Come stanno cambiando le relazioni con gli animali domestici

The Honest Kitchen: cibi per animali quasi per umani

Siamo sempre più attenti ai processi di produzione degli alimenti, anche quando si tratta di animali domestici. La nuova generazione di padroni – anzi, genitori! – ha iniziato a proiettare valori tipicamente umani sulla salute e il benessere dei propri quattro zampe. Ci sono aziende che hanno intercettato questa tensione culturale: The Honest Kitchen ne è un esempio, con cibo buono che nulla ha da invidiare a quello per le persone, con una selezione di pasti e dolcetti per cani e gatti, tra cui cozze blu e verdi, bevande al latte di zucca speziata e pranzetti senza cereali ma con patate, spinaci, mele, banane e alghe. Ma questo cambio culturale interessa anche le multinazionali come come Nestlé, ad esempio, che in India spinge con il suo ottimo marchio di alimenti per cani Supercoat; o come ButternutBox, un servizio britannico di cibo cucinato in casa in abbonamento.

Quando gli influencer sui social media sono dei cani

Oggi anche i petinfluncer hanno il loro spazio e pubblico. Ad aprire la strada, nel 2015 la piccola bulldog francese Chloe – che ben presto si è resa conto che avrebbe avuto la necessità di avere una qualche realtà che la rappresentasse. Le cifre diventano importanti. Solo per darvi un parametro economico, un mese fa The Guardian ha parlato di post da 3.000 a 15.000 dollari. Star internazionali sono la piccola Tuna Melts My Heart (da due milioni di follower), il collettivo Harlow and Sage, il bassotto Crusoe the Celebrity Dachshund. Della The Dog Agency fanno parte ad esempio un blog, PetInsider, e due canali Instagram più generalisti: Dogs of Instagram e Cats of Instagram. Questi touchpoint amplificano così tutta l’attività della scuderia delle celebrità dei quattro zampe. In Italia i numeri sono ancora piccoli, ma qualcosa si muove, come con Buck il Pissione.

Dogspotting: il gruppo degli avvistatori di cani

E parliamo ancora di cani. Certo, i gatti sul web sono le vere mascotte sulla cresta dell’onda, ma i cani stanno rivendicando il loro momento. Dogspotting è un gruppo su Facebook dove le persone condividono le immagini degli incontri casuali che fanno con i quattro zampe. Tra le regole di accesso, “don’t post your own dog or a dog you know! Dogspotting is a game, sport and lifestyle of spotting random dogs you encounter.” e “no spots of dogs in locations you’d expect to see them, such as dog parks or beaches, vets, pet stores, dog parades, et cetera” – dunque solo cani sconosciuti (altrimenti c’è un secondo gruppo, Dogspotting Society, e foto in luoghi inaspettati. Vi chiederete: cosa c’è di così attraente nel fotografare gli animali domestici di altre persone come fosse un’attività sportiva? Qualcuno ha provato a trovare la risposta.

Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Dallo scorso novembre è in libreria con il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale (Franco Cesati Editore).