Chi sono le e-girl e come si comportano sul social TikTok

Si trovano principalmente su TikTok e stanno ridefinendo le regole del gioco con uno humor stravagante, consapevole e ironico. Le e-girl sono una sottocultura emergente molto interessante: sono tutte ragazze che amano i giochi e i videogiochi, portano spesso trecce e acconciature fai-da-te, si dipingono il viso con l’eyeliner, si disegnano cuori in faccia e si vestono anni ’90 anche se spesso non sono nemmeno maggiorenni.

Con e-girl, secondo una definizione di Urban Dictionary del 2014, si indica chi “tende a flirtare con molti ragazzi online“. Ma una nuova ondata di e-girl sta imponendo la propria presenza, abbandonando la necessità di flirtare a tutti i costi e celebrando invece un certo stile e atteggiamento. Il personaggio della e-girl rinnovato è ironico, consapevole di sé e – francamente – strano. Queste ragazze sono spesso ispirate da un’estetica K-pop e anime, e su TikTok ballano sui remix delle Spice Girls e si prendono in giro per i loro look.

Alcune e-girl giocano proattivamente con la loro fama, con Belle Delphine, ad esempio, che ha venduto la sua acqua da bagno per 30 dollari ai fan feticisti. Ciò ha portato a far sì che alcuni acquirenti si siano filmati facendo varie cose con il liquido, come berlo o fumarlo. La verità è che la maggior parte delle e-girl respinge lo stigma dispregiativo associato al termine, riformando la sottocultura in una luce meno feticizzata.

La popolarità di TikTok tra i giovani ha visto nascere innumerevoli tendenze e sfide virali. La piattaforma conta trend come il soft grunge, gli e-boy, i cosplay, i goth, i furries e la comunità fetish. Tutte sottoculture emerse grazie al successo dell’app: il 41% degli utenti ha un’età compresa tra i 16 e i 24 anni e, secondo un sondaggio condotto da novembre 2018 sugli utenti coinvolti nel Regno Unito e negli Stati Uniti, il 68% aveva visto il video di qualcun altro in il mese precedente, il 55% aveva caricato un video e il 54% aveva commentato il video di qualcun altro.

La sottocultura e-girl è solo un esempio delle molte comunità incentrate sulle donne che stanno crescendo dai giochi e dal mondo online. Marchi al di fuori del settore dei giochi hanno notato un’opportunità per parlare in modo significativo alle ragazze. Ad esempio, Sephora ha sponsorizzato il GIRLGAMER Esports Festival nel 2018 e il programma Women in Gaming di Facebook con la missione di sostenere la diversità nei giochi, incoraggiare un maggior numero di donne a ricoprire posizioni di comando e lavorare insieme per ispirare il cambiamento.

Nel frattempo, nel novembre 2018 è stato lanciato Girls Level Up, una serie di documentari che spera di ispirare le ragazze a creare giochi, e l’hashtag Twitter #GirlsBehindTheGames celebra le donne in un settore dominato dagli uomini.

La ricerca pubblicata da Quantic Foundry nel 2017 ha mostrato che le donne rappresentano il 69% dei giocatori per i “match tre” (ad esempio Bejeweled) e il 69% per i simulatori di giochi che hanno a che fare con simulazioni di famiglia e fattoria. Al contrario, rappresentano solo il 10% dei giocatori MOBA e appena il 2% per i giochi sportivi. Le YouTuber che parlano di giochi stanno raccimolando un discreto successo, invitando gli sponsor a capitalizzare le proprie basi di fan.

Tiffany Garcia, nota online come iHasCupQuake, ha oltre 6,6 milioni di abbonati, ottenuti in gran parte grazie ai suoi video di Minecraft, permettendole di guadagnare somme considerevoli da entrate pubblicitarie e sponsor. Alcuni marchi di moda e bellezza sono stati esperti nel riconoscere il potenziale del mercato del gioco femminile.

Nel febbraio 2019, MAC ha lanciato una linea di rossetti in edizione limitata in collaborazione con il gioco per cellulare Honor of Kings, che hanno ricevuto 14.000 preordini e sono stati venduti entro 24 ore. Il legame tra moda/bellezza e gioco è interessante e alcuni hanno teorizzato che l’estetica della e-girl è una risposta diretta a una cultura tradizionale che celebra le influencer di social media altamente curate e convenzionalmente attraenti.

Un modo in cui i marchi stanno interagendo con successo su TikTok è attraverso le sfide. Ad esempio, Dazed ha invitato gli utenti a unirsi alla #LassoChallenge per il suo numero di agosto 2019, che aveva il rapper Lil Nas X come star in copertina.

Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto tre guide di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Dallo scorso novembre è in libreria con il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale (Franco Cesati Editore).