10 insight dal Giappone: dal #KuToo alle borse Fukubukuro

Da sempre quello che arriva dal Giappone ci affascina: lo troviamo diverso, bizzarro, stravagante. Un giudizio superficiale, forse, ma la curiosità per l’altro è una buona leva per captare i segnali comportamentali che ci arrivano da un paese così culturalmente lontano.

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1. Noleggiare auto senza guidarle

Le società di car sharing, come Orix e Times24 Co, hanno scoperto che le persone in Giappone noleggiano auto, ma non le guidano. La miriade di modi in cui le persone utilizzano auto a noleggio rivela come sono diventati uno spazio chiave in ambienti urbani sempre più privatizzati. L’indagine ha rilevato che le persone affittavano le loro auto per diversi motivi: schiacciare un pisolino, sbrigare un po ‘di lavoro, ricaricare i loro telefoni, avere un po’ di tempo per sé stessi tra un appuntamento e l’altro quando non potevano sedersi da nessun’altra parte.

2. Viaggiare senza contanti

Due delle più grandi aziende del Giappone, il gigante degli ecommerce Rakuten e la società di trasporti JR East, hanno di recente collaborato per dare la possibilità ai viaggiatori ferroviari di spostarsi senza contanti. La premessa è quella di fornire supporto elettronico per le carte di viaggio prepagate Suica – e allo stesso tempo far passare le transazioni sull’app mobile Rakuten Pay entro il 2020. Il Giappone ha circa 5.000 stazioni ferroviarie e altre 50.000 per gli autobus, mentre Rakuten Pay è utilizzata in più di 600.000 negozi a livello nazionale. È un po’ di tempo che il governo giapponese sta lavorando per modernizzare i sistemi di pagamento; per esempio, il Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria ha lanciato la sua Cashless Vision per incoraggiare i cittadini a muoversi senza denaro, mentre il primo ministro Shinzo Abe ha sottolineato il suo desiderio di raggiungere un tasso di pagamento senza contanti del 40% entro il 2020.

3. Abbonarsi alla bellezza

Optune, il servizio di abbonamento per la cura della pelle di Shiseido, offrirà alle donne giapponesi un approccio personalizzato per la cura della pelle attraverso un’app dedicata che analizza le condizioni della loro pelle. La sottoscrizione costerà ¥ 10.000 (circa 80 euro) al mese. Le donne useranno l’app per smartphone per tracciare i dati sul sonno, i cicli mestruali e utilizzare la fotocamera del dispositivo per rilevare lo stato della pelle. L’algoritmo dell’applicazione considererà poi fattori esterni come l’inquinamento atmosferico per proporre la migliore soluzione. Il dispositivo ha la capacità di mixare fino a 80.000 combinazioni diverse, tenendo conto anche dei cambiamenti biologici.

4. Lavorare senza tacchi

Il movimento #KuToo sta attirando l’attenzione globale sulle disuguaglianze che le donne giapponesi affrontano sul posto di lavoro. La maggior parte delle aziende nel paese impone ancora un codice di abbigliamento rigoroso, ma le donne stanno spingendo con forza per cambiare le cose – innanzitutto non assecondando più le richieste di indossare i tacchi alti. L’attrice e scrittrice Yumi Ishikawa sta guidando il movimento e ha lanciato una petizione di Change.org chiedendo che i datori di lavoro eliminino dai contratti il requisito per le donne di indossare i tacchi. Oggi ci sono più di 30.000 firme.

5. Cambiare le regole delle pettinature

Al motto “What’s Wrong With My Hair”, la campagna #HairWeGo di Pantene Japan si propone di attirare l’attenzione dell’opnione pubblica sulle norme delle scuole giapponesi che costringono gli studenti ad avere la stessa pettinatura. Alle studentesse, in particolare, viene chiesto di tenere i capelli con una coda bassa, e se hanno capelli castani naturali, devono tingerli neri. L’idea è quella di incoraggiare il dialogo e spera di difendere l’individualità della generazione Z. Questo il video dell’iniziativa.

7. Accogliere turisti in un bosco

Yoshino Cedar House è un Airbnb gestito dalla comunità che attrae i viaggiatori nel remoto villaggio giapponese di Nara. Progettata dall’architetto Gō Hasegawa, si trova nell’omonimo bosco di cedri della città e coinvolge due dozzine di residenti locali che condividono, con grande senso di accoglienza, la loro cultura e la storia di Nara con gli ospiti.

8. Giocare a carte per imparare a salvarsi

La prefettura di Okayama ha progettato un gioco di carte per insegnare ai giovani – annoiati dalle solite esercitazioni – le potenziali minacce dei disastri naturali, dagli tsunami ai terremoti, fino ai rischi biologici.

9. Acquistare una borsa Fukubukuro

Le borse Fukubukuro sono una tradizione popolare in Giappone. Si tratta di mystery goodie bags con i fondi di magazzino dei negozi e di solito vengono venduti nei primi giorni di gennaio fino a esaurimento, attirando lunghe code di persone. La tradizione è nata nei primi anni ’90 come un modo per i grandi magazzini giapponesi di sbarazzarsi delle scorte rimanenti prima dell’inizio del nuovo anno. In realtà, oggi le borse possono contenere anche prodotti premium e il costo può variare da pochi a centinaia di dollari, poiché anche catene globali e marchi di lusso hanno iniziato a prendere parte alla tradizione – come nel caso di Michael Kors.

10. Scegliere prodotti instagrammabili

I selfie continuano a spopolare, e così la Rohto Pharmaceuticals ha presentato la sua crema solare Aqua Aqua in edizione limitata. La particolarità? L’etichetta è stampata al contrario per essere letta perfettamente nello specchio, e presenta anche un riferimento non casuale ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Blogger di bellezza, beauTuber e influencer di Instagram giapponesi ne stanno andando matti.

Alice Avallone (Asti, 1984) coordina il College Digital Storytelling della Scuola Holden, dove insegna e fa ricerca con l’etnografia digitale. Da anni, infatti, unisce scienze sociali e ricerca in Rete per comprendere le relazioni umane online: codici, comportamenti, linguaggi. In passato ha scritto una guida di viaggio con la rivista Nuok (Bur), il manuale Strategia Digitale (Apogeo), e ha curato il libro Come diventare scrittore di viaggio (Lonely Planet). Per Franco Cesati Editore ha pubblicato il saggio People Watching in Rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale e il manuale di scrittura per il turismo Immaginari per viaggiatori.