoltare la musica ma l’imprevisto – un cd rovinato che non viene letto, la radio che parte per sbaglio – la spaventa. Non ama le bambole che parlano o si muovono e per lo più tiene spenti i giochi elettrici come microfono e macchinine. Raramente usiamo tablet e smartphone per intrattenerla e non abbiamo mai scaricato applicazioni per bambini.

Lo smartphone è comunque l’oggetto che l’attrae di più, perché è quello che ci vede più spesso in mano e al quale associa già diverse funzioni: chiamare, mandare messaggi, navigare su internet, effettuare pagamenti… Se le diamo il permesso risponde da sola alle telefonate e adora le videochiamate e i messaggi vocali con le nonne.

Ci sono comportamenti che ti stupiscono e che pensi siano propri di questa epoca?

Mi stupisce la sua consapevolezza della tecnologia touch. Se, per gioco, un pacchetto di fazzoletti diventa uno smartphone lei lo “sfoglia”, non finge di premere i tasti. Tocca col dito anche lo schermo dei nostri portatili, nella sua immaginazione la tastiera serve solo a scrivere le email e quando ha visto un mouse l’ha avvicinato all’orecchio.

Mi è inoltre capitato di rivolgermi a Siri un paio volte in sua presenza, ma è stata una cosa che lei ha recepito subito: capita che, giocando, dia comandi al suo telefono finto, e vederla compiere con scioltezza un’attività che per me ancora non è naturale quasi mi intimorisce.

Inoltre, sfogliare un album di foto per me è un gesto “lento”, non quotidiano, intimo ed emozionante, mentre lei ne è annoiata ed ha una fruizione della fotografia molto “rapida” e quasi esclusivamente digitale. Preferisce vedere foto e video sullo smartphone e sul computer, magari anche per pochi minuti e in situazioni poco rilassanti (ad esempio mentre siamo sui mezzi pubblici), spaziando velocemente dalle foto di quando era piccola a quelle più recenti. Per giocare le ho dato una mia vecchia macchina fotografica compatta che lei usa come se fosse un telefono. Quando finge di scattare le fotografie non avvicina l’occhio al mirino… perché non l’ha mai visto fare!

Quali sono le preferenze in fatto di intrattenimento?

Mia figlia è un bambina che adora i giochi di finzione e in casa richiede la nostra totale compagnia. Il pomeriggio, dopo la scuola, ci sono delle attività che fa solo con il padre come l’andare ai giardini, giocare con le costruzioni e con le macchinine e organizzare mini tornei di sport (in 70 metri quadrati di appartamento!), ma appena arrivo a casa inizia il “Facciamo che io ero…”. Fosse per lei potremmo passare tutto il nostro tempo insieme facendo finta di essere cantanti, spose, maestre, macchinisti di treni… Disegniamo molto, le piacciono i libri e gli strumenti (adora anche i libri musicali) e frequentiamo librerie, biblioteche e teatri del quartiere. Nel fine settimana usciamo spessissimo tutti e tre per gite nei parchi o nei musei.

Raramente mia figlia chiede di guardare un cartone animato (anche se a volte pagherei perché si guardasse un paio di episodi di Peppa Pig mentre faccio la doccia), per lei la televisione è un po’ come il cinema ed è un momento che va vissuto insieme, la sera, sul divano, magari con una ciotola di popcorn. Ascoltiamo molta musica, su YouTube o usando il lettore cd, e usiamo i dispositivi digitali soprattutto per guardare le nostre foto e video.

Silvia Poletti, Milano
mamma di due bimbe nate nel 2015 e nel 2017

Sono Silvia, abito alle porte di Milano ed ho 33 anni. Impiegata digiorno e blogger di sera. Mamma sempre. Mi trovate su unagallinaamilano.it, dove parlo di tutto un po’ quello che mi appassiona.

Qual è il rapporto con la tecnologia di casa?

La tecnologia è molto presente in casa. Certo, avere un marito ingegnere delle telecomunicazioni influisce molto in questo. La televisione purtroppo va spesso: amiamo passare le serate abbracciati tutti e quattro sul divano a guardare film (spesso scelti dalle nanette). Computer e smartphone sono miei alleati nella gestione nel blog, ma le piccole non li usano: si può dire per loro il cellulare della mamma sia solo una macchina fotografica davanti alla quale mettersi in posa, niente più…

Mio marito vorrebbe una casa più all’insegna della domotica, ma a mala pena capisco come funziona Alexa (si chiama così, vero?). Pensate che ho un paio di tablet nel cassetto, ma per gli appunti credo sia ancora meglio la vecchia accoppiata carta e penna, come per leggere siano meglio i libri di carta, e con la stessa idea stanno crescendo le mie figlie.

Ci sono comportamenti che ti stupiscono e che pensi siano propri di questa epoca?

Credo che le mie figlie, rispetto a molti loro altri coetanei, siano ancora un po’ ingenue nel loro rapporto con la tecnologia. Di certo, anche loro sembrano coinvolte nella frenesia dell’epoca moderna: diciamo che pazienza non è proprio il loro secondo nome. Ma forse è una caratteristica di un po’ tutti i bambini. A volte si dice che i bambini di oggi siano più svegli nell’utilizzare tablet e simili e che vivano di giochi su questi dispositivi: le mie figlie per fortuna no.

Quali sono le preferenze in fatto di intrattenimento?

Le giornate in casa le passiamo alternando la visione di un film per bambini (raramente però si arriva alla fine del film), al disegno e simili, passando per il gioco simulato nella loro cucina. Le mie figlie sono delle esperte organizzatrici di feste di compleanno a sorpresa immaginarie! Anche i cartoni animati ci fanno compagnia, ahimè durante la cena e nei momenti in cui abbiamo bisogno di rilassarci un po’. Anche se due dei nostri passatempi preferiti sono le passeggiate e i giri in bicicletta nel parco davanti casa. E non dimentichiamo l’appuntamento settimanale irrinunciabile con le sale della biblioteca comunale!

Erica Passerini, Torino
mamma di un bimbo nato nel 2016

Sono Erica, vicina agli anta, vivo in provincia di Torino. Sono stata musicista, collaboratrice di realtà attive nell’ambito della cooperazione e del sociale. Oggi sono social media e community manager freelance. Sono scostante.

Qual è il rapporto con la tecnologia di casa?

Limitata. Sia io che il papà, per lavoro, passiamo molto tempo al pc, forse per questo facciamo in modo che il bambino non passi troppo tempo in sua compagnia. Di solito quando ci vede con il pc aperto pensa noi si stia lavorando e tende a non disturbarci. Ha l’autorizzazione di guardare la televisione per non più di un’ora (per un massimo di due tranches al giorno) il tablet non è autorizzato a toccarlo ad anche i nostri dispositivi mobili sono per lui i nostri strumenti di lavoro in quanto tali a lui quasi completamente preclusi.

Ogni tanto (non troppo spesso) li utilizziamo per ascoltare, a volte guardare, musica. L’intento è fargli conoscere e sperimentare qualcosa di nuovo (gli strumenti musicali, il balletto, il teatro, l’opera) in pillole, più adatte alla sua età e più leggere, prima di portarlo fisicamente in un teatro dove poi, magari, potremmo scoprire non ha piacere di stare. I classici cartoni animati preferiamo guardarli in tv (non smart tv) così che il bimbo sia cosciente del fatto che non sempre si può scegliere cosa vedere e quando vederlo e abbia modo di “allenare la pazienza”. A onor del vero l’unico utilizzo del cellulare che fa è videochiamare, di tanto in tanto, con Whatsapp i cuginetti che vivono in centro Italia per salutarli.

Ci sono comportamenti che ti stupiscono e che pensi siano propri di questa epoca?

Comportamenti al momento no. Credo però ci siano mondi che, grazie a internet, sono molto più accessibili anche per bambini ancora molto piccoli. Internet ed i dispositivi mobili permettono una fruizione non vincolante e adatta ad approcciare tutto quello che è nuovo, senza forzature, ad esempio con pillole di 10-15 minuti. Questo permette di conoscere e appassionarsi, con i propri tempi, alle cose che si “incontrano”.

Quali sono le preferenze in fatto di intrattenimento?

Essendo il mio bimbo ancora piccino nel suo tempo libero ama soprattutto giocare all’aperto, cucinare con le nonne ed il papà o leggere un libro. La tv è per i momenti di “relax” (colazione e dopo cena) la musica per i momenti di “gioco” (il classico gioco in cameretta).

Serena Blasi, Torino
mamma di una bimba nata nel 2018

Una romana che vive a Torino dal 2008. Laureata in Cinema e Sceneggiatura a Roma e diplomata alla Scuola Holden in Scrittura e Storytelling. Scrittura, femminismo e viaggi: ecco ciò che la infiamma. Lavora per il magazine Viaggi Low Cost e nel 2018 è diventata mamma.

Qual è il rapporto con la tecnologia di casa?

In casa non siamo abituati a guardare la televisione. Non ce ne sono di visibili, nel senso che abbiamo solo una piccola tv dentro ad un armadio con ante scorrevoli. Io e mio marito amiamo moltissimo Netflix, guardare serie tv in generale. Il tempo libero con la nascita della bimba si è ridotto, ma durante i pisolini di Emma il passatempo primario rimane la serie tv del momento.

Non guardando la televisione, utilizziamo il computer anche per seguire le notizie, leggere articoli di attualità, informarci in generale. La musica non è sempre accesa a casa nostra, generalmente ci ritagliamo del tempo dedicato per ascoltarla e lo facciamo sempre tramite computer. Lo smartphone è sicuramente il mezzo che utilizziamo di più, sia io che mio marito. Parte del mio lavoro consiste anche nel pubblicare contenuti sui social, quindi il cellulare è spesso con me, anche a casa.

Emma è attratta enormemente dalla tecnologia, prima di tutto dal cellulare certo. La cosa non mi stupisce perché come ho scritto lo utilizziamo molto. Ciò che mi colpisce è più che altro la capacità di comprendere in modo quasi istintivo come quel mezzo deve essere utilizzato: la differenza tra il porre l’oggetto-cellulare all’orecchio o mandare il messaggio vocale ad esempio. Lei vuole riprodurre tutto ciò che noi facciamo, ma con la tecnologia mi sembra che avvenga tutto in modo molto più “naturale”. È come se già avesse le istruzioni nel sangue.

In generale se lei vede uno smartphone si pone come obiettivo quello di prenderlo. Noi ci interroghiamo molto su come comportarci per far sì che il cellulare non diventi una fissazione ma neanche un tabù, una negazione ripetuta e frustrante, un qualcosa che le viene negato mentre tutti gli adulti ne fanno uso di continuo.

Per scelta (Emma ha 14 mesi) non le abbiamo comprato telefonini giocattolo, tanto per lei tutto può diventare uno smartphone, anche dei calzini trovati in terra. È molto attratta anche dal computer, ma secondariamente al cellulare. Al momento adora ascoltare e guardare frammenti del film Mary Poppins, ne imita i movimenti. Non mi sembra pronta per cartoni animati più lunghi, l’idea che ci siamo fatti osservandola è che non riesca ancora a gestire un tempo più dilatato di fronte ad una realtà virtuale. Preferisce proprio toccare il computer, aprirlo e chiuderlo, usarlo come se fosse touch. In effetti, le poche volte che si è trovata davanti alla televisione ha provato a spostare le immagini con le dita.

Una cosa che la diverte è guardare le fotografie (sul cellulare), soprattutto quelle dove c’è lei insieme a noi (mamma e papà) o volti di altri bambini e bambine. Prova sempre a scorrere le foto da sola, a ingrandire, rimpicciolire e mi ha fatto scoprire delle funzionalità che non conoscevo! Quelle piccole dita possono fare di tutto! Non abbiamo un tablet ma penso che tra qualche mese ne compreremo uno. Potrebbe essere adatto a lei, amando molto il touch. Inoltre, abbiamo progettato un lungo viaggio in aereo con lei per Natale e penso che il tablet potrebbe aiutarci.

Ci sono comportamenti che ti stupiscono e che pensi siano propri di questa epoca?

Emma ha due cugini grandi (8 e 10 anni), di sicuro il suo approccio con la tecnologia è stato più immediato e spontaneo rispetto al loro.

Quando ero piccola riproducevo a casa scene viste e vissute all’asilo, per strada, dal medico. È un modo che i bambini/e utilizzano per esorcizzare la vita. Emma utilizza l’oggetto-telefono per riprodurre le scene che vede, che sente che percepisce come importanti: in questo modo si esercita anche nel variare il tono della voce, il timbro. I mezzi sono cambiati molto, ma il bisogno di esplorare, capire, riprodurre è sempre lo stesso secondo me. È come se la tecnologia fosse la sua barca per navigare la vita.

Una cosa che mi ha stupito molto è accaduta una settimana fa a casa dei nonni a Roma. Loro hanno tre televisori e con tutti quei telecomandi in giro Emma stava impazzendo! Se li portava ovunque per casa, correndo, spingeva continuamente tutti i tasti e si arrabbiava molto se glieli portavamo via. Ad un certo punto, ha preso il telecomando del condizionatore e ha capito immediatamente che si trattava di qualcosa di diverso, infatti l’ha utilizzato puntandolo verso il condizionatore (e naturalmente cambiando a caso tutte le funzioni). Io penso, anche se non saprei spiegarti esattamente perché, che le nuove generazioni abbiano con la tecnologia un rapporto quasi istintivo, più profondo della semplice imitazione. E per questo motivo è importante capire certe dinamiche più che proibire, non possiamo comportarci come i nostri genitori, come i nostri nonni si comportavano con noi.

Quali sono le preferenze in fatto di intrattenimento?

Amo la lettura e ha fatto parte di noi dalla gravidanza in poi, sempre. Emma adora i libri, le librerie sono sempre alla sua portata, li prende, li assaggia, li sposta e adesso, osservandola, vedo che comincia proprio a ritagliarsi dei momenti indipendenti di lettura: magari noi siamo seduti a tavola che parliamo e lei sale sul divano e si apre un libro e ne sfoglia le pagine.

Non ha ancora mai guardato un cartone animato per intero e devo dire che non conosco giochi digitali per bambini, devo informarmi 🙂 Le piacciono però i libri interattivi e pop-up, quando può utilizzare le mani per cambiare un’immagine lei è molto contenta.

Elisa Verrazzo, Roma
mamma di una bimba nata nel 2018

Freelance copywriter e mamma di Irene, viaggiatrice per passione ed expat per amore. Nuoker dal 2015, scatta in continuazione foto ed ha sempre un libro in lettura.

Qual è il rapporto con la tecnologia di casa?

In casa utilizziamo quasi tutti i supporti tecnologici della nostra epoca: televisore, computer, tablet, smartphone e anche diffusore di musica e Kindle.

Ci sono comportamenti che ti stupiscono e che pensi siano propri di questa epoca?

Irene è ancora piccola, ma è già attratta dalla tecnologia che la circonda, come la TV e lo smartphone. In particolare è molto incuriosita dal cellulare perché ha già capito che è uno strumento che può fare tante cose tipo sentire la voce del papà e della nonna, vedere immagini etc. D’altronde vede me usarlo per parlarci al telefono, leggere notizie, scattare fotografie. Per ora è ancora in una fase embrionale della conoscenza della tecnologia, ma sono convinta che in poco tempo passerà inevitabilmente ad un rapporto più attivo.

Quali sono le preferenze in fatto di intrattenimento?

I giochi di Irene per ora sono molti libri tattili e sonagli che l’aiutano anche per la fase di dentizione che sta vivendo in questo periodo. Cartoni animati ancora non ne vede, ma ha una passione per la canzone che spopola su YouTube Baby Shark.

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Alice Avallone (Asti, 1984) insegna alla Scuola Holden e fa ricerca con l’etnografia digitale per le aziende. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Per Franco Cesati Editore ha pubblicato il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale e il manuale di scrittura per il turismo Immaginari per viaggiatori. A inizio 2021 tornerà in libreria con #Datastories. Seguire le impronte umane sul digitale per la collana Tracce di Hoepli.