Il culto di Putin su Facebook, tra felpe, armi e fotomontaggi

Spenderete solo buone parole sulla Russia? Supportate Vladimir Putin?
Siete d’accordo che chi infrange il regolamento del gruppo, va escluso?

Se avete risposto tre volte sì, allora siete i benvenuti.

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Premessa importante e dovuta: questo non è un approfondimento politico, non è un articolo che vuole dare giudizi o argomentare punti di vista. E soprattutto, non vuole essere un pezzo ironico. È una brevissima etnografia digitale, che mappa, osserva e descrive i tratti comuni delle (insospettabili) community che si riconoscono nel leader e nella cultura della sua Nazione. Il terreno di ricerca, dunque, sono i gruppi su Facebook; il campione sono alcuni gruppi francesi, inglesi e italiani.

Calendario di Putin 2020 – venduto tra i souvenir nei negozi russi

Già, perché sono decine e decine i ritrovi sul social statunitense dei supporter del presidente della Federazione Russa. Sono soprattutto d’oltralpe (in testa Les amis occidentaux de Vladimir POUTIN), con qualche singolare eccezione britannica e nostrana (Friends of Vladimir Putin and the Russia, Vladimir Putin Supporters, Noi stiamo con la Russia di Putin, IO STO CON PUTIN, e Movimento Italia con Putin).

Uno dei tanti fotomontaggi dedicati al leader

A colpire è una passione geograficamente trasversale.

In primis, guerra, soldati ed esercito. Un esempio: qui sotto una foto tratta dalla pagina pubblica Facebook Diana dalla Russia, spesso ricondivisa nelle community italiane.

Febbraio 1995: vita quotidiana delle truppe russe in una delle case a Grozny, Chechnya

Ma non è l’unica che viene ripresa.

Un altro esempio significativo lo si rintraccia in Spetsnaz Forze Speciali Russe sui corpi speciali sovietici, con tanto di felpine celebrative in vendita a partire dai 24,99 euro, come la Felpa Poligono AK47 dedicata a chi preferisce due tiri al poligono anzichè al pallone”. La più cara? La Felpa Con Cappuccio VLADIMIR PUTIN ICONA MONDIALE.

Disponibile con o senza cappuccio, in verde o blu.

Ai ricordi amarcord in tuta mimetica e all’esaltazione della figura di Putin, si alternano link a news del momento, di politica, sport e costume. Oltre PutinMania, la fonte ufficiale preferita è Sputnik News, agenzia con sede a Mosca e redazioni in tutto il mondo.

Dai Servizi Segreti ucraini che cercano di reclutare parenti dei militari russi a Silvio Berlusconi che vola da Putin per il compleanno, dalla presentazione del libro Un mondo senza la Russia? al Pastore che trova nella Bibbia la data dell’apocalisse e il ruolo che avrà la Russia.

Fino alle bellezze siberiane nei campi.

Inizia l’articolo: “Con queste foto il lavoro dei nostri agricoltori durante il raccolto diventerà sicuramente più divertente!

Dietro all’obiettivo c’è il fotografo e l’allenatore di Wushu Sergey Sukhovey.E il testo che accompagna le giovani tra una balla di fieno e una staccionata avverte:

Gli agricoltori ora affrontano un periodo molto impegnativo: il raccolto. Ma foto così belle, forse, tireranno su l’umore dei nostri agricoltori. Sfortunatamente, il tempo non è buono.

Ma scendiamo più in profondità negli scambi. Seconda e ultima premessa: non riportiamo gli scambi originali e i link alle fonti per non ledere in alcun modo sensibilità e privacy. Non è questo lo scopo.

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9 tratti comuni che emergono da Facebook

  1. L’amore, incondizionato, per lo zar. Cuori, dichiarazioni, emoji con i baci. Tra le notizie di costume più commentate e ricondivise, l’uscita del calendario 2019, con il presidente a bagno nelle acque ghiacciate all’abbraccio con un cucciolo. Come riporta l’HuffPost, può essere acquistato su eBay con 20 euro.
  2. Le gallery fotografiche amatoriali, che accostano per lo più immagini celebrative di Putin con la maestosità dei palazzi moscoviti. È lui stesso un monumento nazionale.
  3. I giudizi sulla linea politica da tenere. Se il Governo in carica (che sia Berlusconi, Salvini o qualcuno dei 5Stelle, in realtà sembra essere del tutto secondario) andrà incontro alla Russia, allora sarà adorato. In generale, per quello che riguarda i gruppi italiani, emerge fiducia in Conte, benché sia richiesto di non parlare di politica interna per non andare off topic.
  4. Una scarsa — se non nulla — simpatia per gli Stati Uniti. Probabilmente inutile sottolinearlo, ma l’indagine lo conferma. Spesso gli americani vengono apostrofati come “americazzi”.
  5. La confidenza con le armi e i carri armati. Conoscono storia, modelli, reperibilità. Hanno una grande dimestichezza con le sigle.
  6. Un proprio codice etico interno. Insomma, se si sgarra, si è bannati. Ad esempio, no a certe offese “non politicamente corrette” contro “gli africani”, perché “neanche gli americani si offendono così”.
  7. Le relazioni, gestite come una famiglia. Chi fa parte di questi gruppi si sente compreso, a casa, tra i propri simili. Succede sia in Italia, che all’estero (“thank you brothers and sisters for being part of this”). Più raramente invece appaiono indicazioni di relazione amicale.
  8. La provenienza: i gruppi non sono solo frequentati da persone di origine russa. Dunque, non sono gruppi di expa o nostalgici delle proprie radici, ma di persone che si riconoscono in una visione diversa.
  9. L’estetica, con un largo uso di fotomontaggi. Di nuovo, mirano a creare analogie tra la forza di Putin e quella di animali (orsi, tigri, lupi) e cose (statue celebrative, armi, carri armati, treni in corsa).

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BONUS EXTRA

Nei negozi di souvenir russi vengono venduti calendari, magliette, tazze, portachiavi e sottobicchieri con l’immagine di Putin.

E anche del tè.

Ovviamente il Cremlino se ne dissocia.

Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Dallo scorso novembre è in libreria con il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale (Franco Cesati Editore).