I Bambini Generazione Alpha: quali sono le loro caratteristiche

Nelle scorse settimane vi abbiamo raccontato chi sono i piccoli che appartengono alla Generazione Alpha e come i loro genitori si stanno comportando. E ne abbiamo parlato anche in un’intervista con Il Foglio, che trovate qui. Ancora una volta, partiamo dall’etnografia digitale.

L’etnografia digitale studia le popolazioni che dialogano sulla Rete, che condividono contenuti, che si relazionano. Quando diciamo studia, intendiamo il mettersi in ascolto, e analizzare in profondità non solo cosa viene detto, ma perché viene detto. Si indagano soprattutto quelli che vengono chiamati insight, i perché profondi dietro a determinati comportamenti sociali.

Perché, ad esempio, hanno abbandonato Facebook e hanno preferito TikTok? Attraverso l’osservazione di queste migrazioni, ad esempio, si può dedurre che gli adolescenti vogliono abitare spazi digitali dove non devono archiviare contenuti – che poi dovrebbero traslocare prima o poi altrove – e dove non sono presenti i genitori.

Approfondiamo dunque i tratti principali che si intravedono in questi bambini che oggi hanno tra gli zero e i nove anni. Quelle che seguono sono nove proiezioni: partono dalle tracce etnografiche della precedente Generazione Z, e cercano di dedurre in che direzione si sta andando attraverso l’interpretazione dei racconti e le condivisioni dei genitori della – la maggior parte di loro della Generazione Y.

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1. Il ritorno all’oralità

Da quando c’è stata per tutti la possibilità di inviare SMS e mail, noi esseri umani non abbiamo mai scritto tanto così. Oggi, invece, è come se stesse prendendo moto un ritorno all’oralità. Tra gli indizi: il boom dei messaggi vocali tra la Generazione Z, ma anche l’avanzamento tecnologico degli assistenti intelligenti. In futuro per gli Alpha sarà la cosa più normale del mondo dialogare con la tecnologia, anche su cose estremamente futili.

2. L’empatia con la tecnologia

Con la tecnologia, di conseguenza, gli Alpha cercheranno anche di instaurare una relazione affettiva. Si affezioneranno ai dispositivi, e alle abitudini di dialogo. Proveranno empatia, ci sono tutti i segnali già oggi come riporta anche Rivista Studio. A differenza delle generazioni precedenti, che si sono limitate a usare la tecnologia digitale, gli Alpha trascorreranno la loro vita completamente immersi in questa, a livello sensoriale. Questi bimbi non hanno conosciuto un mondo senza Skype con il quale possono salutare la nonna lontana – per esempio.

3. La totale fluidità di genere

Maschio e femmina saranno categorie del tutto superate. Non avrà alcuna importanza classificarsi, ed è possibile immaginare che i bagni nei locali e nei luoghi pubblici saranno tutti unisex. In fondo, è una questione di educazione e rispetto, due principi eterni.

4. Il sovvertimento degli stereotipi

Anche tutti gli altri stereotipi verranno condannati. Per esempio, oggi in Alaska viene trasmetto Molly of Denali, uno spettacolo dell’emittente americana PBS, che sostiene la diversità culturale con una rappresentazione della vita nella regione inedita e contro i cliché locali. Molly è il primo personaggio indigeno protagonista in una serie per bambini distribuita a livello nazionale.

5. L’abbattimento di ogni sovranismo

Saranno più furbi di noi, comunque la si pensi oggi del sovranismo. E come tutti gli adolescenti, si ribelleranno a ciò che è stato imbastito dalle generazioni precedenti. Non troveranno il senso nell’avere barriere culturali e sociali.

6. Il rapporto tra analogico e digitale

Sarà una generazione senza il concetto di confine, fisico e digitale. E infatti, online e offline stanno perdendo sempre più i loro contorni definiti.

7. Il senso di appartenenza globale

Non sentiranno di appartenere alla propria nazione, ma al nostro pianeta. Da qui, l’esigenza di salvaguardarlo. Greta Thunberg, della Generazione Z, ha anticipato solo i tempi. Tra l’altro, sono bambini che stanno crescendo con scelte molto precise dei genitori, come l’addio agli sprechi e il benvenuto all’uso di pannolini riciclabili e prodotti sostenibili – con marche attente come HelloBello e Abby&Finn.

8. Il lusso dell’anonimato

Sarà un nuovo modo di fare la resistenza all’esposizione che i genitori Y hanno fatto dei figli A.

9. La consapevolezza della privacy

Saranno inevitabilmente più attenti di quanto lo siamo stati noi in questo ultimo decennio.

Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Dallo scorso novembre è in libreria con il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale (Franco Cesati Editore).