L’impatto degli spoiler in Rete sul nostro divertimento al cinema

Tra recensioni e commenti sui social è sempre più complicato rimanere vigili online per evitare gli spoiler. Ma venire in contatto con anticipazioni è sempre così negativo? E, più in generale, che effetto hanno gli spoiler sul divertimento cinematografico? Prima della sua uscita nello scorso ottobre, la sceneggiatura di Joker era trapelata online, suscitando gigantesche controversie tra i fan. Alcuni utenti si sono ritrovati su Reddit per fare crowdsourcing del “vero” scoop, mentre altri hanno fatto del loro meglio per tenersi alla larga dai dettagli sullo sviluppo della trama. Nonostante il regista Todd Phillips abbia detto che si trattava di una prima bozza, il polverone ha messo in evidenza come in molti pensino che gli spoiler abbiano un impatto negativo sulla loro esperienza visiva.

La cultura di evitare lo spoiler a tutti i costi è ben radicata e, poiché le persone vivono buona parte della propria vita online, sta diventando un tema importante. Ciò significa che gli autori di commenti su Facebook, recensori sui blog e i fan stessi devono fare parecchia attenzione a ciò che rivelano. Obiettivo: entrare al cinema per un film oppure guardare una serie su Netflix senza avere rivelazioni di alcun genere, e non solo sul finale.

Spesso tutto dipende da quanto velocemente riusciamo guardare questi contenuti, prima di incappare in spoiler online. Inoltre, va evidenziato come sia una tematica che riguarda non solo il pubblico che consuma o scrive di questo, ma anche coloro che creano intrattenimento. Che cosa si può mettere in un trailer? Come si pubblicizza un film? Quanto si vuole svelare per attirare le persone? Checco Zalone, ad esempio, ha deciso per il suo Tolo Tolo di distribuire solo un videoclip collaterale al film.

Molte ricerche su questo argomento hanno scoperto che gli spoiler, in realtà, aumentano il divertimento delle persone. Maggiori informazioni abbiamo sulla trama, più è facile apprezzare, comprendere ed elaborare che cosa abbiamo visto. Insomma, crediamo che gli spoiler siano davvero dannosi, ma i dati non supportano questa idea (che invece viene confermata per quel che riguarda i lettori). Il professor Benjamin Johnson, Università della Florida, e la professoressa Judith Rosenbaum, Università del Maine, hanno svolto un’importante ricerca: Spoilers Go Bump in the Night: Impacts of Minor and Major Reveals on Horror Film Enjoyment – partendo proprio dal genere della suspance per eccellenza, l’horror.

In linea con le ricerche precedenti, hanno così scoperto che gli spoiler non erano così nocivi, indipendentemente dal fatto che si trattasse di una grande o piccola anticipazione. Ma soprattutto, non influenzano davvero il divertimento delle persone, la quantità di suspense che provano o quanto si immergono in una storia.

La differenza tra chi ama gli spoiler e chi li odia dipende da un tratto chiamato “Need for Affection“, ovvero la motivazione delle persone ad approcciare o evitare situazioni e attività che inducano emozioni in loro stessi e negli altri. Ad una estremità di questo spettro, si trovano le persone a cui piace provare emozioni profonde e intense. All’altra estremità, invece, ci sono le persone che evitano tali emozioni, che non vogliono essere spaventate o rese ansiose.

Più in generale, le reazioni negative agli spoiler potrebbero essere riconducibili a un concetto della psicologia che si chiama “reattanza“, che descrive come le persone reagiscono con rabbia quando viene tolto loro il controllo sulle informazioni. Per evitare ciò, alcune realtà stanno cercando di proteggere i propri spettatori. Ad esempio, al cast di Stranger Things sono state inviate istruzioni rigorose su ciò che potevano rivelare durante le interviste; per Game of Thrones sono state filmate 15 ore di scene extra per evitare che il vero finale venisse spoilerato.

Per quel che riguarda i brand, Endsleigh Insurance, ad esempio, ha lanciato Spoiler Coveruna competizione mascherata da polizza assicurativa che offriva fino a 100 sterline di compensazione per i fan di Game of Thrones la cui esperienza di visione fosse stata compromessa da spoiler. Con i linguaggi che si evolvono a suon di meme, GIF e discussione sui social, gli spoiler stanno diventando pezzi di contenuto che aiutano a costruire l’hype anche prima delle nuove uscite. Poco dopo che il presidente dei Marvel Studios, Kevin Feige, annunciò la riedizione di Avengers Endgame, i fan immortalarono le loro reazioni alle notizie, anche trasformando sé stessi in meme.

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Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Per Franco Cesati Editore ha pubblicato il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale e il manuale di scrittura per il turismo Immaginari per viaggiatori.