Che cosa significa essere un UHNWI e come si vive il lusso

Con il termine High Net Worth Individual si indicano i componenti delle élite super ricche; secondo Wikipedia è possibile dividerli anche in very-HNWI (con disponibilità di almeno 5 milioni di dollari) e ultra-HNWI (con disponibilità superiori ai 30 milioni di dollari, quelli che prenderemo in considerazione in questo approfondimento). Secondo i dati forniti da CapGemini a giugno 2016 in Italia gli HNWI sono 228.700, in crescita del 4,5 rispetto all’anno precedente, distribuiti principalmente tra Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte. Di questi, 33 risultano Ultra High Net Worth Individuals. Ma anche a livello globale sono in continua crescita, e ci sono sempre più donne. Ma quali sono diventate le loro preferenze e quali sono diventati i loro valori? A cosa stanno dando più priorità? Quali brand li intercetta?

Spesso li immaginiamo a passare la maggior parte del loro tempo a bordo piscina, su elicotteri di porprietà o appoggiati a delle Ferrari. E in fondo, alcune narrazioni social non sono così distanti; basta dare un’occhiata all’account di Kylie Jenner – la più giovane miliardaria del pianeta – oppure a quello delle sorelle norvegesi Alexandra e Katharina Andresen. Tuttavia, comprendere i desideri e le aspettative di questo mercato è un tema assai interessante. Nel 2018, si sono registrati 71 miliardari sotto i 40 anni nel mondo, ma non si può tralasciare che sono 701 invece chi ha un’età superiore ai 70 anni, detto questo, si prevede che ci saranno molti più miliardari a venire, poiché le giovani generazioni ereditano dai loro parenti. Entro il 2025, si prevede che il numero di UHNWI di tutte le età salirà a 263.500.

Il divario di ricchezza è incredibilmente ineguale; uno studio del 2018 ha rilevato che la ricchezza combinata di tre degli uomini più ricchi d’America era più della ricchezza totale della metà più povera degli americani. Ma vi siete mai fermati a pensare in che modo gli UHNWI spendono i loro miliardi? Come è facile prevedere, jet privati, yacht e immobili rimangono i pilastri.

Secondo il rapporto Wealth X del 2019, il 67% di UHNWI si è fatto da sé, quindi non sorprende che quando si tratta della loro spesa personale, siano interessati a investire e impegnarsi con prodotti e servizi rivolti al futuro. Si tratta quindi di un gruppo intrinsecamente orientato all’esplorazione, sia fisica che mentale, che sposa nuove idee e prospettive. Essendo poi la prima generazione mobile di miliardari, i prodotti che consentono un’esperienza facile e comoda sono in cima alla lista delle priorità. Anche lo stesso rapporto Wealth X rileva come le banche stiano investendo in tecnologia per supportare la crescente domanda di sistemi di gestione patrimoniale personalizzati.

Ma l’aspetto più interessante è, forse, che gli UHNWI stanno anche abbracciando l’innovazione all’interno del campo medico. Elizabeth Currid-Halkett, nel suo rapporto della BBC sui nuovi simboli di status di lusso, ha osservato che, evitando un materialismo palese, i ricchi stanno investendo significativamente di più nell’istruzione, nella pensione e nella salute. Oltretutto, il benessere degli UHNWI non riguarda solo la salute fisica, ma anche il benessere mentale e spirituale. Dunque, si va incontro a un approccio più olistico, dai bagni criologici (famosi anche per Cristiano Ronaldo) ai fine settimana di guarigione dell’anima.

Per esempio, l’esclusiva Golden Door Spa in California nominata la spa numero uno al mondo – è focalizzata sulla riflessione interiore e sulla scoperta di sé, con tanto di escursioni e lezioni di scherma in programma. Oppure l’Aro Ha in Nuova Zelanda, che è un rifugio ecologico a energia solare da 20 milioni di dollari – prenotabile da un massimo di 32 persone alla volta – dove vengono offerti ritiri che includono corsi di consapevolezza e yoga.

dalla pagina Facebook di Aro Hā

I viaggi sono al decimo posto nell’interesse degli UHNWI, rimanendo dietro ai primi tre hobby preferiti dei ricchi: affari, filantropia e finanza. In particolare, l’ospitalità è apprezzata soprattutto quando l’esperienza è esclusiva, ampliata anche attraverso offerte riservate e non elencate online – disponibili solo tramite passaparola o su invito. È il caso, ad esempio, del Blue Lagoon Retreat in Islanda – dove una stanza non quotata può costare 10.500 dollari a notte con un soggiorno minimo di due notti.

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Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Dallo scorso novembre è in libreria con il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale (Franco Cesati Editore).