Come sta cambiando il nostro modo di fare shopping

Dopo aver parlato dei nuovi comportamenti riguardo al tempo libero, al lavoro e al benessere personale, oggi facciamo un approfondimento su come sono cambiate le modalità di acquisto negli ultimi tempi. Si parla dell’auto-indulgenza, dell’importanza delle community, del contatto diretto con chi vende, della moda senza etichette e delle scatole in abbonamento.

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Un regalo per segnare un momento

Man mano che gli stili di vita diventano più veloci e la tecnologia trasforma l’esperienza di vendita al dettaglio, le persone sono alla ricerca di modi per stare dietro alle principali celebrazioni culturali come Natale, San Valentino e Pasqua, così da dare un nuovo significato a questi momenti (per gli altri e per sé stessi).

Gli acquisti diventano una scusa sia per festeggiare, che per segnare un momento. Ci si fa un regalo per aver firmato un contratto oppure dato l’ultimo esame prima della laurea.

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Il contatto diretto con chi vende

In un’epoca che vede le persone cercare connessioni significative nella loro vita quotidiana, alcuni rivenditori – spesso multibrand – stanno colmando una lacuna fornendo una narrativa più social per i loro clienti, ossia mostrando le storie sui prodotti o proponendosi come canale per i clienti per incontrarsi. Non stanno solo offrendo uno spazio tra online o offline, ma ampliando un senso di comunità.

Spinte da piattaforme social come Instagram, che ha iniziato a consentire agli influencer di vendere direttamente utilizzando una funzione di check-in, le persone desiderano prodotti approvati da persone che conoscono o sentono di conoscere.

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L’abbandono delle etichette

Lo status symbol offerto dai brand si allontana sempre di più dall’ostentato, preferendo un approccio più modesto ed etico. Oggi il lusso di alta qualità non ha più bisogno di grandi loghi, ma di un ritorno al genuino e all’artigianale. In generale, anche la maggiore accessibilità al lusso porta le persone a fare affidamento su forme più sottili di distinzione sociale. A volte, al giorno d’oggi è sufficiente che le persone sappiano che stanno acquistando da grandi catene.

Fare scelte semplici ma affidabili, in questo senso, può anche compensare l’affaticamento decisionale. La società di vendita diretta Brandless minimizza la paralisi della scelta offrendo un solo prodotto in ciascuna delle sue linee a un prezzo forfettario di 3 dollari. E grazie a un’etichettatura pulita e minimal, si concentra sugli ingredienti naturali di ogni articolo.

Non sono solo le percezioni visive delle persone sui brand che stanno cambiando. Il logo musicale di Mastercard (“mogo”) ha introdotto anche un’identità sonora che va oltre la semiotica. Eccolo qui.

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Le scatole in abbonamento

È un argomento che avevamo già trattato qui: davanti alla possibilità di risparmiare tempo e ridurre al minimo il processo decisionale, i servizi di abbonamento stanno proliferando in tutti i settori, dall’arredamento alla bellezza, fino, ovviamente, alla moda. Tuttavia, mentre alcune persone scelgono questa modalità per eliminare la seccatura delle esperienze di shopping tradizionali, altre persone lo scelgono per regalarsi un po’ di “serendipità” nella loro vita.

Non sono solo i beni di lusso a essere interessati dal fenomeno. Rockets of Awesome offre consegne trimestrali di abbigliamento per bambini, così da accompagnarne la crescita. Negli Stati Uniti, il KIDBOX di Walmart elimina anche lo stress di sostituire i vestiti dei più piccoli, con sei pacchetti annuali su misura per la personalità e il colore preferito.

L’auto-dono, inteso come regalo auto-indulgente, è un fattore determinante dietro il boom delle scatole di abbonamento. Merito dell’elemento di eccitazione e sorpresa sia durante l’attesa che durante il momento di aprire la scatola (e ricondividerlo sui propri social).

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Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Per Franco Cesati Editore ha pubblicato il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale e il manuale di scrittura per il turismo Immaginari per viaggiatori.