Flygskam, slow travel e la vergogna di prendere un aereo

In un momento storico e culturale che vede sempre più persone prendere consapevolezza riguardo l’impatto delle loro decisioni quotidiane sull’ambiente, fanno capolino modi alternativi per godersi anche il tempo libero. È per questo motivo che molti europei stanno abbracciando la filosofia dello slow travel, il viaggio lento ed ecocompatibile che permette – soprattutto con i treni – di scoprire posti che si vedevano dal finestrino di un aereo. A contribuire a questo cambio di passo, ci sono anche gli upgrade dei treni, che propongono viaggi più lussuosi, mitigando l’inconveniente dei lunghi tempi di percorrenza e rendendo lo spostamento stesso una parte piacevole dell’esperienza di vacanza.

Preferire i treni agli aerei, e più in generale esperienze di viaggio eco-friendly, non è solo una moda del momento: i dati sembrano confermare questa tesi. Secondo Nielsen, a livello globale 8 persone su 10 pensano che le imprese abbiano la responsabilità di migliorare la situazione ambientale ambiente. Su Pinterest, lo scorso anno le ricerche della query “zero waste travel” sono cresciute del 74%. Booking ha mappato che ben il 68% dei viaggiatori ha pianificato nel 2018 di soggiornare in una struttura ecosostenibile.

A contrapporsi all’hype del viaggio in aereo tanto evocato anche in tempi recenti da Virgin con questa campagna, c’è dunque un nuovo movimento nell’aria: il flygskam, che pone l’attenzione sul cambiamento climatico e sprona le persone a evitare di prendere voli. Grazie ai social media e al sostegno di attivisti come Greta Thunberg, il flygskam si è diffuso dalla Svezia ai Paesi Bassi (con il nome di vliegschaamte), Germania (flugscham) e Gran Bretagna (flight shame). Una definizione: la vergogna di prendere un aereo, e allo stesso tempo l’orgoglio di prendersi del tempo per sé e la gioia di ridurre la propria impronta di carbonio. E poiché il trasporto aereo rappresenta oggi il 2% delle emissioni globali di gas serra – dato che lo collocherebbe tra i primi dieci emettitori del mondo se fosse una nazione – è comprensibile il motivo per cui l’industria è diventata un bersaglio collettivo.

I viaggi in treno della Thunberg in tutta Europa stanno tracciando un modello per chi cerca di seguire il suo stile di vita. Ivar Karlsson – la cui agenzia di viaggi su rotaia ha organizzato il viaggio di Greta – ad aprile ha dichiarato al The Guardian che gli affari sono raddoppiati in meno di un anno, a riprova della crescente influenza del flygskam sulle scelte dei consumatori. E così, le ferrovie stanno vivendo una rinascita. In Svezia, ad esempio, il servizio ferroviario nazionale ha registrato un record di 32 milioni di passeggeri lo scorso anno. Scegliere di spostarsi “sulla terra sopra l’aria” ha un nome: tagkryt, train bragging, ovvero vantarsi di prendere il treno.

Ma il trend non interessa solo la Svezia, dove tutto ha avuto inizio. Si sta investendo nel Regno Unito, con il Caledonian Sleeper tra Londra e Scozia – e le sue flotte di nuovi vagoni di lusso, veri e propri alberghi su binari; in Francia, con la SNCF che ha lanciato il programma sostenibile a premi per i viaggiatori OuiGreen – che consente dlle persone di utilizzare le miglia del treno sui veicoli elettrici in città (e ha annunciato la volontà di reintrodurre anche il treno originale Orient Express); e in Svizzera ÖBB sta prendendo in considerazione il rilancio delle rotte notturne verso Germania e Italia.

Se da una parte l’investimento in nuove linee ferroviarie a lunga distanza consente alle persone di attraversare il continente senza stress e impatto ambientale, dall’altra parte pianificare un percorso via terra a volte può essere difficile. Tuttavia, ci sono alcune piattaforme digitali dedicate proprio ad aiutare i viaggiatori a organizzare il viaggio. Guardando all’estero, il gruppo Facebook di Tågsemester, ad esempio, vanta oltre 90.000 membri che condividono consigli sui viaggi in treno, mentre Seat61 è stato progettato appositamente per aiutare le persone a mappare i percorsi in tutto il mondo con facilità.

In Italia ci sono parecchi portali interesssanti, come ViaggiareSlow e ViaggioSostenibile, piattaforme per trovare un B&B eco-friendly come Ecobnb, e addirittura un festival dedicato, lo Slow Travel Fest. Addirittura Trenitalia quest’anno è uscita con una serie di guide per viaggiare in Italia alla scoperta di tesori tra mare, montagna e città “da raggiungere comodamente in treno”. E anche Lonely Planet Italia si impegna con parecchie segnalazioni di viaggi su rotaia.

Il flygskam e lo slow travel stanno cambiando la percezione di cosa significhi viaggiare, ma anche del valore della parola lusso. Una parola che non è più (solo) legata ai brand, ma sempre di più al privilegio di rimettersi in contatto con la terra, respirare aria pulita, apprezzare le cose semplici della vita. E lo stanno capendo molte realtà. Il programma di TripAdvisor GreenLeaders propone un approccio alternativo presentando le migliori strutture ecologiche. La società di energia rinnovabile Neste ha lanciato una destinazione per le vacanze “senza rifiuti”, coadiuvati da Luxury Trains Club. Il brand di Amburgo Sleeperoo va oltre e fornisce tende pop-up sostenibili dedicate alle persone che vogliono immergersi in ambienti mozzafiato.

Questa apertura aiuta anche il viaggiatore a scoprire nuove mete. È il caso della Slovenia, una delle nazioni europee ad aver visto il boom del turismo alla ricerca di sostenibilità. Il suo piano Green Scheme of Slovenian Tourism – riconosciuto a livello internazionale – valuta le varie strutture del Paese in base a diversi criteri, con le conseguenti etichette Gold, Silver e Bronze che servono a rafforzare il loro appeal. Parecchie altre destinazioni ne stanno seguendo l’esempio. La mitica Isola di Wight ha lanciato una guida turistica slow.

Un’ultima considerazione va fatta sulla Generazione Z, fortemente influenzata da Facebook e Instagram (uno studio di Expedia parla addirittura dell’84%), due piattaforme che fomentano il movimento contrario al prendere un aereo. L’hashtag #jagstannarpåmarken (con il suo corrispettivo inglese #StayOnTheGround) appare sempre più spesso sotto foto di vacanze per evidenziarne il costo ambientale.

Non solo: account come @HowNotToTravelLikeABasicBitch, @thegirlgonegreen e @greensuitcasetravel stanno incoraggiando un approccio più consapevole e rispettoso al turismo. Forse anche Instagram sta facendo la sua parte, e post più ecocompatibili potranno davvero tradursi in importanti cambiamenti culturali per le nuove generazioni.

Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Dallo scorso novembre è in libreria con il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale (Franco Cesati Editore).