10 insight dall’India: dai risciò elettrici al dating più inclusivo

In passato abbiamo parlato di India riguardo alla possibilità di partecipare a matrimoni di sconosciuti e di delegare qualcuno per le preghiere nei templi. Ma in che modo la religione modella ancora oggi le decisioni dei consumatori indiani? Nonostante l’influenza della globalizzazione, gli indiani rimangono profondamente attaccati alle loro radici e alle loro tradizioni. Ma penchè la laicità sia sancita dalla costituzione, parecchie scelte sono guidate dalla fede. I brand, di conseguenza, sono sempre più sensibili ai limiti religiosi. Parallelamente, un numero crescente di donne sta acquisendo istuzione superiore e potere economico, portando a un inevitabile stravolgimento dei ruoli. E così, dopo Cina, Australia, Francia, Giappone, Germania, Brasile, Regno Unito e Russia, oggi ci occupiamo finalmente di India.

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1. Le notizie in lingua locale

In un paese dove molte persone non parlano ancora inglese, la piattaforma di notizie Lokal sta soddisfacendo una domanda crescente fornendo notizie regionali nelle lingue locali. La startup ha sede a Bengaluru, è distribuita in 18 distretti nell’India meridionale e attualmente ha due milioni di utenti indiani nelle loro lingue regionali attraverso una solida rete di giornalisti. L’app viene aggiornata durante il giorno, con notizie e un flusso di “informazioni” di cose come eventi imminenti, informazioni di contatto dei medici e addirittura i prezzi delle verdure.

2. I nuovi risciò elettrici

L’azienda SMV Green Solutions, con sede a Varanasi, ha convertito i risciò in veicoli elettrici nel tentativo di ridurre le emissioni di carbonio e, al contempo, supportare le persone emarginate che li gestiscono. Così, oggi la società, grazie agli e-rickshaws, è in grado di offrire trasporti sicuri, economici ed ecologici.

3. Il canale tv per imprenditori

Il governo indiano ha annunciato il lancio di un canale televisivo dedicato esclusivamente all’educazione e alla promozione di startup e imprenditori. Nel tentativo di competere con i media occidentali, l’India spera di ispirare la sua prossima generazione. Il canale stesso è stato annunciato durante il discorso sul bilancio del ministero delle finanze di Nirmala Sitharaman e sarà gestito dall’emittente ufficiale statale Doordarshan. Il contenuto, tuttavia, verrà creato e gestito dalle startup stesse; la premessa del canale è incentrata sulla promozione di nuove attività commerciali, consentendo nel contempo il matchmaking con i venture capitalist.

4. Il sapone previdente per donne

Il marchio di sapone Lux ha lanciato un sapone con una protuberanza visibile che non si consuma con i lavaggi. Nasce per venire incontro all’imbarazzo di molte donne nell’auto-palparsi per individuare eventuali noduli o anomalie al seno. È stato progettato, dunque, per servire da promemoria e spingere le donne a esaminare il loro seno ogni volta che fanno il bagno. In questo momento, Lux è in trattativa con la Indian Cancer Society per distribuire il sapone attraverso campagne di sensibilizzazione in città, ospedali, università e uffici.

5. La cucina tradizionale e Whatsapp

Piattaforme come WhatsApp e FoodyBuddy stanno permettendo ai mercati culinari locali di prosperare. Infatti, i gruppi WhatsApp stanno collegando venditori e acquirenti di prodotti alimentari, con messaggi che appaiono durante il giorno per avvisare le persone delle disponibilità. Ad esempio, un venditore può pubblicare “Sto facendo i bhaji di patate e cipolle. Dieci porzioni saranno pronti tra mezz’ora. Potete ordinare da adesso!”. Semplicissimo!

6. Il pagamento digitale

In India, l’app di pagamento PhonePe ha iniziato a collaborare con molti brand di viaggi, cibo, vendita al dettaglio e intrattenimento. Utilizza l’Unified Payments Interface (UPI) e ha raggiunto 800 milioni di transazioni a marzo 2019, secondo la National Payments Corporation of India (NPCI). Tante le inaziative per diffonderne l’uso. Ad esempio, collegata alla Premier League indiana di quest’anno, l’app PhonePe ha lanciato il gioco fantasy di cricket SuperTeam per dispositivi mobile, coinvolgendo 150 milioni di utenti.

7. Il mobile e Netflix

Netflix ha lanciato un abbonamento per soli dispositivi mobile in India per soddisfare le esigenze del mercato nazionale. Costa l’equivalente di 2,88 dollari al mese, meno della metà della vecchia opzione più economica di Netflix in India, il che lo rende finanziariamente accessibile a un pubblico più ampio.

8. L’alfabetizzazione digitale

Il più grande fornitore di telecomunicazioni dell’India, Reliance Jio, sta collaborando con Facebook nel tentativo di ampliare l’alfabetizzazione digitale del Paese. Il programma si chiama Digital Udaan e vuole provare a frenare la proliferazione della disinformazione.

9. La mostra curata dai bambini

Il museo CSMVS di Mumbai ha aperto le porte a una mostra curata da bambini tra gli 8 e i 15 anni, contribuendo a democratizzare l’accesso alla cultura. Si tratta di uno spazio informale dove vengono mostrate le visioni del mondo dei bambini e la loro personale interpretazione dell’arte, tra valori di amicizia, lavoro di squadra, coscienza ambientale, pace e coraggio.

10. L’app di dating per disabili

Gli indiani disabili sono storicamente esistiti ai margini della società a causa di infrastrutture inadeguate negli spazi pubblici e pregiudizi culturali; sono stati inoltre esclusi negli spazi digitali, con molte app e siti privi di qualsiasi funzionalità di accessibilità. Inclov è una startup inclusiva di dating che si rivolge specificamente alle persone con disabilità, aiutandole a trovare partner e amici tramite la sua app e i meetup nel mondo reale.

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Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Dallo scorso novembre è in libreria con il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale (Franco Cesati Editore).