Baby Boomer e Generazione X: come se la passano gli ex-ribelli

La vita dopo i 60 anni può diventare scoraggiante a causa di problemi finanziari e di salute, ma i Baby Boomer – nati tra il 1945 e il 1960 – e una minoranza dei primi nati nella successiva Generazione X hanno una miriade di modi per liberarsi dei propri pesi, anche grazie alla tecnologia. In tasca: parecchio tempo libero e un buon livello digitale. Via via che le persone raggiungono i 60 anni, iniziano a scegliere attività rilassanti e autoindulgenti, sfruttando al massimo i loro risparmi. In questo contesto, che ruolo assumono i brand?

Lo stereotipo che vuole gli over 60 tecnologicamente arretrati non è mai stato meno vero. Sebbene non siano cresciuti con i social media, sono in realtà sempre più a loro agio nell’usare queste piattaforme, con una forte predilezione per Facebook per rimanere in contatto con la famiglia e gli amici.

Il tema della paura della solitudine è strettamente legato a quello dell’invecchiamento. Nel suo saggio Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste, Marc Augé ci indica che la percezione di chi può considerarsi anziano cambia in base alla cultura in cui una persona vive.

“La speranza di vita è anche un segno di ineguaglianza tra continenti e un indicatore di sviluppo. Nella mia veste di etnologo e viaggiatore non ho mai smesso di incontrare anziani che si sono rivelati più giovani di me quando io stesso non ero ancora molto vecchio. Nell’Africa Nera raggiungere un’età relativamente avanzata è un segno di forza. La prima volta che, in Costa d’Avorio, sono stato chiamato “Vecchio!” non avevo raggiunto i quarant’anni e mi sono sentito lusingato da questa dimostrazione di considerazione. Una sensazione ben diversa e opposta alla costernazione furibonda che ho provato, molto tempo dopo, quando uno sciagurato giovanotto ha fatto cenno di alzarsi per cedermi il posto in metropolitana.”

Dunque, i canali sociali possono essere davvero utili per mitigare l’isolamento. Oltre a utilizzare queste piattaforme per comunicare con i familiari, gli over 60 si uniscono anche a gruppi Facebook per connettersi con altri che hanno interessi simili o che vivono nella stessa zona.

Testimoni delle grandi rivoluzioni di Woodstock e delle proteste per la guerra del Vietnam, i Baby Boomer – direttamente o indirettameente – sono stati veri ribelli. La storia della Generazione X, invece, è stata definita dalla controcultura, oltre che dall’attivismo, con idoli come Kurt Cobain, dalle vite audaci e morti premature. Ora che questi gruppi iniziano a invecchiare, si ritrovano entrambi a non volersi conformare: per molti di loro, avere radici ribelli dà loro una maggiore empatia verso l’incertezza che colpisce le generazioni più giovani.

Le radici nella controcultura rendono questa generazione il pubblico perfetto per le start-up innovative che cercano di sconvolgere la vita quotidiana proprio degli over 60. Gli investitori della Silicon Valley, in particolare, sono sempre più alla ricerca di simili start-up: ad esempio, Honor, che fornisce assistenza a domicilio, ha raccolto finanziamenti per oltre 115 milioni di dollari dal 2014.

C’è poi un settore particolarmente in crescita che riguarda questi ex ribelli: il travel. Gli over 60 mostrano un maggiore interesse per lesplorazione del mondo e secondo l’AARP, quasi tutti i Boomer hanno pianificato di viaggiare nel proprio paese nel 2019 e il 48% ha preso in considerazione viaggi sia a livello nazionale che internazionale. Inoltre, la tecnologia è vitale per la loro esperienza di vacanza, con il 53% che afferma di non poter viaggiare senza il proprio smartphone durante un viaggio internazionale.

Il Freebird Club, fondato in Irlanda, funziona come Airbnb… ma per le persone anziane. Gli host possono aprire la propria casa ad altri viaggiatori di età superiore ai 50 anni o soggiornare in camere extra durante le vacanze. Al momento del lancio, contava solo poche centinaia di membri, ma a luglio 2019 ne contava più di 5.000 in 73 paesi.

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Ma combattere la solitudine non significa sempre incontrare sconosciuti sulla strada. I Boomer stanno investendo anche in viaggi multigenerazionali: una ricerca commissionata da Virgin Holidays che ha scoperto che sette famiglie su dieci hanno intrapreso un viaggio che abbracciava più generazioni, dai nonni ai nipoti, passando per i figli.

E se gli over 60 rimangono a casa, non mancano le soluzioni per tenersi in contatto con i propri cari, come GrandPad, un tablet di video chat molto semplice da usare, progettato per gli anziani, che ha visto una crescita del fatturato del 300% nel 2018.

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Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Per Franco Cesati Editore ha pubblicato il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale e il manuale di scrittura per il turismo Immaginari per viaggiatori.