Chi sono le Damas cinesi, le active senior della Cina di oggi

Gli anziani cinesi trascorrono tradizionalmente la pensione guardando i nipoti e curando le relazioni con la famiglia, proprio come i nostri anziani accidentali. Tuttavia, man mano che un numero sempre maggiore di giovani generazioni si allontana dalle proprie radici, i pensionati cinesi stanno creando nuovi stili di vita per scongiurare la solitudine e rimanere attivi. Il tema è interessante da conoscere ed ecco perché oggi approfondiremo le caratteristiche del gruppo sociale delle Chinese Damas.

Visitando uno qualsiasi dei parchi e spazi pubblici della Cina è facile vedere persone di una certa età impegnate in balli di piazza, tai chi, kungfu, hip hop, ping pong, scherma e tanto altro ancora. Sorprendentemente, sono proprio gli over60 che rimangono maggiormente coinvolti in queste attività durante tutto l’anno, e la crescente popolazione oggi conta 240 milioni di “damas” (e “pas”, per il corrispettivo maschile). È così che sono state chiamate le donne che nel 2013 hanno influenzato il mercato dell’oro; e adesso il termine è usato in senso più ampio.

La pensione in Cina inizia all’età di 60 anni per gli uomini e 55 per le donne, a seconda del loro campo, e gli anni della pensione non sempre vengono trascorsi pigramente come si può pensare. Le generazioni nate negli anni ’50 hanno visto carestia e disordini politici; hanno conosciuto le difficoltà in prima persona e, per la maggior parte di loro, gli anni d’oro sono stati come un rito di passaggio dopo aver cresciuto famiglie in tempi difficili. Così, hanno iniziato a dare più priorità al proprio tempo libero.

Come in tutto il mondo, il numero di anziani cinesi sta crescendo; nella sola Shanghai ci sono 14,9 centenari per ogni 100.000 persone. Nel 1953, era solo uno. Le Damas e i Pas sono un gruppo ottimista e attivo, con una speranza di trascorrere 20-25 anni in pensione. Gli studi hanno dimostrato che la longevità dipende dal mantenimento di attività e obiettivi, molto più che dalla genetica, quindi non c’è da meravigliarsi che soprattutto le damas di oggi si sforzino di rimanere attive. Già dieci anni fa, Reuters aveva rivelato che 54 milioni di anziani erano coinvolti in un’attività fisica di qualche tipo. Oggi quel numero crescente sta diventando sempre più difficile da mappare, sebbene uno studio condotto dall’International Collaborative Study of Cardiovascular Disease in Asia abbia riferito che il 66% delle persone di età compresa tra 35 e 70 anni svolge un’attività fisica da moderata a vigorosa per almeno 30 minuti ogni giorno.

I nonni cinesi sono tradizionalmente molto legati alle loro famiglie in età avanzata. Durante la politica del figlio unico in Cina, sono state incoraggiate le famiglie “4-2-1”, con quattro nonni, una coppia e un bambino, con ruoli di assistenza che si sono invertiti nel corso della vita. Tuttavia, inevitabilmente, poiché le giovani generazioni si trasferiscono in centri urbani più grandi o all’estero per lavoro, genitori e nonni passano molto meno tempo in famiglia. Così, per colmare il vuoto e combattere la solitudine, i senior cercano da sé la propria felicità. Inoltre, con l’era digitale, le generazioni cinesi più anziane hanno più accesso a fonti di divertimento e di apprendimento rispetto a prima.

Il popolo cinese attribuisce grande importanza a una relazione familiare molto stretta. Ed è per questo motivo che a loro piace tutto ciò che riguarda il fare gruppo e il rendersi utili. Questi bisogni vengono soddisfatti soprattutto facendo da babysitter ai loro nipoti: portandoli a passeggio, accompagnandoli a scuola e così via. Il Journal of Happiness Studies afferma che le relazioni familiari e il coinvolgimento nella comunità sono due dei sette determinanti punti chiave del benessere per gli anziani in Cina.

Al contempo, i casi di depressione variano dall’11% al 57% in varie città della Cina tra le persone di età superiore ai 60 anni, secondo il China Country Assessment Report on Aging and Health. La radice di questo problema potrebbe essere attribuita alla mancanza di coinvolgimento da parte dei propri cari o di una comunità significativa e vicina. Le campagne pubblicitarie in tutta la Cina, come quella di Mars che promuove il suo marchio di cioccolato Dove, hanno come protagoniste le famiglie e spesso usano video emozionali che mostrano la solitudine dei genitori anziani.

Ma oltre a voler trascorrere del tempo di qualità con la famiglia, Damas e Pas stanno trovando felicità nell’esercizio fisico. Tang Dou, ad esempio, è un’app dedicata agli adulti fisicamente attivi, molto usato dalle donne anziane che danzano, in particolare. E infatti, la danza è molto popolare per questa fascia generazionale; il settore, infatti, vale 145 miliardi di dollari. L’app, oltre ad aiutare la ricerca di partner di ballo, offre forum online, chat di gruppo e tutorial, consentendo alle persone di pubblicare i propri video. Tre anni fa, l’azienda ha ottenuto finanziamenti per oltre 25 milioni di dollari, con quasi 40 milioni di utenti attivi mensili.

Il governo cinese sta incoraggiando l’entusiasmo dei senior a favore di una vita sana con l’iniziativa Healthy China 2020, che ha visto l’installazione di attrezzature dedicate nella maggior parte delle aree pubbliche, garantendo inoltre l’assistenza sanitaria di base per quasi il 98% degli anziani in Cina. Nonostante questo, ci si chiede se queste iniziative soddisfino pienamente l’intero spettro delle esigenze degli anziani. Ad esempio, i pensionati in Cina stanno anche tornando a scuola, non solo per gli incentivi finanziari, ma anche per riempire il loro tempo alla ricerca di nuove conoscenze. Tuttavia, le scuole non sono in grado di tenere il passo con la domanda di iscrizione degli anziani. Per darvi qualche numero: in Cina si contano oltre otto milioni di studenti iscritti a scuole per la terza età. L’Università di Shanghai per gli anziani rappresenta 60.000 di quegli studenti, in 24 filiali. E non è un caso che la danza sia uno dei corsi più richiesti e popolari tra le Damas.

E dal punto di vista del digitale? Ci sono 84 milioni di anziani cinesi in Rete. A partire dal 2018, una persona su otto sopra i 50 in Cina ora utilizza Internet su un dispositivo mobile. Sono dati in linea con le strategie dell’app Tang Dou, dove vengono utilizzati contenuti video per far interagire tra loro i senior. A complemento del loro hobby di danza, le Damas acquistano vestiti, tablet dedicati e altoparlanti portatili (nonché cuffie e auricolari), spendendo online fino a 3,6 milioni di dollari al mese. E si prevede che le vendite saranno presto dieci volte superiori a questa cifra.

Se volete saperne di più, questo è un buon approfondimento per capire come queste Damas, e più in generale gli anziani, stiano facendo registrare un inaspettato boom tech.

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Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Per Franco Cesati Editore ha pubblicato il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale e il manuale di scrittura per il turismo Immaginari per viaggiatori.