In cucina: mangiare gli insetti in scatola o ricoperti di cioccolato

Nel film della Disney del 1994 Il Re Leone, una scena degna di nota c’è il piccolo suricato Timon e il facocero Pumbaa che mostrano a Simba la loro dieta. Il leoncino, ovviamente, alzava la testa al cielo poco convinto, rafforzando il pregiudizio tra gli spettatori. Una probabile contrarietà condivisa dovuta al fatto che, da bambini, ci viene insegnato che gli insetti non sono igienici.

Ve la ricordate?

Il regime che prevede l’alimentazione con insetti si chiama entomofagia, ma i tanti luoghi comuni e un’avversione intrinseca fanno sì che fatichi a diventare una parte integrante nelle diete in tutto il mondo. Ma forse, tra il desiderio di ampliare gli orizzonti culinari e le preoccupazioni sull’etica e la sostenibilità del consumo di carne, potrebbe essere arrivato il momento giusto per far decollare la cucina a base di insetti.

Certo, nel nostro mondo occidentale sembra ancora fantascienza, o comunque qualcosa da relegare alle esperienze da reality show, ma la pratica di mangiare insetti ha profonde radici storiche. Nei paesi dai climi caldi e tropicali come Asia, Centro e Sud America, Australia e Nuova Zelanda, la gente sgranocchia gli insetti da migliaia di anni, con tanto di termiti fritte e tacos di formiche tra le tante prelibatezze regionali.

Lombrichi disidratati

Le ricerche suggeriscono che le pressioni ambientali sul sistema alimentare mondiale aumenteranno fino al 90% entro il 2050, e gli scienziati stanno esortando le persone ad adottare diete a base vegetale, o a prendere in considerazione gli insetti, che possono sostituire la carne rossa per fornire le stesse proteine, ma con un basso impatto. Grilli, formiche e altre creature stanno già spuntando in snack salati, polveri proteiche e barrette di muesli.

Online i prodotti a base di insetti riproducono spesso quest’ultimi sulla confezione, come quelli di Seek e di Thailandia Unique. Ci sono i lecca lecca con gli scorpioni, la polvere di cavallette, i cioccolatini ripieni di grilli

Cavallette al cioccolato fondente

La tensione tra la necessità (futura) di mangiare insetti e la novità di commercializzazione sta creando confusione nei consumatori. A differenza del consumo di lumache o del sushi, i piatti a base di insetti mancano di una storia culinaria e culturale in Occidente – che incoraggerebbe le persone ad avvicinarsi a loro come un’esperienza esotica e prelibata. Qualcuno ci prova: Joseph Bug Chef a Brooklyn, per esempio, incorpora gli insetti nei suoi piatti gourmet.

Scorpione della foresta, insetto d’acqua,
scarafaggio subacqueo

La sfida al momento è una sola: rendere appetibili gli insetti.

Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto tre guide di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Dallo scorso novembre è in libreria con il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale (Franco Cesati Editore).