Gli effetti del movimento #metoo due anni dopo

Anche se l’espressione me too è stata usata per la prima volta dall’attivista dei diritti civili Tarana Burke nel 2006, è diventata davvero popolare quando l’attrice Alyssa Milano ha iniziato a incoraggiare le donne a usarla su Twitter. Il suo primo tweet con hashtag #metoo risale al 15 ottobre 2017, a quasi due anni fa. Alla fine di quella giornata era stato rilanciato già 200.000 volte; 500.000 volte dopo due giorni.

Parallelamente su Facebook, l’hashtag è stato usato da più di 4,7 milioni di persone in 12 milioni di post nelle prime 24 ore. Lo stesso Facebook riportò che solo negli Stati Uniti, il 45% degli utenti aveva almeno un contatto che aveva scritto un post contenente #metoo. Lo stesso hashtag è stato tradotto in diverse lingue; ad esempio, in francese l’hashtag equivalente a #metoo diventò #moiaussi e #BalanceTonPorc (seppur, alla fine, utilizzato decisamente meno).

Ma il #metoo non era il primo hashtag sul tema. Già nel 2016 avevano fatto capolino in Rete altre iniziative simili nell’America latina e in Spagna, quando il collettivo femminista brasiliano Think Olga aveva invitato le donne a postare sui social la prima esperienza di molestia sessuale attraverso l’hashtag #PrimeiroAssédio, ovvero primo assalto. In questo caso, l’hashtag aveva raccolto circa 80 milioni di tweet. Ma è il movimento #metoo ad aver visto le donne parlare del sessismo su una scala senza precedenti, anche grazie alle diverse celebrità dello spettacolo, da Asia Argento a Gwyneth Paltrow, da Jennifer Lawrence a Uma Thurman.

Quello che è interessante notare dagli studi successivi, però, è come tutto il movimento abbia portato cambiamenti comportamentali importanti. Come rivela uno studio della società di incontri online Match, il 51% degli uomini single americani afferma di aver cambiato il modo in cui si comporta in seguito alle rivelazioni del movimento #metoo. Di conseguenza, un terzo di loro afferma di essere più riservato nei contatti, modificando le aspettative sociali su cosa è oggi il romanticismo. Non solo: quasi il 20% di tutti i single negli Stati Uniti dice che adesso stanno molto più attenti a calibrare tutto ciò che dicono alle donne, e a capire se invitarle a casa, ad esempio. Era ora.

La ricerca di Match dimostra che la cultura degli incontri sta cambiando sulla scia di queste nuove pressioni sociali: il 60% dei single ammette che #metoo è importante anche per loro e lo considera una forza per un cambiamento positivo. Un cambiamento culturale che si riflette anche nel modo in cui le celebrazioni tradizionali – intorno a momenti come San Valentino – si stanno evolvendo per soddisfare le esigenze moderne. Il caso recente di Luca Argentero ci dice molto su quanta strada ci sia ancora da fare, per imparare a usare le giuste parole.

Anche l’ambiente lavorativo ha subito influenze e modificazioni comportamentali: sulla scia del movimento #metoo, alcune persone trovano difficile relazionarsi faccia a faccia. Uno studio che sarà pubblicato sulla rivista Organizational Dynamics ha rilevato che il 27% dei dipendenti di sesso maschile evita incontri one-one-one con donne. E quasi un quarto degli intervistati ritiene che oggi gli uomini abbiano più probabilità di escludere le donne dagli impegni sociali come un aperitivo dopo il lavoro per non incorrere in fraintendimenti.

Il movimento ha influito anche sulle assunzioni, con il 21% degli uomini che afferma di essere riluttante ad assumere una donna per un lavoro che richiede una stretta interazione insieme; e il 19% afferma di non essere a proprio agio ad assumere una donna attraente. Approfondimenti interessanti li trovate qui.

Infine, una nota di costume (letteralmente!). Sembra che il numero di donne francesi che prendono regolarmente il sole in topless sia diminuito drasticamente negli ultimi tre anni – dal 29% nel 2017 a solo il 19% nel 2019 – probabilmente anche per la consapevolezza delle minacce esterne. Al contempo, anche i concetti tradizionali francesi sulla “seduzione” (le virgolette in questo caso sono d’obbligo, sia chiaro) vengono sempre più messe in discussione: nel 2018, il governo ha introdotto una legislazione che multa a persone fino a 750 euro se fischiano alle donne o le molestano sessualmente per strada.

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Alice Avallone (Asti, 1984) insegna alla Scuola Holden e fa ricerca con l’etnografia digitale per le aziende. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Per Franco Cesati Editore ha pubblicato il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale e il manuale di scrittura per il turismo Immaginari per viaggiatori. A inizio 2021 tornerà in libreria con #Datastories. Seguire le impronte umane sul digitale per la collana Tracce di Hoepli.