Il 2022 in 9 trend: fiori, TikTok, exertainment e anti-lusso

Il potere terapeutico dei fiori

È tutto un fiorire di proposte per il benessere, fisico e mentale, a base di essenze floreali. L’emergenza sanitaria in questi due anni ci ha portato a cercare un maggior contatto con la natura, dalle erbe aromatiche in cucina a tenaci cactus sul davanzale, fino all’adozione di piante anche più impegnative. In molti paesi europei, la cura di un giardino è stata una delle attività più popolari durante il lockdown; la composizione floreale, una delle tante possibili forme di meditazione. La Lego ha dedicato set di mattoncini ai bouquet di fiori, addirittura. La natura terapeutica dei fiori ci accompagnerà ancora di più nel nuovo anno.

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La ritualità dell’exertainment

Mentre le palestre aprono a singhiozzi, le persone hanno imparato a cercare nuovi modi per ritrovare la forma, divertirsi e socializzare, tra lezioni in presenza e incontri di gruppo in streaming. FitArt, ad esempio, è un’app che unisce l’arte digitale con il fitness. Le lezioni di ginnastica si tengono all’interno di mostre d’arte immersive, con svariati artisti che mescolano il movimento del corpo con i propri progetti creativi. Anche l’audio è un grande protagonista del 2022: molte le proposte fitness che incoraggiano l’esercizio con la voce, portando l’ascoltatore in un racconto sonoro combinato con i suoni dell’ambiente circostante.

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Il lato gastronomico di TikTok

TikTok un social solo di balletti e video frivoli? Niente di più sbagliato. L’influenza della piattaforma anche nel settore food si fa sentire, ispirando brand e cambiando i menu. I contenuti virali dell’app stanno svelando interessanti tendenze culinarie internazionali, nonché ingredienti e ricette originali. Molte aziende del settore se ne stanno accorgendo. Negli Stati Uniti lo scorso anno una ricetta di feta al forno condivisa su TikTok ha stravolto la domanda del formaggio e ha intaccato l’intera filiera. Un trend da non sottovalutare.

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Le fughe guidate dai dati

Il mondo del travel è tra i più colpiti dalla pandemia, ma c’è una possibile via di uscita grazie all’uso intelligente degli small data, capaci di aiutare il settore turistico a progettare esperienze su misura per i viaggiatori. Itinerari selezionati, esperienze di nicchia e guide del posto possono fare la differenza se si presterà attenzione anche alle informazioni sui viaggiatori e alle query di ricerca. Perché vogliono viaggiare? Cosa cercano? Quali paure provano? Che aspettative hanno? L’etnografia digitale e l’ascolto delle conversazioni in Rete possono svelare parecchi insight utili su chi cerca una fuga verso una normalità.

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L’anti-ostentazione del lusso

Gli ultimi due anni ci hanno insegnato una certa attitudine all’understatement, soprattutto in Rete, complice la pandemia, le diseguaglianze sempre più profonde e una certa coscienza sui consumi. Gli stessi brand legati al lusso stanno esplorando un approccio più consapevole e concreto, meno appariscente, anche rispetto ai testimonial e agli influencer coinvolti. Burberry, con la sua campagna Voices of Tomorrow, è un esempio della direzione del settore lusso: coinvolgendo Marcus Rashford, calciatore inglese di fama internazionale e grande sostenitore dei giovani, ha supportato centri giovanili in tutto il Regno Unito.

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Le etichette interattive

Certo, il tema della sostenibilità sarà anche quest’anno centrale, ma è interessante vederlo sviluppato nel concreto, anche nelle piccole cose. Ad esempio, per ispirare comportamenti più ecologici, il mondo del fashion sta mettendo mano alle etichette del vestiario per permettere alle persone di visualizzare tutte le informazioni sui capi, dalle emissioni di carbonio ai potenziali processi di riciclo. Risultato: un ruolo centrale dei consumatori nei cicli di vita dei prodotti. Per esempio, la firma Alexander McQueen che ha creato MYMCQ, piattaforma che consente ai clienti di scambiare articoli MCQ in una community dedicata.

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Le piattaforme influencer

Si fanno strada i #genuinfluencer, che si caratterizzano per la loro genuinità di immagine e di espressione. Non solo: da tempo stiamo osservando un decentramento dell’influenza, in cui piattaforme diverse creano spazi per diversi tipi di influencer. I fan dello streetwear cercano consigli di moda su Discord; chi cerca consigli professionali va su Reddit. Inoltre, stanno nascendo diverse piattaforme che si concentrano su singole passioni e preferenze come Depop, BopDrop e OnlyFans. Via via è facile prevedere che anche in Italia le comunità più giovani si allontaneranno dai social tradizionali come Instagram e dai loro algoritmi.

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La crescita dell’audio

Si scrive e legge sempre meno, e si ascolta sempre di più. Questo vale per le generazioni più giovani e per quelle più adulte, dai giocattoli interconnessi alle piattaforme di dating. Ad esempio, String consente alle persone di inviare e ricevere note vocali per conoscersi, facendo leva sulla dimensione più intima dell’ascolto della voce di un potenziale partner, ancora prima di vederne l’immagine. Le app audiocentriche, insomma, saranno sempre di più; quelle già esistenti, invece, si stanno evolvendo per creare spazio a discussioni orali. Non male, dopo due anni di così tante videochiamate, riunioni e lezioni in streaming.

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Le app della nuova generazione

La Generazione Z sta pensionando parecchi social, e tra questi anche Instagram, andando alla ricerca di luoghi più creativi e app social più fluide per coltivare interessi e amicizie. Tra le app emergenti c’è Dive Chat, ad esempio, è un gruppo di messaggistica e di organizzazione per studenti che ospita in un unico spazio lezioni, appuntamenti e inviti. I giovani oggi cercano praticità, non esposizione di sé stessi (molto più ricorrente nei Millennial, senza dubbio), e la dipendenza dai “mi piace” è sempre più un lontano ricordo. E gli Alpha, invece? Da tenere d’occhio le app di educazione finanziaria (e la prima paghetta!).

Alice Avallone (Asti, 1984) insegna alla Scuola Holden e fa ricerca con l’etnografia digitale per le aziende. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Per Franco Cesati Editore ha pubblicato il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale e il manuale di scrittura per il turismo Immaginari per viaggiatori. A inizio 2021 è tornata in libreria con #Datastories. Seguire le impronte umane sul digitale per la collana Tracce di Hoepli.