10 insight dalla Cina: dalla VR anti-droga al QR Code per hotel

L’ultimo nostro speciale è stato dedicato all’Australia, ma prima ci sono state Francia, Giappone, Germania, Brasile, Regno Unito e Russia. Torniamo in Oriente oggi, e andiamo in Cina. Un Paese che presto potrebbe diventare la prima società senza contanti al mondo, tanta è la penetrazione dei pagamenti mobile. Inoltre, è un Paese che oggi ha una fiducia nel governo ai massimi livelli, con le maggiori istituzioni che ottengono enormi incentivi finanziari per investire in tecnologie come intelligenza artificiale, comunicazioni e informatica.

Un crescente sentimento di orgoglio nazionale sta investendo la Cina, a differenza di quel che sta succedendo alla maggior parte delle nazioni occidentali. In particolare, sono i giovani cinesi a riscoprire il “sogno cinese”, lasciandosi alle spalle la restrittività della società tradizionale.

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1. Il carattere prima dell’aspetto

In un’era di mi piace a cuoricino e di scorrimenti senza fine, molte persone sono frustrate per la superficialità del dating online. L’app di incontri Qiao Qiao sta trasformando gli appuntamenti in momenti più intrigranti sfocando le immagini del profilo, e dunnque ponendo l’accento sulla personalità piuttosto che sull’aspetto. Rispetto a Tinder, dove il look sembra essere decisamente il gancio principale per attaccar bottone, questa app cambia le regole del gioco: solo attraverso una conversazione positiva tra gli utenti è possibile accedere alla foto nitida. Con appena dieci possibilità di conversazioni al giorno, l’app mira a incoraggiare un approccio più selettivo e coinvolgente.

2. Lo smartwatch per bambini

In un clima culturale abituato alla sorveglianza, la tecnologia di localizzazione dei minori viene valutata positivamente per i suoi benefici in termini di sicurezza, piuttosto che criticata per l’invasione della privacy. Un governo locale ha distribuito smartwatch di localizzazione a 17.000 bambini in 60 scuole elementari di Guangzhou. Gli orologi sono progettati per tenere informati i genitori sulla posizione dei loro figli in tempo reale, nonché per consentire ai bambini di effettuare chiamate in situazioni di emergenza. Grazie alla tecnologia sviluppata da BeiDou, un sistema di navigazione satellitare cinese, gli orologi sono in grado di individuare la posizione di chi lo indossa entro un raggio di 10 metri. Possono anche rilevare se un bambino è troppo vicino a un lago o fiume e rischia di affogare. Il progetto è il primo passo di un’iniziativa più ampia che alla fine vedrà 30.000 bambini dotati di tecnologia di localizzazione.

3. Le scarpe dei monaci Shaolin

Il marchio di calzature Feiyue, che produce sneaker leggere, economiche e tradizionalmente indossate dai monaci Shaolin quando praticano il kung fu, sta vivendo un aumento di popolarità in Cina – solleticando un senso di nostalgia e orgoglio nazionale tra Generazione Y e Z. Un vero e proprio must retrò.

4. Il riconoscimento facciale per i rifiuti

Alipay, strumento di pagamento mobile del colosso cinese di fintech Ant Financial, ha lanciato un’app di riconoscimento facciale a Shanghai per identificare e ordinare i rifiuti, nel tentativo di aiutare le persone a capire meglio quale categoria appartiere la loro spazzatura – rifiuti umidi o secchi, riciclabili o dannosi. SI tratta di una risposta alla città di Shanghai che ha introdotto nuove norme da questo luglio che rendono obbligatoria la raccolta differenziata in quattro cassonetti separati, con multe per coloro che non la fanno.

5. La realtà virtuale anti-droga

Un programmaanti-droga a Shanghai ha usato la realtà virtuale per aiutare i tossicodipendenti a superare i loro demoni – il tutto attraverso cuffie VR con tracker che hanno raccolto dati sul movimento degli occhi e indicatori biologici, come la frequenza cardiaca e la conduttività della pelle durante la simulazione. Oltre 1.000 pazienti sono stati sottoposti al programma di trattamento gestito dal Dipartimento giudiziario di Shanghai: oltre il 70% ha registrato una riduzione del desiderio di droghe.

6. L’app che protegge i dialetti

Si stima che la Cina abbia 302 lingue diverse interne: per aiutare a proteggere questi dialetti locali, l’app di traduzione iFlytek conserva il registro delle varietà linguistiche e aiuta le persone a comunicare senza dover imparare per forza il mandarino standard. Un piano di protezione dei dialetti prevede che volontari in tutta la Cina condividano con la compagnia le registrazioni della loro lingua locale, dalle parole brevi alle frasi complesse; questi dati vengono poi utilizzati per migliorare gli algoritmi dell’app. Al contempo però, il governo sta scercando di fare in modo che ci sia un unico dialetto universale in Cina, con l’obiettivo di ottenere l’80% della popolazione che lo parli entro il 2020.

7. Lo shopping in live-streaming

Lo shopping in diretta sta diventando un fenomeno in rapida crescita in Cina. Questa nuova modalità di acquisto fa da ponte tra influencer e piattaforme di ecommerce; il 70% degli Z cinesi preferisce acquistare prodotti dai social media, rispetto alla media globale del 40%.

8. I robot per i controlli di salute

Walklake è un robot che porta avanti controlli di salute in oltre 2.000 scuole materne cinesi, dove i bambini vengono sottoposti a scansioni ogni mattina. In quanto tempo? Appena tre secondi: è in grado di rilevare segni di possibili malattie, come mal di gola, vesciche o febbre, esaminando gli occhi, la gola e le mani di un bimbo con telecamere e termometri a infrarossi.

9. L’app per le anziane che ballano

Tangdou è un’app con sede a Pechino che incoraggia le donne cinesi anziane a ballare insieme negli spazi pubblici – un fenomeno in crescita in Cina. Nata nel 2015, l’app ha iniziato l’attività offrendo video tutorial gratuiti sulla danza e si è sviluppato per diventare un luogo dove le anziane possono ritrovarsi e socializzare, anche nella vita reale. Ogni mese in media vengono organizzate 4.000 attività offline tramite l’app, con oltre 50.000 partecipanti. Tutto questo nonostante sul sito web le protagoniste dei video sono quasi solo ragazze giovani.

10. IL QR Code per la biancheria degli hotel

Nella città cinese di Wuhan, gli hotel hanno cucito codici QR sulla biancheria per consentire agli utenti di scansionarli e verificare se è tutto pulito. Applicati sugli angoli di lenzuola, coperte e asciugamani, i chip sono caratterizzati da materiale resistente alle alte temperature e all’acqua, e permettono di conoscere quando, dove e come è stata lavato il tessuto per l’ultima volta. Una maggiore trasparenza su come gli hotel mantengono pulite le loro camere.

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Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Per Franco Cesati Editore ha pubblicato il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale e il manuale di scrittura per il turismo Immaginari per viaggiatori.