29 consigli per giovani ragazze che iniziano a lavorare oggi

Fortemente ispirati dalla lista delle donne che stanno cambiando l’Italia stilata da David Casalini su StartupItalia, abbiamo deciso di contattarne alcune tra fondatrici, manager e ricercatrici per coinvolgerle in questo speciale dedicato alle ragazze della Generazione Z, che stanno finendo gli studi e che presto contribuiranno a rendere ancora più bello il nostro Paese.

Così, abbiamo chiesto a 29 donne che stanno portando avanti l’innovazione oggi questo:

Qual è il consiglio che daresti a una giovane ragazza che si sta affacciando oggi al mondo del lavoro? Qualcosa che avresti voluto sapere prima di iniziare a lavorare, oppure qualcosa che hai imparato durante il tuo percorso, in bene o in male; e ancora, se c’è una risorsa caratteriale da mettere in campo per farsi strada rimanendo sé stesse; qualcosa che ti ha aperto gli orizzonti.

Sono state di una disponibilità e di una generosità infinite. Siamo tanto, tanto orgogliosi delle loro parole, del loro percorso, del loro modo di guardare il mondo. Ciascuna ha condiviso un pezzetto della propria vita, e noi ci auguriamo che sia di grande ispirazione per tutte. Grazie.

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Cristina Tajani
Assessore alle Politiche del lavoro, Sviluppo Economico, Università e Ricerca – Comune di Milano

Care ragazze,
in una società in continua trasformazione come la nostra, i bisogni delle persone non diminuiscono ma
crescono e cambiano insieme a noi.
Il mio consiglio è guardare il mondo con occhi curiosi cercando gli stimoli per affinare il vostro impegno e la vostra professionalità dove più si addensano i fermenti di trasformazione che poi, spesso, è dove si annidano i nuovi bisogni.
Senza dimenticare le nostre passioni ma lasciando che il nuovo le stimoli e le direzioni.
La conoscenza è una guida fondamentale, l’ambizione di voler incidere per il meglio sarà la vostra forza e, per noi, la speranza che domani sia meglio di oggi.
Non pensate che non vi siano strade giuste per voi, la misura non la troverete guardando ai ruoli consueti per donne e uomini, quella è la storia già scritta, la condivisione di saperi, sguardi, sensibilità di donne e uomini porta innovazione in ogni campo.
Anche grazie a ognuna di voi.

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Sabrina Di Fazio
CEO E24Woman

Alle ragazze che si affacciano al mondo del lavoro oggi consiglio di fissarsi degli obiettivi raggiungibili, andare passo dopo passo e non cercare subito di saltare quel pezzo di strada che farà poi la differenza… ovvero l’esperienza. Devono avere determinazione ma questa si svilupperà solo se si crede in sé stessi e nella attività che si sta portando avanti. Devono mettere in prospettiva delle cadute durante il percorso, delle deviazioni… quindi essere camaleontiche e cercare di trasformare un piccolo fallimento in una grande opportunità. Dopodiché vivere l’esperienza lavorativa, qualunque sia, come un bagaglio professionale che nessuno potrà mai portarti via.

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Isabella Pierantoni
Futurist&Founder GenerationMover.com

Prima di iniziare a lavorare: per il mondo di oggi e per come sarà, consiglio alle ragazze più giovani di prepararsi da subito a più carriere e vite professionali esercitandosi a immaginare diversi futuri lavorativi a seconda delle proprie passioni e talenti e anche delle opportunità che si presentano. Penso ai miei primi anni di lavoro come dipendente, oggi sono distante anni luce da quel primo ruolo ma l’esperienza di allora ancora mi sostiene.

Poi, darsi il tempo e non avere paura. Darsi tempo per conoscere l’ambiente lavorativo: coglierne ritmi, linguaggi, relazioni, stati emotivi collettivi e individuali, livelli di energia per imparare a viverci bene e per elaborare una strategia relazionale e professionale efficace. Non avere timori, mai. Dire qualche no si può, così come prendere il coraggio e presentare un’idea che magari non va bene subito, ma chissà… prima o poi si concretizza. A me è successo.

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Anna Gavazzi
Direttore Generale Osservatorio Branded Entertainment

Il mio consiglio non è ahimè molto originale, si sente ripetere spesso negli ultimi anni, ma credo davvero che sia un mantra che le nuove generazioni di donne devono introiettare e fare proprio. Possiamo riassumerlo in “fatevi avanti”, il famoso “lean in” di Sharyl Sandberg.

Le ricerche dimostrano che gli uomini sono molto più propensi a proporsi per un nuovo ruolo, un incarico diverso, una responsabilità aggiuntiva anche laddove non possiedono neanche la metà delle caratteristiche e skill richieste, mentre le donne difficilmente fanno un passo avanti se non sono sicure quasi al 100% di esserne assolutamente in grado. E anche in questo caso a volte siamo frenate da una sorta di pudore sociale nel non chiedere troppo, nel non farci vedere troppo esigenti, troppo ambiziose. Dobbiamo superare questo ostacolo, liberarci dei pregiudizi e trovare il coraggio, e laddove possibile spingere altre donne a farlo.

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Giusy Cannone
Managing Director Fashion Technology Accelerator Milan

Quello che ho imparato durante il mio percorso è che non possiamo sapere tutto, seppur pensiamo di essere brave e sveglie, soprattutto nei primi anni di lavoro è importante saper chiedere. Pertanto, trovare il coraggio di esporre i propri dubbi e curiosità a persone con più esperienza e che hanno fatto percorsi professionali prima di noi è importantissimo e a volte può aiutare a farci prendere delle scelte in modo più consapevole. Per cui: chiedere e confrontarsi e poi prendere una decisione sulla base di ciò che in cuor nostro sappiamo ci renderà più felici.

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Francesca Fedrizzi
Operations Director a We Are Social

Oggi il mondo del lavoro è in costante evoluzione e una delle caratteristiche fondamentali di un manager è la capacità di essere creativi e dinamici. Alle nuove generazioni consiglierei questo: guardate con curiosità al passato ma proiettatevi da subito nel futuro dando spazio alla creatività. Le opportunità sono ovunque basta solo saperle vedere e cogliere con una giusta dose di umiltà. Circondatevi di persone stimolanti, confrontatevi spesso e soprattutto mettetevi in discussione ogni giorno, cambiare idea significa avere un mindset dinamico, sbagliare semplicemente un’opportunità per fare meglio. Soprattutto i primi anni è fondamentale ascoltare, leggere, capire per poter crescere.

Ricordo di essere cresciuta con la credenza che dopo economia e commercio se non avessi fatto la marketing manager di una grossa azienda sarei stata assolutamente una fallita, negli anni ho fatto la promoter, la segretaria di archivio, l’animatrice nei villaggi, l’office manager e la commessa e ognuno di questi lavori ha dato forma alla persona che sono oggi. Due letture che consiglio:

1. Creative Inc, Ed Catmuli
2. Mindset Dinamico, Carol S. Dweck

Se poi avete voglia consiglio anche di ascoltare qualche speech di Brene Brown al TEDX.

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Stefania Boleso
Marketing strategist, docente universitaria, formatrice aziendale

I consigli che mi sento di dare sono due: il primo è che occorre farsi avanti, anche se pensate di non essere abbastanza brave o abbastanza preparate per ottenere una promozione o un nuovo lavoro. Spesso infatti a noi donne non mancano né competenze, né preparazione, è semplicemente la cosiddetta sindrome dell’impostore a fregarci. Il secondo consiglio è quello di investire del tempo per dedicarvi ad attività di networking “al femminile”: trovate occasioni per conoscere ragazze alle prime armi come voi, ma anche per confrontarvi con professioniste di maggiore esperienza. Ne uscirete arricchite sia dal punto di vista umano che professionale.

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Antonella D’Alessio
VP of Business Operations – Instal.com

L’intelligenza emotiva delle donne non teme confronto per farsi strada in un mondo del lavoro ancora troppo sessista. Sfruttate al meglio la vostra innata empatia per fare team e sappiate trasformare la competizione in voglia di veder vincere la vostra squadra.

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Chiara Burberi
Co-founder redooc.com

Pensa sempre alla fortuna che stai vivendo: ogni giorno di lavoro equivale ad almeno 1 anno di scuola! Scegli i migliori con cui lavorare, non accontentarti. Imparare è uno sport faticoso: fare domande, toni giusti e tanto coraggio, perché le riposte possono essere più pesanti di un brutto voto. Ma si impara solo facendo domande. Non mollare, mai. Sorridi. Sogna. Prenditi il piacere di far succedere cose che nessuno ha ancora avuto il coraggio di immaginare. Stai lontana da chi pensa e dice che è impossibile, magari solo perché sei una donna che ha un grande sogno. Se vuoi, puoi.

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Carola Salvato
Strategist, Esperta di Comunicazione, CEO Havas Life

Alla giovane Carola che guardava al futuro e ai suoi molteplici spazi di possibilità sarebbe stato utile comprendere che: il limite lo decidiamo sempre e solo noi, che ogni singolo pensiero ed emozione concorrono a creare la nostra realtà, che ogni istante è un momento di ripartenza, che siamo potenziale in movimento, di non dare ascolto alla piccola voce interiore che ripete troppo spesso “non tu”, di non farsi condizionare dalla domanda “ma ne vale la pena”, di non mettere a rischio il proprio futuro per paura di deludere qualcuno.

Ricorderei l’importanza di amare sé stessi per il solo fatto che lo meritiamo per diritto di nascita. Che noi siamo gli artefici delle nostre vittorie e delle nostre sconfitte. Di non guardare fuori ma di cercare dentro. Perché dentro c’è già tutto, basta solo ascoltarsi. E che il lavoro è molto di più, è l’occasione per rivelare chi siamo. Per questo bisogna essere disposti ad allenare il fattore C… il coraggio.

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Cristina Pozzi
CEO Impactscool

Quattro parole: imparare, divertirsi, impegnarsi e condividere. Con visione al futuro. Non cercare un lavoro perché lo sai fare perfettamente ma perché può permetterti di imparare e di crescere. Scegli un ambiente di lavoro che ti permetta di sorridere e divertirti pur nella serietà e nel grande impegno che ti sono richiesti. Contornati di persone che condividano con te visione e valori. Con loro trascorrerai gran parte del tuo tempo ed è importante poter affrontare discussioni e ostacoli e condividere risate e momenti seri in modo costruttivo. Infine, ricorda che quando dovrai prendere decisioni la scelta più difficile e più faticosa è quasi certamente quella migliore. Per me ha sempre funzionato.  

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Marisandra Lizzi
Founder di iPressLIVE e Mirandola Comunicazione

A ogni ragazza che si sta affacciando nel mondo del lavoro consiglio di leggere una poesia di Marianne Williamson: la nostra paura più profonda.
Come dice la poesia, credo che ogni persona su questa terra è nata per risplendere, e quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso.
Quindi siate luce, siate voi stesse! Solo allora sarà il vostro secondo compleanno, quella rinascita che descrive Albert Espinosa nel suo bellissimo manuale Il libro dei segreti rossi con queste parole:

“… e ricorda che tutti hanno due compleanni: quello del giorno in cui si nasce e quello del giorno in cui si nasce alla vita. Di certo nascerai alla vita quando scoprirai cosa ci fai nel mondo. […] Chi ha un perché nella vita può affrontare qualsiasi come…”

I sogni richiedono impegno e sacrificio ma ripagano in felicità e serenità, seguiteli.

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Stefania Duico
Head of Partner Marketing Italy & Greece Netflix

Sono nata in montagna e da piccola mi sono sempre sentita dire di badare più a dove mettevo i piedi e le energie che a rivolgere lo sguardo solo alla cima. I nonni dicevano di prendere fiato e osservare la meraviglia che avevo intorno per portare a casa sempre il ricordo migliore, anche quelle volte che la cima ci avrebbe respinto. E così ho imparato che l’avventura è la scalata e non la vetta e che dalla vetta, seppur meravigliosa, serve sempre scendere per cercare un’altra montagna su cui lasciare il cuore.

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Diletta Dincao
Digital Marketing Manager Barilla

Il consiglio che darei a una ragazza che si sta affacciando oggi al mondo del lavoro? Sii coraggiosa e curiosa ma conserva sempre una grande dose di umanità e umiltà. Essere donna oggi è una lotta, interiore ed esteriore, fatta di un eterno bilancio e trattative tra vita privata e professionale.
Cerca di essere più comprensiva verso te stessa senza auto-giudicarti costantemente. Devi essere tu la prima a rispettarti, credere in te stessa e darti l’energia per crescere e migliorare ogni giorno.
Trova il coraggio di chiedere e dire ciò che pensi ma mantieni sempre una grande professionalità, umanità ed empatia per ascoltare e imparare dagli altri dando sempre il massimo.
Lavora per fare squadra e costruisci relazioni guardando sempre negli occhi l’obiettivo da raggiungere.
Leggi, informati, viaggia e arricchisci le tue competenze: l’esperienza ti insegna a vivere e lavorare con la mente sempre aperta e verso il futuro.

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Annamaria Tartaglia
CEO TheBrandSitter e Founder Angels4Women

Scegliere un percorso che rifletta i propri valori, non avere fretta, essere sempre gentili con tutti, non avere paura di esprimere la propria opinione, curiosità, apertura al cambiamento e alla scoperta, un pizzico di follia e di ribellione. In una parola: sii sempre te stessa.

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Michela Di Nuzzo
Ceo & Co-Founder at Dotfarm

Se tornassi indietro mi piacerebbe che qualcuno mi spingesse a pormi le domande giuste: cosa ti appassiona realmente? Guarda il mercato e pensa a quale spazio ti piacerebbe ritagliarti? Cosa puoi fare di utile per te stesso e per gli altri? La parola d’ordine è ESPLORA. Indaga su cosa realmente ti piace, qual è la tua attitudine, migliora la tua formazione e le tue conoscenze e poi RIBELLATI.

Sembra strano, però l’essere unici è un concetto che non ci appartiene quasi più. Nei momenti bui mi piace rileggere la frase di Rita Levi Montalcini: “Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi”. La convinzione profonda è la condizione per riuscire a resistere, quando tutti ti diranno che è il caso di mollare. Proprio questo il messaggio che vorrei condividere: difficoltà, fallimenti, cambiamenti, sono tutto ciò che caratterizza un percorso professionale reale, e se si è pronti ad affrontare tutto questo con determinazione, forse il vostro destino potrebbe anche essere quello di diventare imprenditori.

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Deborah Ghisolfi
Founder Agile Marketing Italia

L’istinto è un dono prezioso.
Lascia che si manifesti, accogli ciò che ha da dirti, segnalo su una agenda e verifica, senza giudicare, cosa accade. Con il tempo visualizzerai  una storia fantastica.

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Alessandra Lomonaco
Innovation & Startup Advisor – Mentor Women Empowerment

Alle giovani donne che si stanno affacciando al mondo del lavoro o che hanno iniziato a lavorare da pochi anni, consiglio di documentarsi e lavorare su questi due ambiti fondamentali della loro crescita personale e professionale:

– il personal branding, vale a dire quel processo che permette di raggiungere i propri obiettivi comunicando il proprio valore unico e differenziante, attraverso un messaggio coerente.  È una competenza, che si acquisisce con tanta osservazione e pratica e soprattutto con la consapevolezza di sé.

– il networking, che tradotto, significa fare rete e quindi uscire dal proprio guscio (o comfort zone) per condividere, offrire il proprio supporto, chiedere un consiglio a colleghi, professionisti, persone di riferimento. Networking è prima di tutto “Dare”, nulla a che vedere con l’opportunismo spicciolo. È un valore prima di tutto, uno stile che è alla base della collaborazione e della crescita personale e professionale.

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Barbara -babel- Bellini
Scrum Master & Agile Facilitator

Lo ammetto: sono stata fortunata. La mia vita professionale ha preso la direzione giusta da sé, permettendomi di esercitare come mestiere l’arte della collaborazione, che è fare cose insieme, ma soprattutto è imparare e insegnare. Prendere un’informazione qui e portarla là, perché qualcun altro la prenda a sua volta e le faccia fare un altro pezzetto di strada. È un approccio adatto a qualsiasi lavoro, che ti farà avere sempre un motivo, a fine giornata, per sentirti soddisfatta.

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Miriam Surro
Ingegnere Informatico

Ovviamente non esiste il manuale “della perfetta donna in carriera”, e il primo consiglio è proprio quello di liberarsi dalle tante sovrastrutture che noi donne, per cultura, per educazione, per aspettativa sociale siamo indotte a costruire sin da bambine.Non dico di essere delle eterne ragazze ribelli, e fuori dagli schemi, ma il primo invito è di ascoltare sé stesse e cercare di capire il più presto possibile quale è la propria passione, possibilmente esplorando anche campi che sono ritenuti tipicamente maschili.

Dopodiché, il mio consiglio è provarci! Dimenticarsi di essere donne è un altro consiglio. Sembra strano, ma essere donna è un fatto, come il colore degli occhi, bisogna ragionare da “persone”, mostrando sempre e per prima la propria professionalità ed intelligenza. Grazie a queste, si eviteranno il mansplaning, e le fastidiose paternali che normalmente una donna si sente rivolgere quando parla di argomenti non ritenuti femminili. Due libri: Il magico potere di sbattersene il c…o e L’arte della guerra.

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Serena Giust
Team Leader & UX Writer in technology a Booking.com

Coltiva le relazioni, sia personali che professionali. Individua i tuoi alleati e i tuoi punti di riferimento, cerca di entrare in contatto con loro e seguire le loro impronte. Frequenta attivamente gli eventi di riferimento ed estendi la tua cerchia. Prendi nota dalle persone che stimi delle fonti dove mantenersi aggiornati. Non avere paura di chiedere sostegno ma rispetta sempre il tempo altrui, sii umile e grato/a, pronto a fare altrettanto per chi avrà bisogno di te in futuro.

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Benedetta Arese Lucini
Co-Founder Oval Money

Quello che consiglierei alle donne è prima di tutto di cogliere la loro diversità come una forza e di entrare nel mercato e rendersi conto che anzi, essere proprio diverse è l’opportunità di creare qualcosa e di progredire in qualcosa che non sarebbe probabilmente stato fatto. Infine, direi che l’imprenditoria non si fa da sole, e quindi scegliersi un network di donne, ma non solo, con cui ci si può scambiare idee.

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Simona Torre
General Manager Fondazione Accenture

Ho fatto un percorso di studio universitario scientifico (statistica, informatica): ignoravo che in futuro mi sarebbe mancata una base di conoscenze economiche e legali, che ho dovuto costruire nel tempo pressochè in autonomia e con qualche disagio: consiglio quindi di inserirle sempre nel percorso formativo, servono SEMPRE. Se penso a cosa mi ha consentito di avere una vita professionale con buone gratificazioni (oltrechè molto impegno e molto divertimento) è l’insegnamento ricevuto da un paio di miei ex boss, esercitato con l’esempio quotidiano e con il desiderio autentico di farmi imparare, di farmi crescere e di insegnarmi ad ammettere gli errori.

Tre slogan che solo a posteriori ho capito quanto siano effettivamente validi, nella vita e nel lavoro:

Change is good
Se senti di essere la persona più intelligente nella stanza, sei nella stanza sbagliata
Mai sottovalutare il tuo interlocutore

Illuminante la sintesi di Jack Ma su come darsi obbiettivi diversi per ogni fase della vita:

A 20 anni impegnatevi nello studio.

A 25 iniziate a lavorare e fate errori, a questa età potete cadere e rialzarvi senza conseguenze. Se scegliete una grande azienda acquisirete i processi, se invece optate per una piccola realtà imprenditoriale apprenderete la passione di fare molte attività diverse in una giornata. La cosa più importante è che riusciate a identificare la vostra guida, dalla quale imparare il più possibile. Non è importante il campo dove agirete, ma quante cose può insegnarvi il vostro capo.

Dai 30 ai 40 focalizzatevi sulla professione, lavorate su voi stessi.

Dai 40 ai 50 anni non tornate indietro, non cambiate direzione, è troppo tardi. Diventate semplicemente i più bravi in quello che già state facendo.

Dai 50 ai 60 investite nei giovani, allevate talenti e trasferite informazioni. (io sono qui, e sto cercando di farlo!)

Dai 60 anni in poi la priorità è il vostro benessere, fisico e mentale. Andate al mare.

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Ornella Pesenti
Fotografa

1. Il tuo percorso è iniziato moltissimi anni fa, anche se non te ne sei ancora accorta e proseguirà ancora per molto. SII PAZIENTE.
2. Smettila di confrontarti con gli altri e impara a farlo molto, molto di più con te stessa. Ogni giorno, settimana, mese, trimestre, anno.
3. Impara a parlarti bene. Le parole positive generano pensieri positivi e i pensieri positivi generano azioni. Le azioni sono l’unica vera cosa che serve in questo mondo che sembra tanto difficile.

Un testo motivazionale? Forse! Ma sapere cosa fare ogni mattina quando metti il piede fuori dal piumone lo puoi apprendere solo da te. Ah, e un buon commercialista!

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Flavia Marzano
Assessora Roma Semplice

Non smettere mai di credere in te stessa anche se troverai qualcuno che ti farà sentire stupida, e garantisco lo troverai! Sbagliano tutti, tu compresa, ma gli errori servono solo per imparare: a volte si vince a volte si impara. Offri rispetto e chiedi rispetto, ma aspettati che il tuo essere donna ti metta in secondo piano. Dovrai essere più brava dei tuoi colleghi uomini per ottenere lo stesso riconoscimento. Quando sbagli ammettilo, studia e impara, ma non dimenticare mai di avere fiducia in te stessa!

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Francesca Ferrara
Freelance Multimedia Journalist/Communication Consultant

Seguire la propria passione. “I Have a Dream” e “Vá dove ti porta il cuore” non sono citazioni a caso ma dovrebbero essere una bussola per orientarsi sui propri talenti, inclinazioni e indole professionale. (Dove esiste la passione, si superano più facilmente le difficoltà). Oltre al cuore, per evitare o, almeno limitare, periodi di ‘sconforto’ durante momenti di potenziale recessione del settore di riferimento, consiglio di fare una analisi del mercato e di capire le proiezioni di ‘buona salute’ e la capacità di resistenza in momenti di contrazione economica.

Aiutano a prendere coscienza delle proprie inclinazioni il fare più esperienze possibili come viaggiare, vacanze-studio-lavoro-stage. Leggere ciò che piace ma anche generi diversi dal proprio gusto e piacere personale. Questo percorso di crescita è aiutato da un approccio mentale e caratteriale duttile, elastico, pronto a mettersi alla prova per una nuova sfida.

È importante saper apprendere dai propri errori e ricominciare, rimettersi in cammino e mantenere il focus per l’obiettivo da conseguire. Le strade vanno percorse per arrivare a destinazione: il sogno può diventare realtà, professionale. Consiglio la conoscenza di più lingue straniere: l’inglese come passaporto universale. E, aggiungo, l’importanza della conoscenza degli strumenti della cultura digitale.

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Celia Guimaraes aka viperaviola
Giornalista specializzata in tecnologia

La differenza è +1.

Mi preparavo agli esami e una professoressa ci consigliò di aggiungere un libro in più, a scelta, all’elenco di quelli che dovevamo obbligatoriamente studiare: avrebbe fatto capire meglio, a noi prima ancora che agli esaminatori, chi siamo e dove vogliamo arrivare. Oggi si chiamano ‘competenze’ o ‘skill’, ma il consiglio è lo stesso: +1. Lo sentì ripetere da una grande scienziata italiana proprio qualche giorno fa.

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Cinzia Loiodice
Country Manager Bricks 4 Kidz®

Molte donne – l’ho fatto io stessa nei primi anni della mia carriera – si ispirano, nell’ambiente lavorativo, a modelli di leadership “maschili” (peraltro ormai obsoleti!), che alla lunga le snaturano e le riempiono di frustrazione. Il mio consiglio è di non mettere mai da parte l’empatia, le capacità relazionali, l’intelligenza emotiva. No all’aggressività, sì all’assertività, alla fermezza e alla morbidezza.

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Barbara Orlando
Responsabile Relazione con i Media, Università Bocconi

Sono convinta che non esistono consigli universali, che, come il nero, stanno bene su tutto. Il valore di un consiglio è che questo sia “tagliato su misura” come un abito di alta sartoria. Certo impara l’inglese, sii open mind, impara a lavorare in team e a essere cittadina del mondo vanno sempre bene: ma c’è davvero qualcuno che vorrebbe ricevere questo tipo di consigli? Se mi guardo indietro vedo una ragazza con tanta voglia di fare e di imparare sempre cose nuove. Una ragazza che ha sbagliato ma che ha sempre rischiato e così ha avuto la fortuna (ma non è che poi ci creda davvero alla fortuna) di riuscire sempre a fare quello che gli piaceva fare. La mia più grande capacità? Fidarmi sempre di tutti. Il mio più grande errore? È ovvio, fidarmi sempre di tutti. Eppure non riesco a farne a meno perché fa parte di me e cercare di cambiarsi in qualcosa che non ti appartiene alla fine è inutile. Insomma: ragazza della Generazione Z se vuoi un consiglio ma hai voglia prima di raccontarti e farti conoscere davvero scrivimi sul mio profilo LinkedIn magari così un piccolo aiuto riesco a dartelo. Senza impegno per entrambe sia chiaro.

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Alice Avallone (Asti, 1984) insegna alla Scuola Holden e fa ricerca con l’etnografia digitale per le aziende. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Per Franco Cesati Editore ha pubblicato il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale e il manuale di scrittura per il turismo Immaginari per viaggiatori. A inizio 2021 tornerà in libreria con #Datastories. Alla ricerca di small data con l’etnograifa digitale per la collana Tracce di Hoepli.