Come organizza un viaggio la Generazione Y: parola ai nuoker

C’era una volta Nuok, una rivista di viaggio nata a New York City nel 2009. Negli anni è cresciuta parecchio: si è allargata a tutte le più belle città del mondo, ha accolto a braccia aperte più di duecento ragazzi, ha portato a casa svariati riconoscimenti internazionali ed è entrata nelle librerie con tre guide turistiche con Bur Rizzoli. Poi è successo che nell’autunno 2017 ha chiuso per una ragione piuttosto semplice: aveva perso di freschezza. Non è stato facile ammetterlo. E infine, la magia. L’inizio del 2019 ha acceso un sogno, quello di tornare a viaggiare, e tornare a divertirsi. Questa volta in modo più leggero, senza bagagli extra. E così Nuok si infila un paio di scarpe comode e si rimette in cammino, dieci anni dopo la prima volta.

Da sempre, chi scrive per Nuok si chiama nuoker, come conferma ormai anche la Treccani. Per questo speciale dedicato al viaggio, abbiamo pensato di chiedere a 20 di loro come organizzano i loro viaggi – raccogliendo contributi da chi fa parte dei cosiddetti Millennial, la Generazione Y nata tra il 1981 e il 1995. Quello che ne è venuto fuori è uno spaccato molto interessante, che vede la ricerca di autenticità e dei consigli dei local al primo posto, l’occhio ben saldo sul portafoglio, un po’ di diffidenza verso gli influencer e un amore ancora ben saldo per la carta. Buona lettura!

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Silvia Pellegrino
guida turistica
Galatina

Scegliere la meta di un viaggio è sempre difficile: ultimamente però, la mia, è dettata soprattutto dall’economicità dei voli. Innanzitutto, faccio una ricerca dei voli diretti dagli aeroporti a me più vicini e poi guardo al prezzo. Quando dovrò organizzare invece un viaggio fuori Europa punterò al mio interesse personale, ho la mia classifica di viaggi dei sogni e quindi quella avrà la priorità.

L’organizzazione del viaggio comprende poi alcuni piccoli riti che partono dalla ricerca su internet dei più bei posti da visitare e, di conseguenza, alla preparazione di un itinerario (che verrà poi sempre stravolto nelcorso del viaggio!). Tendo ad affidarmi poco al mondo dei social e degli influencer in generale, perché preferisco scoprire da me piccoli negozietti o ristoranti, magari meno turistici. Tendo invece a farmi influenzare da loro quando segnalano musei o paesini più nascosti, lasciandomi così condizionare dalla bellezza delle immagini che possono pubblicare.

L’unico dispositivo elettronico e tecnologico che porto con me durante il viaggio è il cellulare e l’app che utilizzo di più sicuramente Google Maps, che mi aiuta negli spostamenti a piedi o con i mezzi pubblici. Subito dopo poi utilizzo Instegram per pubblicare nelle stories alcune fotografie della giornata.

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Cristina Danini
studentessa
Torino

Viaggio quasi sempre col mio ragazzo, quindi scegliamo insieme la meta. I criteri sono diversi: certo, le città o le regioni che vorremmo vedere perché ci incuriosiscono a pelle o ne abbiamo sentito parlare bene, ma anche le offerte del momento e quel che vorremmo trovare (ad esempio se abbiamo voglia di andare un po’ al mare, o se cerchiamo un clima fresco… o vogliamo fare un viaggio enogastronomico, siamo golosoni).

Scegliamo gli hotel cercandoli su internet, in autonomia o seguendo i consigli di siti (i nostri preferiti sono Poracci in Viaggio e Pirati in Viaggio); li selezioniamo per prezzo, quartiere, qualità, cercando sempre di vedere qualche foto e leggere almeno un paio di recensioni. Per i ristoranti in parte facciamo la stessa cosa, ma ci riserviamo di controllare sempre di persona, ed esplorare sempre e comunque il posto. Più volte siamo stati benissimo in locali di cui internet ignorava l’esistenza!

Non siamo molto tecnologici in realtà, quindi a parte qualche ricerca su internet, non consultiamo app. Portiamo con noi solo i cellulari e un mp3, perché se c’è un rituale che non abbandoniamo è trovare la musica giusta per ogni viaggio.

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Alessia Carlozzo
media relations manager & digital PR specialist
Milano

Per me la meta di un viaggio è sempre legata ad uno stimolo del momento, che nasce spesso da un libro o da un film, e che mi fa innamorare di un luogo preciso. Preferisco risparmiare sull’alloggio, lo sfrutto poco, e negli ultimi anni ho iniziato a prediligere Airbnb per la maggior indipendenza che ti dà. L’unica costante è la passione per il turismo gastronomico che orienta di molto l’itinerario.

Per i piatti da provare faccio ricerche approfondite prima di partire, affidandomi spesso alle testate di settore. In viaggio mi capita di consultare Tripadvisor anche se generalmente mi lascio guidare dall’istinto. Non seguo invece influencer o travelblogger, mi sembra che diano una fotografia eccessivamente “filtrata” dei luoghi che visitano.

Non sono una viaggiatrice molto hi-tech, ma nello zaino non manca mai l’iPad dove caricare diversi libri e batterie esterne per lo smartphone. Sono molto affezionata al cartaceo, il mio piccolo rito prima di ogni partenza è comprare la guida Lonely Planet e appuntarmi tutti i posti imperdibili. Non manca poi la lista dei patrimoni Unesco da visitare, che segno nell’app World Heritage. Da anni ho una sfida aperta con un amico: vincerà chi riuscirà a vederli tutti (o quasi)!

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Gabriele Sebastiani
giornalista, content e social media manager
Torino

La scelta della destinazione è un compromesso tra desideri personali e budget a disposizione, al di là del tempo effettivo per viaggiare. Non è raro che scelga una meta, specie se in Europa, a seconda della convenienza del biglietto, magari dopo un controllo incrociato su Skyscanner e Volagratis.

Stesso discorso vale per l’hotel o l’appartamento prenotato: Booking e Airbnb garantiscono grandi affari, spesso in posizioni strategiche per raggiungere tutto in poco tempo. Al contrario, visto che amo provare l’autentica cucina locale, cerco di consultare TripAdvisor soltanto all’ultimo, per certificare la qualità di un ristorante in cui mi sono imbattuto per caso.

Il mio profilo Instagram è tagliato sui viaggi che riesco a organizzare. Durante la vacanza – magari alla sera, prima di andare a letto – organizzo mentalmente la programmazione, scegliendo quali delle foto scattate pubblicare per ottenere una griglia coerente a livello temporale e cromatico. Insieme a me non possono mancare il mio iPhone, la macchina istantanea e una batteria portatile. Sebbene mi sia capitato di guardare video di alcuni travel blogger, come Human Safari, raramente traccio i miei itinerari su quelli percorsi da loro: preferisco ascoltare e annotare consigli di colleghi o amici. Lo trovo più personale.

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Alessandra Florio
digital strategist
Milano

La meta di viaggio nasce da un sogno. O per consiglio di amici. Diciamo 45/45 fra queste due. Negli ultimi anni, Instagram ha conquistato quel 10 mancante: chi della Generazione Y non si ritrova imbambolato davanti a uno scatto stupendo?

L’incanto per me si ferma appena oltre lo schermo: blogger e influencer di viaggio sono sempre una fonte di sorprese e di notizie (un po’com’è stato Geo&Geo alla tv), ma il viaggio è soprattutto una sorpresa e preferisco di gran lunga muovere più i piedi sulla terra e meno le mani sulla tastiera per scoprire un luogo. Quindi largo a escursioni con smartphone e reflex (con caricatore e batteria di riserva, ovvio!). Momondo o Skyscanner per le offerte aeree; per il pernottamento, Hostelworld o AirBnb sono a un clic di distanza; per mangiare, certe recensioni online sono utilissime, ma volete mettere le quattro chiacchiere con i local e i loro consigli!

Riti prima di partire? Certo! Consultare il meteo e scaricare le app della destinazione. Per esempio, conoscete Aurora Forecast?

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Chiara Di Cillo
designer
Roma

“Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.” – diceva Josè Saramango. Il pensiero che c’è un viaggio dietro l’angolo mi aiuta ad affrontare la quotidianità. Scegliere la meta è l’inizio di una nuova avventura e la decisione è sempre ben ponderata.Vado a sensazione, leggo molto e mi lascio ispirare da libri e racconti. I ristoranti e gli hotel li scelgo sia sul web che live, mi affido ai local per evitare posti turistici e individuare quelli autentici.

Chiedo ad amici e conoscenti, il passaparola è un mezzo efficace! Stesso discorso per dormire: prediligo pensioni o affittacamere per immergermi maggiormente nei luoghi che visito. Cerco ispirazione tra le immagini che transitano online e su instagram, non mi sono mai avvalsa di un’app. Se incontro in rete blogger o influencer di viaggi, scelgo di seguirli solo se raccontano i luoghi come viaggiatori e non da turisti.

Wifi portatile e power bank sono compagni di viaggio indispensabili. Prima di un viaggio preparo un planning digitale e uno cartaceo con le info utili e le tappe imperdibili. Il primo lo condivido con i compagni di viaggio, l’altro lo porto con me per annotare luoghi e sensazioni. Mi considero della vecchia scuola, ma con un pizzico di tecnologia.

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Lorena Peci
giornalista e copywriter
Catania

Nello scegliere la meta di viaggio di solito mi lascio trasportare dagli eventi. Non ho quasi mai pregiudizi sui luoghi da visitare e ho imparato che anche le città più piccole e dimenticate possono rivelarsi un’ottima meta. Negli ultimi anni mi sono spostata parecchio per ragioni lavorative, per raggiungere festival, fiere e eventi.

Mi affido a ciò che mi raccontano di un luogo le persone che lì hanno vissuto per lunghi periodi e in generale leggo blog di viaggio facendo una cernita tra quelli più accurati e approfonditi. Per ristoranti e hotel invece internet è ormai diventato indispensabile: trovo tutto lì, consultando siti come Tripadvisor e Booking.

Una volta individuata una struttura, provo a scoprirne di più spulciando sito internet e pagina Facebook. Se posso chiamo pure. Non mi bastano solo le “belle foto” e non ho molta familiarità con gli influencer, per questo cerco tanti riscontri da recensioni, articoli ecc… Con me porto sempre lo smartphone e prima di partire ho l’abitudine di controllare il meteo della città in cui andrò.

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Marcella Boschi
brand & communication officer
Napoli

Il mio modo di viaggiare è figlio di due epoche: una in cui la scoperta avveniva con l’esperienza personale raccontata da cartoline che non arrivavano mai e pellicole da sviluppare, e quella attuale in cui la scoperta avviene prima dell’esperienza personale grazie alla possibilità di sbirciare in diretta i viaggi degli altri.

Scelgo le mie mete partendo da desideri precisi, ma spesso le cambio seguendo l’istinto di andare altrove, anche grazie alla home di Instagram. Lui sa che il mio tema preferito sono i viaggi. Consulto sempre guide cartacee destinate alla mensola dedicata al collezionismo da viaggio e che sfoglio, piego e sottolineo direttamente sul volo di andata, ma “se cerco con il tag #india mi faccio un’idea!” è un piccolo cedimento che mi concedo prima di partire.

Mi affido alle guide per capire la ristorazione del luogo, ma cerco di non seguirle religiosamente facendomi affascinare da quel-posticino-che-ho-visto-prima o dai consigli dei locali. Non faccio riferimento a influencer in particolare in quanto preferisco i consigli dei locali e i raccoglitori di esperienze di viaggio come Nuok, per scoprire sempre qualcosa che le guide tradizionali non hanno riportato. Mai senza: smartphone, mini-obiettivi per cellulare e, da poco, la mia nuova polaroid.

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Livia Di Giammatteo
stagista in comunicazione aziendale
Roma

Due sono i motivi che mi spingono a visitare un posto: il cibo e il risparmio. Il primo mi ha portato a visitare Napoli quattro volte negli ultimi dodici mesi, il secondo a prenotare un volo per Sofia a 9,90€… a gennaio. Ho speso di più per gli indumenti termici che per il viaggio.

Potrei dire che scelgo gli hotel per la vista o per la posizione, la verità è che mi faccio conquistare dalle foto del buffet della colazione. Se sono alla ricerca di spunti consulto Pirati in viaggio, ma non sono fidelizzata a nessuna app. Non seguo i travel blogger, preferisco farmi consigliare da persone che conoscono meglio i miei gusti. Prima di partire per una meta chiedo consiglio a chi c’è già stato e stilo una lista di cose da fare, riunendole per tappe vicine.

Porto con me solo il telefono se il viaggio è breve, altrimenti anche PC o iPad per lavorare o guardare un film. La cosa più importante è non dimenticare le cuffiette! 

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Eleonora Masi
Insegnante di inglese
Bologna

La mia lista dei desideri di viaggio si compone di Paesi che trovo affini ai miei interessi e la cui storia mi affascina più di altre. Scelgo un hotel in base al rapporto qualità-prezzo, consultando piattaforme come Booking.com, in qualche caso seguo il consiglio di amici che ci sono già stati.

Lo stesso dicasi per i ristoranti, per cui mi lascio influenzare anche da recensioni e soprattutto Instagram post di amici o profili dedicati al cibo e al viaggio. Le immagini su Instagram contano, non per la scelta della meta in sé, ma delle più piccole destinazioni una volta giunti alla meta. Mi fido di blogger che seguo a prescindere e si sono già recati dove scelgo di andare.

Prima non potevo separarmi dalla mia fotocamera digitale, ora l’unico dispositivo elettronico che porto in viaggio è il mio smartphone, con cui immortalo anche i momenti salienti. Escludendo la preparazione della valigia (per me sacra, specie nella stesura della lista delle cose necessarie per ottimizzare al meglio tempi e spazi) e l’acquisto di una guida Lonely Planet, non ho particolari consuetudini. Per soggiorni più prolungati in Paesi considerati “a rischio”, mi iscrivo al sito della Farnesina, è un rito digitale?

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Martina Crapanzano
Content Manager
Catania

Per me viaggiare è mettere il computer nello zaino e uscire di casa. La meta la scelgo in base a un impulso o a un’offerta low cost, raramente organizzo i viaggi con anticipo e solo quando prevedo di farne uno che supera i 7 giorni. Lo stesso vale per i luoghi in cui vado a mangiare: mi siedo nei posti tipici e quando mi viene fame.

Un discorso a parte è dove scelgo di pernottare. Prediligo appartamenti o B&B, difficilmente hotel, vicino a fermate metro o bus per muovermi per la città in autonomia. I social non influenzano la mia scelta. Compagne fidate sono la Lonely Planet Pocket, perché offre itinerari letterari interessanti e non turistici, e l’app Splitwise, per tenere in ordine i conti se viaggio in compagnia.

Difficilmente cerco le esperienze di influencer o travel blogger, preferisco chiedere opinioni ad amici e nuoker. Uno dei miei pochi riti è portarmi un libro, finirlo prima di tornare e comprarne uno nella lingua originale del luogo in cui sono andata.

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Jennifer Mallegni
web communication
Camaiore

Negli ultimi anni ho avuto modo di considerare certe destinazioni di viaggio (come Cile, Giappone, Giordania) grazie alle foto condivise sui social e agli articoli di blogger che seguo assiduamente. Se l’ispirazione coincide con voli dai costi abbordabili e da aeroporti raggiungibili facilmente dalla mia zone, si parte!

Quando scelgo un alloggio vado sui motori di ricerca e prenoto la struttura con il miglior rapporto qualità-prezzo, rispetto a distanza e pulizia (solitamente scelgo b&b e appartamenti). Sui ristoranti la prima volta che vado in un luogo mi faccio consigliare dai local per provare un’esperienza di cucina locale tradizionale (non “fancy”), mentre nella mia zona e dintorni – dove ormai conosco tutto – cerco ispirazione sui social network.

Per me Instagram è fondamentale dopo che ho deciso la meta: cerco le foto per posizione per trovare i luoghi più fotografati e instagrammabili. Le blogger sono una grande fonte di inspirazione: prediligo però viaggiatori “normali”, che fanno altro nella vita e poi raccontano le loro esperienze nel loro blog personale. Mi sento più vicina al loro modo di viaggiare, rispetto agli influencer.

Come tecnologia i must have sono: smartphone, mirrorless ed action cam. La sera prima si caricano, cerco gli indispensabili (batterie, schedine…) e metto il tutto nello zaino principale.

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Martina Dal Cengio
dottoranda
Pisa

L’idea per la meta del mio prossimo viaggio nasce quasi sempre in libreria, dove mi incanto nel reparto delle guide, scegliendo i titoli a me meno familiari e scontati. Dopo di che mi affido (solo) a selezionate influencer di viaggio, alle quali mi sento allineata nei gusti e nella visione del mondo, e i cui suggerimenti diventano davvero tappe imprescindibili nei miei giri.

Le fotografie in cui mi capita di imbattermi sui social hanno il merito di rendere più intrigante una meta a me sconosciuta, o hanno il potere di evocare memorie di viaggi passati, ma confesso di dosare molto il ricorso all’immagine quasi per non rovinarmi l’effetto sorpresa in viaggio e potermi creare delle mie personali rappresentazioni mentali. Nella scelta di un ristorante mi affido molto al mio istinto guardando piccoli (e fondamentali) dettagli come il menù, l’arredamento, la musica di sfondo. L’hotel, o più spesso l’appartamento, lo scelgo invece preferendo zone non troppo turistiche che mi lascino l’impressione di potermi immergere nell’autenticità del luogo.

In viaggio con me non manca mai la macchina fotografica, ma se posso stacco invece completamente dal cellulare. Il mio rito prima di partire? Compro un libro ambientato nella mia destinazione o scritto da un autore di quel luogo. 

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Umberto Moroni
product marketing manager
Milano

La mia prossima meta di viaggio è ad attendermi in un resoconto appassionante ascoltato a cena, in una tariffa aerea imperdibile su I Know the Pilot o nel divano-letto di un amico pronto ad aprirsi nel weekend. Nella scelta degli itinerari faccio affidamento sulle raccomandazioni da parte di un local o di viaggiatori che percepisco simili a me nel modo di viaggiare: ogni loro suggerimento pesa quanto 10 post edulcorati di un influencer o 50 recensioni Tripadvisor, scritte da turisti per altri turisti.

In mancanza di raccomandazioni, l’itinerario è il frutto di una specie di caos organizzato. La ricerca parte interrogando Google in maniera molto generica, quasi vaga. Tra un “cosa visitare a..”’ ed un “top 10 delle cose da fare a…”, la navigazione pian piano si addentra in un dedalo di siti di tour operator, recensioni e articoli di blogger, finché non si risolve nella scelta di almeno un paio di attrazioni imperdibili per ogni giornata di viaggio. Nella ricerca fanno capolino anche ristoranti, locali e attività interessanti, che salvo in un’apposita lista di luoghi da visitare creata su Gmap. Arrivati sul posto, consulto lo smartphone e controllo quanti “pin” cadano vicino alla mia posizione sulla mappa. Da dove cominciare? La risposta di solito la trovo in un’ultima sbirciatina a recensioni e profili social.

In questo caos organizzato, Instagram sta al viaggio come il trailer sta a un film: cerco un’anteprima dell’esperienza di viaggio, mi lascio incantare da storie e filtri quel che basta per capire se mi piacerà, poi chiudo tutto quando sento arrivare l’effetto spoiler.

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Eleonora Tricarico
copywriter
Gallipoli

Come viaggio? Dunque: il mio sogno è di raggiungere almeno cento paesi al mondo, quindi una volta adocchiate le mete ancora sconosciute, scelgo poi quella più facile da raggiungere. Con la stessa facilità prenoto l’alloggio (spesso ostello): semplicemente, il primo tra i risultati ricercati sui portali.

Ciò non accade per i ristoranti: dove mangiare lo scelgo nel momento dell’arrivo e mi lascio influenzare dagli abitanti del posto. Se un piatto o un cibo particolare lo trovo su Instagram, mi lascio condizionare, ma da brava social media manager riesco a risalire al grado di attendibilità della fonte. Insomma: bello da vedere sì, ma deve essere prima buono da gustare.

Viaggio alla rinfusa, prenoto e non programmo, per non rimanerci troppo male qualora il viaggio dovesse saltare. Non consulto siti, niente app, se un blogger/influencer è “sincero” nelle segnalazioni tendo a fidarmi di quanto scritto, ma – ad essere onesta – mi capita di leggere gli articoli sempre dopo il mio ritorno. Viva le guide di viaggio. Solo mappe cartacee e il telefono, che spesso si sostituisce alla fotocamera, per viaggiare leggera e zaino in spalla.

Riti particolari? Sì. Preparo lo zaino, Biagio, solo l’ora prima della partenza e invio il mio check-in online a più dispositivi. Non si sa mai.

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Silvia Sala
fotografa
Venezia

Partendo dal presupposto che non esiste un luogo che non vorrei visitare e che quindi al momento delle vacanze ho di fronte a me numerose scelte, solitamente mi lascio guidare nella scelta della meta dai prezzi. Prima di tutto cerco i voli più convenienti e mi lascio ispirare. Dopodiché controllo i prezzi di ostelli e Airbnb per le date dei voli che ho trovato e se anche questi sono economici, prenoto. Viaggio sempre il più low cost possibile per poter potermi permettere una vacanza in più la volta dopo.

Per quanto guarda i ristoranti mi affido ai consigli dei blog che trovo su internet o su Instagram. Se un posto mi sembra buono, accogliente ed economico, lo provo. Mi fido molto del mio istinto e devo dire che non mi ha praticamente mai delusa. Non seguo nessun influencer o blogger di viaggio in particolare: quando ho bisogno di informazioni cerco su Google e leggo vari blog che mi capitano.

Viaggio solo con smartphone e fotocamera, non ho bisogno di altri strumenti tecnologici perché principalmente mi serve Google Maps. Con me ho comunque sempre la guida cartacea, che compro prima del viaggio: le informazioni reperite in rete le trascrivo su dei post-it che incollo tra le pagine.

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Nicoletta Sorge
copywriter
Milano

Il mondo digital è un motore potentissimo, l’innesco per ogni viaggio e il mezzo che permette di orientarsi in loco quando si ha già lo zaino in spalla. Il mio smartphone è pieno di app per prenotare voli, hotel e ristoranti. Una volta definita una destinazione, è online che cerco molte delle informazioni su dove alloggiare, dove mangiare, e le immancabili “10 cose da vedere” nelle varie città.

Blog e siti di viaggi sono diventati un faro, uniti ai suggerimenti di influencer e amici che arrivano dal potente Instagram. Ogni volta che qualcuno visita un luogo corro a scorrere tutte le sue Stories in attesa del consiglio migliore, della chicca.

Internet sembra essere una gigantesca agenzia di viaggio. Eppure manca sempre qualcosa. Mancano i consigli degli amici fidati, dei colleghi esperti di vino, arte, architettura. Mancano i profumi che ti invitano a scegliere un ristorante che non è nelle guide e la voglia di perdersi un po’. Il mio viaggio forse inizia con un click, ma finisce sempre con l’ultima pagina della guida cartacea della Lonely Planet.

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Ilaria Piampiani
ufficio stampa
Milano

Quando decido di partire per un viaggio la scelta della meta dipende molto anche dal mio stato d’animo e dalla stagione: dove voglio vivere al meglio il mio ottobre? L’autunno dove dà il meglio di sé? Per quanto riguarda l’hotel, punto sulla pulizia e la familiarità di un posto, dove sentirmi a mio agio, sempre con un occhio alla posizione per non avere lo stress aggiuntivo dei mezzi.

Quando viaggio solitamente scelgo di fare un pranzo veloce per poi scegliere di andare al ristorante la cena ma mai a caso: mi informo e confronto con le mie amiche viaggiatrici che magari sono state in quel posto, non considero mai ristoranti turistici o che hanno troppi coperti, e prediligo menù locali. Uso spesso instagram in viaggio, mi piace postare le foto più belle e significative, ma nei momenti di relax, senza rubare tempo all’esperienza.

Non mi capita mai di usare app di viaggio e non seguo travelling influencer perché ognuno ha i suoi tempi e le sue possibilità per viaggiare. Per quanto riguarda la tecnologia, porto solo il mio telefono ma ho intenzione di comprare una macchina fotografica per iniziare a fotografare il mondo con un obiettivo più grande.

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Marta Gerbino
content specialist
Treviso

Quando scelgo la meta di un viaggio, mi baso prima di tutto su un fattore fondamentale: la disponibilità economica del momento. Dopodiché mi lascio influenzare da ciò che trovo sul web, specialmente su blog e social network. Instagram di sicuro è il canale principale da cui prendo spunto, prima e durante il viaggio, per scoprire e annotare nomi di luoghi da visitare, di ristoranti e chicche imperdibili – lo stesso discorso vale con articoli di blog e siti di settore.

In generale tendo a fidarmi abbastanza – o comunque mi incuriosiscono e prendo nota – delle esperienze di blogger e influencer, anche se tendo a dar meno credito a quelli con “i grandi numeri” o dal modo di fare troppo commerciale: il più delle volte noto poca spontaneità.

Ecco, ammetto che quando viaggio (ma non solo) non potrei mai fare a meno dello smartphone, proprio per via di Instagram. Nello smartphone inoltre tengo sempre una mappa con tutti i posti da vedere, divisi per categoria, rigorosamente preparata dopo accurate ricerche: se non la avessi non riuscirei a partire tranquilla.

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Genny Di Filippo
content manager
Pescara

Come scelgo una meta di viaggio? Mi lascio guidare dalle sensazioni che mi suscitano le cose che vedo e leggo durante l’anno, dai temi di cui si dibatte, dalle esperienze che mi piacerebbe fare. Sfoglio riviste, guardo documentari e osservo i contenuti condivisi su Instagram, ma solo alla fine.

Nei miei viaggi cerco l’autenticità e spesso i luoghi raccontati attraverso delle immagini troppo lavorate potrebbero influenzarmi in modo sbagliato. Così mi lascio ispirare da Instagram solo dopo aver fatto il primo passo, ovvero scegliere la meta, mentre mi affido a blogger, influencer e magazine di viaggio che reputo in linea con ciò che cerco, e ai quali nel tempo mi sono affezionata, per una prima selezione.

In viaggio porto sempre lo smartphone e la macchina fotografica: il primo lo utilizzo anche per cercare ristoranti e hotel – e su questo sono ancora legata a Booking e Tripadvisor, anche se sulle recensioni ho sempre un occhio di riserva – la seconda è una fedele compagnia dei momenti più belli. Nella mia cartella dedicata alle app per viaggiare Il Meteo, Trenit, Flixbus, TheFork, ma nonostante questo sono ancora una nostalgica: prima di partire faccio sempre il mio itinerario di viaggio a penna!

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